Bellinzonese

Tappa a Bellinzona per le future leve dell'innovazione

Studenti delle migliori università di tutto il mondo hanno svolto un workshop nella Turrita per preparasi all'InCube Challenge

‘Giovani talentuosi per costruire un futuro migliore’
(Ti-Press)
9 ottobre 2023
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Cinque studenti universitari chiusi per cinque giorni in un cubo di vetro di 25 metri quadrati posizionato in un luogo pubblico, con l’obiettivo di realizzare un progetto innovativo per risolvere un determinato problema del nostro pianeta legato ad esempio al tema della salute, della sostenibilità o dell’ingegneria meccanica. Stiamo parlando dell’InCube Challenge – organizzato dall’associazione di studenti Eth Entrepreneur Club – che si svolge questa settimana (dal 9 al 13 ottobre) a Zurigo, Basilea, Brugg e nella città cinese Wuxi. Per preparare al meglio questa sfida una cinquantina di giovani – studenti appassionati di startup provenienti dalle migliori università di tutto il mondo – hanno passato cinque giorni a Bellinzona, partecipando a un workshop dedicato al team building e alla loro preparazione su vari temi come imprenditoria, design thinking e innovazione. È ad esempio stato spiegato «come sviluppare in modo efficiente un prototipo o come presentare un prodotto al cliente», spiega a ‘laRegione’ Eros Carnieletto, responsabile del concorso internazionale. Bellinzona che, come noto, sta puntando molto sulla ricerca e l’innovazione e questo «si sposa molto bene con questa iniziativa». Anche il municipale Fabio Käppeli – capodicastero Finanze, economia e sport – conferma questa visione: «Questa iniziativa permette di far conoscere ulteriormente Bellinzona come polo di eccellenza nell’ambito delle scienze della vita e sede, fra qualche anno, dello Switzerland Innovation Park Ticino [che troverà spazio nel nuovo Quartiere Officine, ndr]».

Cinque cubi di vetro dove lavorare e dormire per cinque giorni

Concretamente i partecipanti – scelti fra le numerose candidature inoltrate – saranno divisi in cinque squadre che per cinque giorni vivranno, lavoreranno e dormiranno in un cubo di vetro, ognuno posizionato in una località differente e con un problema diverso da risolvere. Problema che sarà stabilito in anticipo dai vari sponsor e che sarà legato all'attività dell’azienda in questione che metterà anche a disposizioni degli studenti propri esperti. I cubi di vetro si troveranno tutti in un luogo pubblico e più precisamente in Paradeplatz (sponsor Aveniq) e in Europaallee (Abb) a Zurigo, ai piedi della Roche Tower (Roche, Iqvia) a Basilea, a Brugg (Abb, Microsoft, Canton Argovia) e a Wuxi, città vicino a Shanghai in Cina (Bühler). Il 13 ottobre i progetti sviluppati saranno poi presentati a una giuria (formata da cinque persone rinomate del mondo imprenditoriale) che stabilirà il vincitore. La squadra vincitrice riceverà 2’500 franchi e avrà l'opportunità di portare avanti in modo proattivo l'idea della start-up con lo sponsor del cubo. «Questa iniziativa mira a incoraggiare i giovani ad avviare una propria attività e a mostrare loro un'alternativa interessante al classico percorso di carriera dopo la laurea», afferma Carnieletto.

Verso la nascita di una nuova start-up ‘made in Switzerland’

Il primo InCube Challenge è stato organizzato nel 2017 da Eth Entrepreneur Club, un'associazione di studenti del Politecnico e di altre università svizzere che ha come obiettivo quello di promuovere il pensiero imprenditoriale tra gli studenti. «L’idea di far lavorare un gruppo di persone in un cubo di vetro in un luogo pubblico mira a rendere visibile alla popolazione l’innovazione svizzera», sottolinea il responsabile del concorso. «Spesso si parla della Confederazione come un Paese molto innovativo, ma se si chiede a qualcuno di citare un’invenzione svizzera solo in pochi sanno rispondere. Con questa iniziativa vogliamo attirare l’attenzione sulla qualità dell’innovazione, magari permettendo anche a una nuova start-up ‘made in Switzerland’ di nascere e svilupparsi, come già avvenuto in passato».

‘Migliorare il posizionamento della Città e i rapporti con le università’

La fase preparatoria alla sfida si è svolta la scorsa settimana per la prima volta nella Svizzera italiana, a Bellinzona: cinque giorni pensati per fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per affrontare la fase finale, ma anche per prepararli a un futuro come imprenditori e al networking internazionale. Ma perché proprio Bellinzona? «Abbiamo percepito un grande entusiasmo attorno al tema dell’innovazione e dell’imprenditoria», spiega Carnieletto. Si tratta dunque di una sorta di riconoscimento per la politica che sta portando avanti la Turrita in quest’ambito: «Innanzitutto siamo contenti di ospitare giovani talentuosi che hanno le capacità di costruire un futuro migliore per la nostra società», sottolinea Käppeli. Inoltre «questa iniziativa contribuisce a migliorare il posizionamento di Bellinzona come polo di ricerca e innovazione, così come i rapporti con le università, permettendo così alla Città di inserirsi ulteriormente nella rete internazionale dell’innovazione». I partecipanti al concorso internazionale hanno inoltre avuto la possibilità di conoscere il territorio: oltre ad attività ricreative e di svago hanno anche visitato l'Istituto di ricerca in biomedicina che ben rappresenta la Città in quest’ambito. Il municipale è quindi convinto che «porteranno a casa un bel ricordo di Bellinzona, con cui magari un giorno torneranno a lavorare o collaborare».

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