Bellinzonese

Caso Belfor e ditta Puricelli, a Bellinzona finora ‘nessuna anomalia’

Cifre gonfiate nella raccolta delle plastiche? Il Municipio affronterà ‘eventualmente il tema a tempo debito’, una volta condannato il titolare

(Ti-Press)
9 gennaio 2026
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Il Municipio di Bellinzona non ha finora riscontrato anomalie ma terrà gli occhi aperti sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il titolare della Fratelli Puricelli Sa di Riva San Vitale, ditta che ritira rifiuti riciclabili in molti Comuni ticinesi, compresa la capitale per quanto riguarda le plastiche domestiche. Quando sarà processato e condannato il titolare, reo confesso in un ramo secondario della truffa assicurativa nel cosiddetto ‘caso Belfor’ sfociato lo scorso 5 dicembre in nove condanne per complessivi 32 anni di carcere, il Municipio “affronterà eventualmente il tema”. Lo spiega in risposta all’interrogazione depositata dalla consigliera comunale Sara Nisi (Verdi/Fa) a margine del processo sul ramo principale dell’inchiesta. Stando alle carte processuali i vertici ticinesi della Belfor Ticino (la ditta di Lumino attiva in ripristini edilizi post sinistri) si erano accordati col presidente della ditta del Mendrisiotto per aumentare del 20% le fatture di quest’ultima, ripartendosi così il ricavato di 74mila franchi. I tre hanno pure concordato di emettere ordini fittizi pari a 21mila franchi in relazione a un progetto che riguardava una ditta di Preonzo leader nel Pet. Totale del raggiro 95mila franchi.

Tutto a posto quindi a Bellinzona? Il Municipio assicura che quando nel 2024 ha optato per il sistema Puricelli, non era a conoscenza dell’esistenza dell’indagine o dei presunti illeciti. Nel corso del mandato, iniziato l’anno scorso, “non sono state riscontrate anomalie nei volumi raccolti o nelle modalità di smaltimento della plastica”. Per quanto riguarda i costi, “il servizio di raccolta e smaltimento della plastica tramite sacco ufficiale a Bellinzona si autofinanzia con la vendita dei sacchi, gestita dalla Fratelli Puricelli Sa, e non ha quindi impatto finanziario sui conti della Città”.

Controlli ritenuti sufficienti

In ogni caso il Municipio non intende avviare controlli approfonditi sui servizi forniti. Risposta negativa anche alla richiesta della consigliera di rafforzare i requisiti o le verifiche per l’assegnazione di mandati a ditte esterne per evitare situazioni simili. Infatti l’Esecutivo assicura di “verificare tutto quanto previsto dalla Legge cantonale sulle commesse pubbliche e dal relativo Regolamento d’applicazione”. Ritiene tali misure “sufficienti” e non intende rafforzare i requisiti previsti dalla legge. In materia di monitoraggio viene spiegato che “in generale per tutte le prestazioni di raccolta e smaltimento rifiuti è previsto un attento controllo delle fatture presentate (con i rispettivi bollettini di consegna) e delle quantità raccolte. Per riconoscere eventuali errori o illeciti sulle quantità di rifiuti raccolti, da circa due anni è attivo un sistema di pesa a campione dei camion degli appaltatori che, oltre ad avere un effetto deterrente, permette alla Città un confronto con quanto da loro dichiarato in fattura”.

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