Bellinzonese

Treni a Bellinzona: il CdS per ora tace? ‘Risponda il Municipio’

Il consigliere Tiziano Zanetti sottopone all’esecutivo cittadino le stesse domande fatte al governo ormai tre mesi fa. Idem Enea Rossetti a Riviera

La situazione a Daro-Pedemonte
8 gennaio 2024
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Treni – soprattutto merci ma anche passeggeri – che attraversano l’abitato del Bellinzonese col loro carico di rumore e di sostanze spesso pericolose: un problema arcinoto, acuitosi nel 2016 con l’entrata in esercizio della linea AlpTransit sotto il Gottardo che ha notevolmente aumentato il transito e la lunghezza dei convogli, e sul quale il consigliere comunale Plr Tiziano Zanetti sollecita risposte dal Municipio di Bellinzona alla luce dell’incidente verificatosi lo scorso agosto nel tunnel ferroviario leventinese paralizzando la circolazione nord-sud e richiedendo oltre un anno di lavori di ripristino. Municipio cui il consigliere si rivolge con un’interpellanza alla quale dovrà essere data risposta (per legge) durante la prossima seduta di Consiglio comunale agendata il 29 gennaio, mentre il governo cantonale non ha ancora risposto a un’interrogazione identica depositata lo scorso 18 settembre dallo stesso Zanetti in qualità di granconsigliere affiancato dai deputati pure liberali-radicali Omar Terraneo di Biasca e Bixio Caprara di Bellinzona. CdS che aveva tempo 60 giorni per farlo, ma non sta rispettando il termine imposto dalla Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti col Consiglio di Stato. Parimenti anche il consigliere comunale Plr di Riviera, Enea Rossetti, che i bene informati danno come futuro nuovo sindaco in aprile, ha presentato un'interpellanza al proprio Municipio adattando il testo.

L'incidente e il rinvio a dopo il 2050

L’interpellanza al Municipio di Bellinzona, come l’interrogazione al governo, contiene una vagonata di domande. Una non compare ma è sottintesa: e se il treno proveniente da sud lo scorso 10 agosto fosse deragliato a Bellinzona anziché nella galleria del Gottardo? Quelle di fondo sono due: presupponendo che l’esecutivo cittadino abbia avuto negli anni numerosi incontri con l’Ufficio federale dei trasporti e/o con l’Ufficio federale dell’ambiente, il tema dell’attraversamento di Bellinzona è stato discusso e approfondito, e con quale esito? Come si sta muovendo il Municipio per salvaguardare la qualità di vita nel ristretto fondovalle che attraversa la città e per considerare e ribadire la richiesta, insieme al Cantone, del completamento del tragitto Alp Transit fra la Riviera e Camorino e in particolare per la circonvallazione dei treni merci sul Piano di Magadino?

La pericolosità del traffico merci

L’incidente del 10 agosto – premette Zanetti – e il rinvio a dopo il 2050, deciso dalle autorità federali, di nuovi investimenti in Ticino per il completamento della rete ferroviaria a sud di Biasca “hanno giustamente riacceso il dibattito”. Lo stesso Ufficio federale dei trasporti (Uft) ha più volte detto negli ultimi mesi di ritenere la sezione Cargo delle Ffs responsabile del deragliamento non avendo preso le dovute precauzioni in materia di sicurezza dei convogli. Un’accusa che ha fatto discutere parecchio visto che i merci attraversano fuori terra zone residenziali densamente abitate e trasportano anche merci pericolose. “Nel caso dell’incidente le Ffs si sono affrettate a dire che i vagoni potenzialmente pericolosi erano in fondo ma fortunatamente vuoti”. A ciò si aggiunga – e Zanetti sa bene di cosa sta parlando, abitando sulla collina sopra la stazione cittadina – il capitolo rumore rafforzato dal “costante aumento del traffico merci soprattutto notturno”, come pure la “forte sollecitazione della tratta Bodio-Bellinzona tra le più trafficate in Svizzera”, e anche strette contando solo due binari (è il principale collo di bottiglia urbano sull’intera linea del Gottardo) e il terzo è in arrivo ma con tempi più lunghi del previsto.

La perizia di Riviera su vibrazioni e rumori

Timori che vengono da anni condivisi dal Comune di Riviera avendo a ridosso della linea veloce le frazioni di Osogna e Cresciano. Una perizia commissionata dal Municipio allo studio d’ingegneria Bonalumi e Ferrari e presentata ai media il 14 marzo 2022 evidenzia il forte inquinamento fonico e di vibrazioni del traffico ferroviario. Zanetti aggiunge poi che “i ripari fonici sono stati posati in modo parziale e piuttosto strano: presenti in campagna ma assenti in talune zone residenziali e nelle stazioni che coincidono con zone abitate (in particolare verso la collina di Daro e Artore ma anche parzialmente alla stazione di Giubiasco).

Da qui tutta una serie di domande volte a sapere se l’autorità cittadina si sia interessata della tipologia del materiale pericoloso trasportato, se conosca i dettagli del rinnovo del materiale rotabile, se esista un’analisi dei rischi incidenti nei tratti a cielo aperto, se condivida il rapporto Bonalumi/Ferrari secondo cui “il rumore generato dal transito dei treni può provocare effetti negativi su sonno e salute di chi risiede vicino alla linea ferroviaria, se rumore e vibrazioni misurati a Osogna si riproducano nel tratto che attraversa la capitale del Ticino, se abbia misurato il rumore generato dai treni e dall’impianto audio delle stazioni e se intenda intervenire per ridurlo.

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