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Nuovo semaforo, lunghe code e conducenti... poco reattivi

In via San Gottardo a Bellinzona suscita malumore la gestione dell’incrocio con le vie Vallone e Pantera, voluta per aumentare la sicurezza

Il nuovo semaforo
(laRegione)
10 novembre 2022
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Non di soli cantieri soffre l’automobilista, come descritto recentemente in alcuni nostri servizi dedicati alla cantonale di sponda destra fra Bellinzona e Locarno; ma anche di semafori che vengono posati per risolvere un’annosa situazione di sicurezza carente, i quali finiscono per generare ulteriori rallentamenti, dove già ce n’erano, e colonne oltremodo lunghe. È il caso dell’incrocio fra via San Gottardo, via Vallone e via Pantera a Bellinzona, lungo la strada cantonale nord che collega la zona di Arbedo e Molinazzo al centro città. Da alcune settimane, da quando cioè il nuovo impianto semaforico è stato attivato per la fase test, si moltiplicano sui social le segnalazioni di automobilisti e utenti della strada arrabbiati per gli accresciuti tempi d’attesa in colonna nelle ore di punta, con code che raggiungono talvolta lo svincolo autostradale di Castione, cosa che in passato accadeva soltanto in circostanze particolari. Anche la redazione ha ricevuto qualche segnalazione, in copia alla Polizia comunale, di chi s’interroga non riuscendo a capacitarsi di quanto sta succedendo. La Polizia comunale, interpellata dalla ‘Regione’, spiega di non essere competente in materia, invitando semmai a rivolgersi ai servizi del Cantone. In attesa di poter parlare con la Divisione delle costruzioni che in seno al Dipartimento del territorio gestisce l’implementazione del nuovo impianto, siamo riusciti a raccogliere qualche informazione utile a comprendere la situazione.

Per ridurre il numero di incidenti

Dapprima la questione di fondo, ossia perché introdurre su una strada già molto trafficata un nuovo semaforo che rallenta ulteriormente la circolazione. La risposta va ricercata nei troppi incidenti capitati in passato a quell’incrocio, dove peraltro l’entrata di via Pantera è sfalsata rispetto a quella di via Vallone e dove quest’ultima è una strada di penetrazione al popoloso quartiere di Pratocarasso e Gerretta. Ora le preselezioni per le rispettive svolte da via San Gottardo non sono cambiate rispetto a prima, ma il semaforo riduce enormemente il rischio di scontri. Sempre nella questione di fondo s’inserisce l’importante lavoro di aggiornamento, sempre di competenza cantonale, della rete semaforica fra Bellinzona nord e sud, ossia lungo i cinque chilometri di strada cantonale di sponda sinistra che separano Molinazzo da Giubiasco. Quello in oggetto è il primo di una lunga serie di interventi previsti nei prossimi due anni, i quali sfoceranno nella messa in esercizio di una nuova centrale telematica la cui gestione sarà affidata alla Polizia comunale. Il tutto nell’ambito della realizzazione del semisvincolo la cui entrata in funzione a fine 2024 rivoluzionerà la circolazione su più assi bellinzonesi, inclusi alcuni incroci semaforizzati.

Conducenti disattenti e poco reattivi

Quindi il mistero, ma nemmeno tanto, delle lunghe code. Su cui la Divisione delle costruzioni ha subito voluto vederci chiaro. Lo ha fatto sia perfezionando la gestione elettronica dei tempi per il rosso e il verde, sia monitorando il comportamento dei conducenti. Ebbene, risulta che i forti rallentamenti si formano nonostante il semaforo su via San Gottardo resti verde a lungo, anche oltre 60 secondi. In teoria questo dovrebbe garantire una buona scorrevolezza, nella realtà non sempre. La spiegazione arriva dalle telecamere posate per un certo periodo all’incrocio e nel tratto di avvicinamento da nord: escludendo i camion e i bus del Trasporto pubblico, le immagini evidenziano che troppi automobilisti incolonnati sul rettilineo non hanno – per i motivi più disparati – un’adeguata prontezza di riflessi nel momento in cui il semaforo passa dal rosso al verde. Specialmente nei settori di colonna più lontani dal semaforo – dove l’effetto fisarmonica è già di suo più presente – molti si distraggono guardando il cellulare, telefonando, mangiando, leggendo qualcosa o parlando con altre persone a bordo. Una breve visita del cronista sul posto nell’ora di punta conferma: vi sono conducenti troppo lenti, privi di riflessi e poco accorti che finiscono per lasciare anche 50 o più metri fra il loro veicolo e quello che li precede. Troppi. Alla fine 50 di qua e 50 di là… e la coda raggiunge Castione. Ma non solo: oltre alla crescente difficoltà a immettersi sulla cantonale dalle vie minori laterali, un abitante della zona segnala che sempre più conducenti cercano di sfuggire alla colonna da nord immettendosi sulla stradina di quartiere e ciclopista via Ripari Tondi – molto frequentata anche da bambini e anziani a piedi – infrangendo il divieto di circolazione per non residenti.

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