Criticata la decisione municipale di assegnare la gestione a una società privata che ha escluso i prodotti della regione e applicato tariffe elevate

Bene ma non benissimo, anzi male. La sezione Federviti di Bellinzona e Mesolcina prende posizione critica all'indomani del bilancio ritenuto dal Municipio di Bellinzona “estremamente positivo” dell'ultima edizione di ‘Natale in piazza’ appaltata dalle autorità cittadine al gruppo Enjoy. Decisione che ha permesso al Comune di risparmiare importanti risorse, ma con alcune conseguenze poco gradite alla categoria di coltivatori d'uva e produttori di vino presenti nella regione.
“Davvero è andato tutto bene?”, chiede Federviti in un comunicato stampa. “Ci pare doveroso esprimere tanta delusione per un paio di risvolti legati alle proposte della ristorazione e in particolare dei bar che operavano all’interno del capannone gestito dal gruppo che ha ottenuto l’appalto”. Infatti agli avventori “non sarà sfuggita l’assenza di qualsiasi proposta legata ai vini prodotti nel nostro comprensorio: il territorio del Bellinzonese è ricco di tante realtà, grandi e piccole, che operano nella gestione dei vigneti e nella produzione di vini di alta qualità. Ebbene, è spiacevole constatare che di questi vini non vi era traccia in un momento difficile per chi opera sul fronte della produzione vitivinicola”. Federviti ritiene infatti che la Città “debba guardare con un occhio speciale alle realtà attive sul suo territorio e contribuiscono ad alimentare il suo gettito fiscale”.
Altro aspetto critico, quello dei prezzi: “L’offerta di alcuni vini ticinesi al banco c’era, e questo è sicuramente apprezzabile, ma proporre un calice di spumante realizzato col metodo Charmat a 11 franchi è un’esagerazione che di sicuro non contribuisce a promuovere il vino ticinese in un momento durante il quale lo smercio già incontra gravi difficoltà”. Esagerazione che “assume i toni dell’indignazione quando si scopre che nello stesso momento il produttore promuoveva sul proprio sito internet la vendita di una bottiglia di quel vino a 13,35 franchi!”. Secondo Federviti dovrebbe essere compito di un’autorità cittadina “fissare contrattualmente qualche paletto per difendere la propria cittadinanza, evitando che la stessa venga strangolata dai prezzi e chiedendo la valorizzazione della produzione di chi, con impegno e fatica, opera sul territorio”.
A latte ormai versato, fra le righe emerge l'auspicio che le critiche – rivolte sia al Municipio, sia al gruppo Enjoy – siano prese in considerazione in occasione della prossima edizione.