Bellinzonese

Falsi nipoti e telefonate shock, arresto confermato a Bellinzona

In cella una 42enne slovacca fermata giovedì alle Semine pochi minuti dopo aver ritirato gli ori consegnati da un’anziana

(Ti-Press)
4 dicembre 2023
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Arresto confermato per una 42enne slovacca fermata giovedì 30 novembre a Bellinzona dopo essersi fatta consegnare degli ori da un'anziana vittima della truffa telefonica del falso nipote. Come anticipato il 2 dicembre dal nostro giornale, la donna si è presentata al domicilio di una 75enne del quartiere delle Semine che pochi istanti prima, contattata al telefono da due truffatori spacciatisi per sua nipote ricoverata e per un medico dell'ospedale di Lugano, aveva accettato di pagare le cure urgenti mettendo a disposizione i preziosi che aveva in casa.

Anche in questo caso la telefonata – ricordano il Ministero pubblico e la Polizia cantonale comunicando la conferma dell'arresto decisa dal giudice dei provvedimenti coercitivi – ha fatto leva sul cosiddetto effetto shock facendo credere all'anziana vittima che la nipote fosse ricoverata in condizioni critiche. Tre in totale i casi in cui la 42enne, insieme ad altre persone, risulta essere coinvolta fra Bellinzonese e Luganese.

“Il modus operandi – scrivono gli inquirenti in un comunicato stampa – ricalca quello evidenziato a più riprese in passato nelle sue numerose varianti. Negli ultimi casi segnalati, gli autori spacciandosi per una persona attiva in campo medico o per un agente di polizia chiedono con insistenza un'importante somma di denaro necessaria a coprire le cure di un congiunto stretto affetto da una grave malattia o incorso in un incidente della circolazione. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore vista la paventata serietà della situazione), mettono pressione sulla vittima e la spronano a immediatamente consegnare il denaro a disposizione o gli averi custoditi in casa”.

Voce vera o clonata?

Da notare, ricordiamo, che l'anziana ha indicato agli inquirenti, durante un verbale d'interrogatorio svolto subito dopo i fatti, come la voce al telefono della falsa nipote fosse identica a quella della vera nipote. Non è dato sapere, per il momento, se sia stato l'effetto shock ad averla indotta a crederlo, o se invece i truffatori con qualche stratagemma abbiamo intercettato sui social la voce della nipote per poi clonarla con un particolare programma software di cui si parla già in altri Paesi nell'ambito di truffe simili. Altro dettaglio: un falso inquirente, definitosi maresciallo, il giorno successivo all'arresto ha telefonato alla medesima anziana chiedendo lumi su quanto accadutole il giorno prima: un chiaro tentativo di sapere, in realtà, cosa fosse successo alla 42enne appunto arrestata grazie al fatto che l'anziana, subito dopo averle consegnato gli ori, ha allertato la Polizia cantonale così consigliata da un vero nipote cui ha telefonato in preda ai dubbi.

La 42enne, come detto, è stata fermata in flagranza di reato verso le 16 in via Zorzi a Bellinzona. L'arresto è stato reso possibile, scrivono gli inquirenti nel comunicato, “grazie all'intensa attività investigativa messa in atto dalla Polizia cantonale, che ha portato alla sua identificazione, nonché al conseguente dispositivo di ricerca”. L'ipotesi di reato è di ripetuta truffa aggravata e l'inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo.

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