La donna che lo scorso 30 gennaio ha minacciato il personale di un negozio in viale Stazione a Bellinzona sostiene semplicemente di essere molto religiosa

Ha affermato di non avere alcun legame o contatto con organizzazioni terroristiche, la 36enne che lo scorso 30 gennaio ha minacciato (senza ferire) con un coltello il personale di un negozio in viale Stazione a Bellinzona. Ricordiamo che l'inchiesta è stata assunta dal Ministero pubblico della Confederazione, intenzionato a chiarire l'eventuale movente terroristico, avendo la donna urlato ripetutamente ‘Allah Akbar’, che significa ‘Dio è il più grande’, espressione araba solitamente usata dagli attentatori. Ma durante un primo interrogatorio – ha riferito la Rsi – la donna ha negato di aver avuto contatti con terroristi. La cittadina svizzera di origine turca ha inoltre spiegato di aver urlato ‘Allah Akbar’ semplicemente perché è musulmana e molto religiosa. Per quanto riguarda il suo stato psicologico, la donna ha affermato che si sentiva perseguitata e che il 30 gennaio era andata nel negozio per cambiare numero di telefonino. Una richiesta che le sarebbe stata rifiutata, perché non aveva a disposizione il denaro necessario. Un rifiuto che le ha quindi fatto perdere il controllo. Ricordiamo che la donna dopo il fermo era stata ricoverata nella Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio. Nel frattempo – sempre secondo quanto riferito dalla Rsi – è stata trasferita in carcere, dove dovrà rimanere almeno fino al 19 febbraio.