Bellinzonese

A Bellinzona opere per rendere la città più fresca d’estate

Per il sindaco Mario Branda installazioni simili alla Nuvola piovasca di Nicola Colombo apparsa in Piazza del Sole nel 2019 ‘non sono escluse a priori’

In sintesi:
  • L'opera già utilizzata non dovrebbe riapparire, ma per altre la porta resta aperta
  • Il Municipio è alla ricerca di soluzioni per combattere la canicola
  • Nessuna scarsità d'acqua sistematica, ma la situazione rimane monitorata 
Realizzata in occasione dei 150 anni di Amb, non sarà verosimilmente riproposta
27 luglio 2023
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«Installazioni che possano portare refrigerio duranti i mesi più caldi dell’anno». Per il sindaco di Bellinzona Mario Branda la questione «merita una riflessione». Ad esempio Piazza del Sole, che «oggigiorno è abbastanza vissuta», durante l’estate «non risulta molto fruita dalla popolazione, complice il caldo». Sarebbe quindi opportuno pensare a misure «per renderla un po’ più fresca». In questo senso era stata apprezzata la cosiddetta ‘Nuvola piovasca’ realizzata nel 2019 da Nicola Colombo, designer costruttore e tecnico d'arte bellinzonese: «Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, parecchie persone mi chiedono se sarà riproposta», fa notare a ‘laRegione’. Una possibilità che, tuttavia, il sindaco tende a escludere: «L’installazione era stata realizzata in occasione dei 150 anni dell’Azienda multiservizi Bellinzona». Amb che aveva anche finanziato l’opera. «La sua riproposizione offuscherebbe dunque il significato originale di questa iniziativa». Una porta resta in ogni caso aperta: la posa di strutture simili alla Nuvola «non è esclusa a priori».

‘Si valuterà se proporre installazioni per l'imitare l'effetto della canicola’

Nei periodi più caldi dell’anno la popolazione cerca evidentemente il fresco. C’è chi si reca in piscina, al fiume oppure va in montagna proprio per fuggire dalle aree urbane che assorbono più calore rispetto alle zone periferiche più verdi e meno cementificate. Il tema, di cui si parla sempre più spesso, è quello delle cosiddette isole di calore, presenti nelle città. Un tema sul quale si stanno chinando anche le autorità, pure a Bellinzona. Rispondendo a un’interpellanza di Michele Egloff (unità di sinistra), il Municipio ha recentemente annunciato che è in corso la definizione di misure generali e puntuali per combattere questo fenomeno nello spazio pubblico cittadino. Interventi in questo senso possono ad esempio prevedere la realizzazione di zone verdi e ombreggiate. Oltre a ciò, «nell’ambito di studi condotti sulle isole di calore e delle politiche intese a promuovere il verde e la biodiversità – spiega Branda –, si valuterà se proporre installazioni (anche artistiche), magari temporanee, per limitare l’effetto della canicola».

Un'opera che ha funto da esempio

Installazioni come la Nuvola piovasca di Colombo sospesa al centro di Piazza del Sole. Concretamente si trattava di una struttura modulare in alluminio avvolta da 500 metri quadrati di tela, all’interno della quale venivano nebulizzati sei litri di acqua al minuto, portando ombra e refrigerio. «Da allora si trova nel mio magazzino», rileva l’artista. Ma non potrebbe essere utilizzata in un altro posto o città? «La nuvola era stata realizzata specificatamente per Piazza del Sole. Non avrebbe quindi senso adattarla per un altro luogo. Piuttosto realizzerei un’altra opera appositamente per quella location». Come avvenuto quest’anno ad esempio a Locarno (fontana di piazza Pedrazzini) o a Zurigo, su Turbinenplatz, dove ha installato due anelli di nebulizzazione sospesi, così come una linea fog orizzontale a terra integrata in un blocco in legno massiccio. «La collaborazione con la Città di Zurigo è nata anche grazie alla Nuvola di Bellinzona», che ha dunque funto da esempio su come combattere, fra l’altro, le isole di calore. Colombo ha inoltre realizzato (e realizzerà) installazioni in altre città svizzere, così come all’estero. E chissà che non si possa riammirare un’altra sua opera pure a Bellinzona.

‘Nessuna scarsità di acqua sistematica’

Un altro tema legato al caldo riguarda l’utilizzo o lo spreco di acqua potabile. Acqua di cui Colombo necessità per le sue opere. «È in effetti una questione da valutare in momenti di particolare siccità», afferma Branda. Tuttavia, «Bellinzona, che fortunatamente dispone di riserve idriche abbastanza consistenti, non è confrontata con una scarsità sistematica di acqua». Resta il fatto che «in certe zone vi è un problema, come in Valle Morobbia (dove la chiusura delle fontane ha fatto discutere, ndr) o a Claro», dove, in caso di siccità, l’acqua proveniente dalle sorgenti scarseggia. Il sindaco ricorda che nel primo caso si è già intervenuti e che nel secondo la situazione migliorerà con l’allacciamento del quartiere all’acquedotto di Bellinzona. Insomma, questa questione «non pregiudica a priori le riflessioni in merito a installazioni che possano portare refrigerio in città».

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