Bellinzonese
L'acqua fa discutere e preoccupa a Preonzo
Durante l'incontro con il Municipio la popolazione ha espresso scetticismo sul futuro approvvigionamento idrico e ha chiesto soluzioni per gli allagamenti
L’anno scorso l’acqua ha invaso campi, vigne e cantine
14 maggio 2023
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«Dovremo rinunciare all’acquedotto di Preonzo che ha sempre funzionato bene»? «Cosa si intende fare per evitare ulteriori allagamenti delle abitazioni in via Cadmónn»? Sono solo due delle domande emerse giovedì scorso, 11 maggio, durante l’incontro fra il Municipio e la popolazione dell’ex Comune e oggi quartiere di Bellinzona, al quale hanno partecipato, in una Casa comunale gremita, una cinquantina di persone. Alcuni cittadini ritengono infatti che le autorità non prendano sempre sul serio le questioni che riguardano Preonzo, mettendole in secondo piano rispetto ad altri quartieri più ‘centrali’. In un’atmosfera in certi casi un po’ tesa e in altri più rilassata, non sono però nemmeno mancati i complimenti, ad esempio per la nuova piazza inaugurata nel 2021. Non da ultimo sono state annunciate alcune possibili novità (come un collegamento di trasporto pubblico da e verso Claro e l’inizio dei lavori per la realizzazione di 27 posteggi in zona scuole previsti a fine estate).

Verso l'allacciamento alla rete idrica di Bellinzona

Il momento delle domande è stato aperto dalla questione acqua potabile: l’ex sindaco Fabio Pasinetti, ma non solo, ha chiesto lumi sulla strategia del Municipio per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico: il quartiere sarà allacciato alla rete di distribuzione idrica di Bellinzona, ovvero all’acquedotto intercomunale (così era chiamato prima dell’aggregazione) inaugurato nel 2018 che, fra l’altro, pompa acqua dai pozzi di Gnosca-Gorduno? Questo porterà a una lievitazione dei prezzi? Mauro Minotti, capodicastero Sicurezza e servizi industriali, ha confermato che l’intenzione è questa e che un relativo messaggio municipale sarà presentato entro la fine dell’anno. In questo modo si garantirebbe «un approvvigionamento idrico differenziato» di elevata qualità: nel caso in cui l’acqua captata dalle sorgenti dovesse scarseggiare, si potrebbe attingere ai pozzi di Gnosca-Gorduno, garantendo così l’accesso all’acqua potabile anche in casi di siccità. Nel frattempo il Comune era già intervenuto sull’impianto di captazione dell’acqua di riale di Preonzo e Moleno rendendolo conforme alle normative in vigore e automatizzandolo. Acqua prelevata dai riali che, infatti, «deve essere ‘potabilizzata’ in caso di forti piogge», vista la possibilità di essere ‘sporcata’ da detriti e fango. Un processo che oggi funziona bene nella maggior parte dei casi. Qualcuno in sala ha però fatto notare che negli ultimi sei anni l’acqua a Preonzo è stata ritenuta non potabile in quattro occasioni: «È tanto», ha aggiunto il cittadino. Il sindaco Mario Branda ha spiegato che negli ultimi anni i criteri da rispettare sono diventati più stringenti. In altre parole, rispetto al passato, si pretende una qualità molto elevata e quindi può succedere che dalle analisi l’acqua risulti più spesso fuori norma. Per quanto riguarda le tariffe, sia Minotti, sia Branda hanno sottolineato come a Bellinzona siano già oggi tra le più convenienti in Ticino, precisando poi che se dovesse esserci un aumento non verrebbe applicato solo ai cittadini di Preonzo, ma, ovviamente, a tutta la popolazione del Comune di Bellinzona. Tuttavia, parte della popolazione non vede di buon occhio la dismissione dell’attuale acquedotto.

Ruscellamenti: tre varianti al vaglio

Un altro problema sentito in Paese è quello dei ruscellamenti nella zona residenziale e agricola ai piedi della montagna al confine con Moleno: come avevamo riferito lo scorso luglio, a partire dal 2020 ogni anno vi sono stati nubifragi che hanno fatto scendere dalla montagna enormi quantità d’acqua che hanno poi invaso campi, giardini, vigne e cantine. «Una situazione che preoccupa e che riguarda gran parte della sponda destra di tutto il Comune», ha evidenziato Giorgio Soldini, capodicastero Anziani e ambiente. Il problema – sorto verosimilmente anche a causa dei cambiamenti climatici, visto che in passato non era mai stato riscontrato – è dunque noto alle autorità che hanno quindi commissionato uno studio per capire quali misure attuare. Studio che nel frattempo è stato completato: «Ora si tratta di capire quale soluzione mettere in pratica», ha affermato da parte sua Henrik Bang, capodicastero Opere pubbliche. Due sarebbero le varianti più gettonate: un canale di drenaggio che porterebbe l’acqua in un piccolo torrente a sud o un canale di gronda in fondo al bosco che si collegherebbe alle canalizzazioni del paese. Un cittadino ha fatto notare che il corso d’acqua a sud, quando piove, è già al limite della sua capacità. Quindi far confluire altra acqua potrebbe essere un rischio. In effetti Bang, a margine della serata, ci ha spiegato che la sfida è proprio quella di trovare una soluzione che non sposti semplicemente il problema da un'altra parte. I servizi preposti stanno ora valutando un’ulteriore variante: ovvero quella di realizzare un canale di drenaggio a metà montagna per far confluire l’acqua nel riale Moleno, a nord. In questo modo si dimezzerebbe l’acqua che scende a valle in caso di forti piogge, senza più generare danni. Trovare una soluzione adeguata richiederà tempo, ma è pensabile che a corto termine si possa mettere in pratica una soluzione provvisoria. Valutazioni sono in corso.

Scuola piena

Durante la serata sono poi emerse altre preoccupazioni. Ad esempio che la scuola dell’infanzia è piena e che nel frattempo si continuano costruire nuove abitazioni. Renato Bison, capodicastero Educazione, cultura, giovani e socialità ha ammesso che il centro scolastico «è fin troppo occupato». Tuttavia, l’edilizia scolastica va pianificata a medio-lungo termine: fintanto che non si constata una crescita degli allievi costante nel tempo, vi sarà il polo scolastico di Claro «a fungere da tampone».

Presto bus da e verso Claro

E proprio sul collegamento con Claro sono stati chiesti lumi, in particolare per quello ciclopedonale attualmente non ottimale: «Quando il Cantone riatterà il ponte sul fiume Ticino, dovrebbe includere due ampie vie ciclo-pedonali», ha rassicurato Simone Gianini, capodicastero Territorio e mobilità. Inoltre, il vicesindaco si è detto «fiducioso» sul fatto che in futuro i due quartieri saranno collegati anche dai trasporti pubblici.

Ulteriori 27 posteggi

Altra questione che ha fatto discutere è quella dei posteggi: alcuni cittadini chiedevano più tolleranza da parte della polizia, altri si lamentavano invece di chi posteggia abusivamente, in particolare in piazza. Minotti ha affermato che la situazione dovrebbe «normalizzarsi con la realizzazione dei 27 stalli previsti nei pressi delle scuole». Per questo progetto dovrebbe, dopo parecchie discussioni, arrivare a breve il via libera da parte del Cantone, così da poter iniziare i lavori a fine estate.

Ex Petrolchimica: bonifica del sottosuolo

Un altro tema molto discusso in passato è la bonifica dell’area dell’ex Petrolchimica. Nel frattempo sono state sgomberate le strutture superficiali, ma il grande lavoro sarà quello di bonificare il sottosuolo, «una delle aree più inquinate del Ticino», ha sottolineato Branda. In questo senso è in corso uno studio da parte del Cantone che dovrebbe terminare «entro la fine dell’anno. Poi si potrà iniziare con i lavori», dal costo stimato di 20-25 milioni di franchi.

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