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21.07.2022 - 14:32
Aggiornamento: 16:57

Bellinzona, ‘collegare la zona nord alla rete idrica comunale’

Lo chiede al Municipio in un’interpellanza Laura Codiroli (Plr), sottolineando che a Claro, Preonzo e Moleno vi è scarsità d’acqua dovuta alla siccità

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Ti-Press

"Il Municipio di Bellinzona dovrebbe prendere in seria considerazione un progetto di collegamento della zona a nord (Claro, Preonzo e Moleno) non ancora allacciata alla rete idrica comunale". La consigliera comunale Plr Laura Codiroli, in un’interpellanza, fa infatti notare che a Preonzo, Moleno e Claro – a causa dei cambiamenti climatici che, in generale, stanno provocando un prolungato periodo di siccità – vi è "scarsità di riserve di acqua sorgiva e freatica, essenziali per l’approvvigionamento di acqua potabile e per l’agricoltura". Chiede quindi al Municipio se prevede "soluzioni di emergenza" per far fronte a questo problema.

Penuria d’acqua anche a Pianezzo e Paudo

A dimostrazione che un problema c’è, vi è il fatto che lo scorso 20 giugno l’Amb – in una nota – ha invitato la popolazione di Claro "ad un uso parsimonioso di acqua potabile". E questo a causa del "periodo particolarmente secco dovuto all’assenza di precipitazioni che ci accompagna da inizio dicembre dello scorso anno" che ha provocato "una notevole diminuzione della portata delle sorgenti che approvvigionano il quartiere". Amb chiede quindi ai cittadini di evitare il riempimento di piscine; le irrigazioni; il lavaggio di automobili, piazzali o altro con acqua potabile e, in generale, gli sprechi (lo stesso discorso vale, tra l’altro, anche per "tutto il territorio di Pianezzo e Paudo").

Attivo il pozzo d’emergenza

Nel frattempo, sottolinea Codiroli nell’interpellanza, quale soluzione a corto termine per far fronte alla siccità, è stato riattivato il ‘pozzo d’emergenza’ (pozzo piezometrico) – ubicato in zona Tasin – realizzato nel 2007 dal precedente Municipio prima dell’aggregazione, "che potrebbe pompare fino a 300 metri cubi di acqua al giorno degli 850 che servono al quartiere". La consigliera comunale Plr precisa inoltre che lo "stesso problema viene riscontrato per i quartieri di Preonzo e Moleno che usufruiscono di un approvvigionamento idrico alimentato da una captazione a riale (acqua di superficie)".

Il progetto di acquedotto intercomunale è ancora attuabile?

Codiroli domanda quindi innanzitutto all’esecutivo se la realizzazione del nuovo acquedotto intercomunale del Bellinzonese – progetto da oltre due milioni di franchi bocciato nel 2009 dall’allora Consiglio comunale di Claro – "è ancora attuabile". In caso di risposta affermativa, la consigliera comunale chiede quindi al Municipio se sia "ipotizzabile realizzare un collegamento per i quartieri di Moleno, Preonzo e Claro alla nuova stazione di pompaggio di Gorduno-Gnosca". Nel caso, "con quale tempistica è previsto l’eventuale collegamento?".

Bixio Gianini: ‘Rubinetti a pulsante sulle fontane di Claro’

A essere preoccupato per l’approvvigionamento idrico di Claro vi è anche il consigliere comunale Plr (nonché presidente della Commissione edilizia) Bixio Gianini. In un’interpellanza fa infatti notare che il quartiere conta sette sorgenti (tutte nella Valle del Mulino) che alimentano il serbatoio dell’acqua potabile, precisando che "questo rimane l’unico approvvigionamento idrico". Chiede quindi al Municipio se sia a conoscenza della situazione delle attuali sorgenti nel quartiere di Claro e se venga fatta regolarmente una manutenzione o un’ispezione di queste ultime. Domanda inoltre se l’esecutivo sia intenzionato a rivedere la rete di distribuzione idrica del quartiere, visto l’aumento della popolazione registrato negli ultimi anni. Nell’ambito della situazione idrica precaria attuale, Gianini propone anche di munire tutte le fontane di "rubinetti a pulsante invece che chiuderli". Chiede infine se a Gnosca sia già predisposta la conduttura per l’eventuale allacciamento al Piano cantonale di approvvigionamento idrico del Bellinzonese (introdotto nel 2009) per Claro, anche se l’ex Comune non aveva aderito al progetto.

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