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laR
 
23.09.2022 - 05:30
Aggiornamento: 15:20

Ragazzi morti in montagna, Cantone invitato a ridurre i pericoli

In una lettera la Sat Lucomagno sensibilizza la Sezione della mobilità sulla ‘direttissima’. Migliorano le condizioni del 14enne ticinese

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Ti-Press

La tragedia consumatasi il 4 settembre sopra Ghirone, dove tre 14enni sono caduti lungo il sentiero non ufficiale che scende dalla capanna Scaletta fino a Pian Geirett, non ha lasciato indifferente la Società alpinistica ticinese, sezione Lucomagno, proprietaria del rifugio alpino. Due coetanei della polisportiva Virtus di Bisuschio, che stavano tornando in basso da un’escursione mattutina, sono deceduti e un terzo ragazzo di Mendrisio è rimasto gravemente ferito. Quest’ultimo non faceva parte del gruppo varesino, né conosceva i coetanei, e si è avvicinato al punto della caduta per verificare la situazione ed eventualmente portare soccorso. Ricoverato d’urgenza all’ospedale, grazie alle cure prestate il suo stato di salute sta migliorando. Riguardo alla pericolosità di quel tratto di montagna, il comitato della Sat Lucomagno ha voluto prendersi il tempo necessario a riflettere sul futuro del collegamento definito nell’ambiente ‘direttissima’ richiedendo mezz’ora in meno rispetto a quello ufficiale, più lungo, demarcato in bianco e rosso. Una ‘direttissima’ molto ripida scelta da una parte del gruppo sportivo, una volta lasciata la capanna, per poter pranzare in orario a Campo Blenio.

‘Misure utili per il tratto non demarcato’

Fatte le valutazioni del caso, il comitato ha deciso di non volersi ingaggiare nell’implementazione d’interventi migliorativi tramite per esempio la posa di corde ferrate o la sistemazione dei passaggi più impervi e rischiosi. Perciò settimana scorsa ha inviato una lettera alla Sezione della mobilità che al Dipartimento del territorio è responsabile per il Cantone della definizione della rete sentieristica. "Chiediamo ai vostri Uffici – scrive la Sat Lucomagno – se vi siano, o se possano essere identificati, altri sbocchi/visioni attuabili per modificare lo statuto della ‘direttissima’ rispetto a quello di considerarla liberamente accessibile a tutti gli utenti non essendoci divieti di transito". Nel concreto, l’intento del comitato presieduto da Enea Solari "è quello di sensibilizzare e invitare ulteriormente gli Uffici competenti a chinarsi sul tema affinché vengano adottate quelle misure utili a ridurre i pericoli esistenti sul tratto non demarcato".

‘Non è un valore aggiunto per la capanna’

La Sat Lucomagno non è proprietaria del terreno lungo il quale si snoda la ‘direttissima’ e non considera la sua esistenza come un valore aggiunto per la capanna Scaletta, finita suo malgrado al centro dell’attenzione nei giorni successivi alla tragedia. Riguardo poi al fatto che la lettera rappresenti un "invito ulteriore" rivolto al Cantone, è da ricondurre al precedente tentativo, fatto un anno fa coinvolgendo i medesimi Uffici, di ufficializzare il tragitto come traccia alpina caratterizzata dalla segnaletica blu e bianca. In quel frangente la richiesta era stata respinta dalle autorità. Basandosi sul preavviso negativo espresso dalla Commissione cantonale dei sentieri (Ccs), la Sezione della mobilità aveva infatti ritenuto inopportuno promuovere ufficialmente la traccia biancoblù per non correre il rischio che attirasse un elevato numero di escursionisti pronti a cimentarvisi. Interpellata dalla redazione, la Sezione della mobilità per ora preferisce non esprimersi: il caposezione Mirco Moser conferma la ricezione della lettera ma non intende anticipare le possibili misure attualmente discusse all’interno della Ccs, commissione consultiva degli organi cantonali ai quali compete alla fine la decisione.

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