Gioventù comunista contraria alla mozione che chiede regole per contenere l’abuso di alcol fra minorenni e gli episodi violenti

All'urlo di “Crociata contro il Rabadan: ma basta!” la Gioventù Comunista non condivide, ritenendo i toni “altamente moralisti”, la mozione di due consigliere comunali volta a rivedere parzialmente l'organizzazione del Rabadan affinché siano meglio gestiti l'accesso dei minorenni, il consumo di alcol e limitati gli episodi di violenza. “I toni allarmistici sul presunto declino della sicurezza, non suffragato da prove concrete, e le informazioni false come il fatto che all’ingresso e all’interno della Città del Carnevale non verrebbero effettuati controlli sulla presenza di bottiglie o altro materiale proibito, svalutano il contenuto della mozione depotenziando l’attenzione che vuole porre sull’importante tema della sicurezza”. GC dice no “alla promozione di una sorta di segregazione per i minorenni, i quali dovrebbero venire scortati fuori dal perimetro con un coprifuoco. Una sorta di caccia al minorenne? Ma anche no!”. GC invita perciò a spostare l'attenzione altrove: “Il problema non è che un giovane beva una qualche birra durante il Rabadan, ma semmai il fatto che durante il resto dell’anno le occasioni di incontro e convivialità non strettamente mercificate siano più uniche che rare! Questo è uno degli elementi responsabili di quella alienazione dalla sfera comunitaria e di quell’individualismo che contribuiscono in parte alla sempre maggiore diffusione di disturbi della salute mentale fra le nuove generazioni”. In definitiva, “non è militarizzando ancora di più la Città del Carnevale (già eccessivamente blindata e privatizzata) o promuovendo il proibizionismo che si responsabilizzano i giovani”.