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laR
 
27.07.2022 - 05:30

Il Tour de France a Bellinzona? ‘Positivo per tutto il Ticino’

Ne è convinto il direttore dell’Otr Juri Clericetti: ‘Ideale per la nostra realtà. Sarebbe bello farlo combaciare col rilancio turistico dei castelli’

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Ti-Press
Juri Clericetti, direttore dell’Otr-Bat

«Vedo tanti aspetti positivi legati al bel fermento d’idee nato negli ultimi tempi attorno all’organizzazione di eventi importanti con grande richiamo di pubblico, specialmente nel caso specifico di gare ciclistiche di portata cantonale, nazionale e addirittura internazionale. A titolo personale, come direttore dell’Organizzazione turistica regionale Bellinzona e Alto Ticino, un direttore privo di competenze tecniche in materia di eventi ciclistici, se potessi indicare una preferenza opterei per un Grand Départ del Tour del France. Anzi, sia per l’impegno finanziario richiesto, sia per la visibilità che otterrebbe, tale formula calzerebbe a pennello per la nostra realtà, con ricadute positive sull’intero Ticino». È una reazione decisamente positiva quella di Juri Clericetti all’auspicio espresso ieri su queste colonne da Antonio Ferretti, ex ciclista professionista e giornalista, affinché le riflessioni appena avviate per valutare l’organizzazione di un evento di portata internazionale nel Bellinzonese si concentrino su quella che è mondialmente conosciuta come la corsa a tappe più amata dai ciclofili.

Le tre idee

Ferretti già nelle scorse settimane ha espresso la propria opinione privatamente al sindaco Mario Branda e al direttore di BancaStato Fabrizio Cieslakiewicz. Al primo perché il contributo della Città sarebbe imprescindibile per un evento di tale portata; al secondo perché durante la recente conferenza stampa di presentazione del ‘Gran Premio Ticino BancaStato’, da appassionato di ciclismo e coordinatore del comitato organizzatore delle tappe leventinesi dell’ultimo Tour de Suisse ha espresso l’auspicio affinché anche il Bellinzonese possa accogliere un Mondiale di ciclismo su strada dopo le quattro edizioni tenutesi negli ultimi 70 anni nel Sottoceneri. Impegno finanziario richiesto dall’Unione ciclistica internazionale, attorno ai 20 milioni di franchi. Tanti, troppi secondo Rocco Cattaneo (anch’egli ex ciclista professionista e oggi dirigente Uci) secondo cui meglio indicato sarebbe un Campionato europeo che di milioni ne richiede un decimo o giù di lì. Europeo che tuttavia, con qualche eccezione, non sembra smuovere le folle né suscitare grande interesse fra gli stessi big del pedale. Pure da considerare il fatto che nel 2024 sarà Zurigo a ospitare il Mondiale e che quasi certamente i Cantoni Vaud e Vallese rivorranno la loro edizione 2020 cancellata per pandemia, ciò che catapulterebbe Bellinzona in un futuro molto lontano e incerto.

‘Valorizzare quanto già fatto di buono’

Da qui, come detto, il suggerimento di Antonio Ferretti per un inizio di Tour de France che con due tappe (una crono e una gara in linea) e un impegno finanziario stimato attorno ai 3-4 milioni porterebbe Bellinzona e il Ticino al centro dell’attenzione sportiva mondiale con tutte le ricadute positive immaginabili sul territorio e con un ritorno d’immagine certo. Si tratterebbe, ovviamente, di coalizzare prossimamente una cordata e di organizzare una spedizione in Francia chiedendo udienza alla direzione del TdF cui sottoporre una pre-candidatura e l’impegno concreto ad avviare la macchina organizzativa in caso di accettazione. «Bisogna considerare il rapporto fra l’investimento finanziario richiesto – riprende Juri Clericetti – e il ritorno d’immagine prevedibile. Concordo con chi ritiene l’impegno di 20 milioni eccessivo; personalmente preferirei che s’investissero cifre così importanti in progetti turistici di lunga durata sul territorio». Spostando il ragionamento sulla strategia, portare il Tour de France a Bellinzona «significa valorizzare ulteriormente quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni dal nostro settore per avvicinare al Ticino il pubblico romando e transalpino; mi riferisco in particolare agli sforzi compiuti dall’Otr Lago Maggiore e Valli, che ottenendo buoni risultati ha spinto molto sugli ospiti francofoni. Credo perciò che per un evento di tale portata occorra ragionare in termini ovviamente bellinzonesi ma anche sovraregionali, considerando peraltro che la disponibilità di alberghi qui da noi non è infinita».

Napoleone e Fortezza

Un punto di forza, concorda Clericetti con Ferretti, «è inoltre certamente costituito dal legame storico fra Ticino e Francia attorno a Napoleone che ha giocato un ruolo determinante nella costituzione del cantone come lo vediamo oggi. Inoltre le milizie bleniesi, che ogni estate ricordano il sacrificio in vite umane compiuto 210 anni fa nella battaglia della Beresina in Russia, rappresentano tutt’oggi un evento che perpetua il valore dei nostri soldati sacrificati per la causa napoleonica». Non da ultimo, l’aspetto promozionale di una duegiorni di Grande Boucle legato alle bellezze naturali e paesaggistiche presenti fra Bellinzonese e vallate superiori, «potrebbe venire arricchito da una… tappa che considero fondamentale per il futuro della nostra regione, e cioè il rilancio turistico della Fortezza con gli importanti investimenti previsti nei tre castelli nell’ordine di diversi milioni di franchi su iniziativa della Città. Sarebbe davvero bello, e strategicamente importante, riuscire a far combaciare i due eventi», conclude Juri Clericetti segnalando sin d’ora la disponibilità dell’Otr a occuparsi degli aspetti prestazionali di sua competenza.

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Il grande ciclismo a Bellinzona? ‘Penso al Tour de France’

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