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01.07.2022 - 09:47
Aggiornamento: 11:21

‘Sua figlia ha avuto un incidente’, ma è una truffa

Una sedicente poliziotta al telefono ha chiesto, invano, a una 78enne del Bellinzonese 50mila franchi per evitare a sua figlia la prigione

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Keystone
Menzogne che possono provocare turbamenti importanti

«Sua figlia ha avuto un incidente stradale, provocando la morte di un’altra persona – afferma al telefono una sedicente poliziotta–. Se vuole evitarle la prigione deve pagare 50mila franchi». Fortunatamente, non è successo nulla di tutto ciò: si tratta infatti di una truffa telefonica. Quello del ‘falso incidente’ è un inganno noto alle forze dell’ordine, ma ciò non scoraggia i truffatori a cercare sempre nuove possibili vittime. In questo caso è toccato a una 78enne del Bellinzonese, la cui figlia (nome noto alla redazione) ha voluto raccontarci la vicenda nei dettagli, con l’intenzione di mettere in guardia la popolazione: più persone sono a conoscenza di questi raggiri, minore sarà la percentuale di persone che ci ‘casca’, come è purtroppo accaduto, invece, a una signora a Coira che ha consegnato ben 65mila franchi a uno sconosciuto.

Si inizia carpendo informazioni personali

Erano circa le 15 di un venerdì pomeriggio, quando il telefono fisso inizia a squillare. La 78enne è in casa e risponde. Dall’altro capo della cornetta, una signora che afferma – in italiano, senza particolari accenti – di essere della polizia. E qui parte, diciamo, la prima fase, ovvero quella di carpire più informazioni personali possibili utili alla causa dei truffatori: la sedicente poliziotta ha dapprima chiesto conferma del nome (verosimilmente individuato sull’elenco telefonico), domandando in seguito se avesse dei figli. La signora risponde affermativamente, rivelando anche i nomi dei figli e se fossero sposati o meno. Informazioni date in buona fede, pensando che si trattasse effettivamente della polizia.

Un falso scontro mortale

A questo punto parte la seconda fase con la prima stoccata: «Ha sentito dell’incidente?», chiede la truffatrice. Una domanda che evidentemente mette in agitazione la 78enne, la quale, turbata, risponde di no. «Sua figlia, quella non sposata, ha avuto un incidente della circolazione», prosegue la sedicente poliziotta, indicando anche un luogo nel Luganese, dove sarebbe avvenuto il fatto. Ma non finisce qui: a raggelare ulteriormente la 78enne, la notizia che sua figlia ha anche «provocato la morte di una donna di 42 anni». Un’informazione scioccante, anche se totalmente inventata. Pochi istanti dopo l’affondo finale: «Se vuole rivedere sua figlia deve pagare 50mila franchi, altrimenti dovrà andare 200 giorni in prigione».

Urla di dolore in sottofondo

La signora, ormai sconvolta, con un barlume di lucidità chiede di poter parlare con la figlia. Ma i truffatori sono preparati anche a questo: le rispondono infatti che probabilmente non è in grado di parlare visto che durante l’incidente è rimasta ferita e ha battuto la testa. A questo punto, per rendere più credibile la menzogna, dei complici imitano delle urla di dolore in sottofondo. Una strategia che manderebbe nel panico molte persone, soprattutto se anziane e sole in casa.

Avvertita la polizia, quella vera

Fortunatamente, invece, con la 78enne vi era anche la sorella che, dopo un tentativo andato a vuoto di contattare sua nipote, ha chiamato un’altra parente. Quest’ultima, una volta arrivata in casa, si è fatta passare il telefono e ha capito immediatamente che si trattava di una truffa. La sedicente poliziotta ha quindi capito di essere stata smascherata e ha appeso. In seguito la famiglia ha avvertito la polizia (quella vera) informandola di aver subito un tentativo di truffa.

Non è la prima volta in Ticino

Insomma, questa volta il raggiro non è riuscito. Ma anche se la famiglia non si è vista sparire un’ingente somma di denaro, le conseguenze emotive sono, a volte, devastanti. È quindi importante essere consapevoli che questo genere di truffe vengono tentate piuttosto spesso, come dimostrano alcuni comunicati diffusi dalla polizia cantonale negli ultimi mesi. Comunicati nei quali le autorità precisano il modus operandi, dando anche qualche consiglio per evitare di farsi raggirare. Innanzitutto, se la vittima accettasse di pagare, viene invitata a effettuare immediatamente il prelevamento della somma richiesta che dovrebbe poi essere consegnata a una terza persona. La polizia precisa poi che le telefonate solitamente giungono sui telefoni fissi. Quale numero appare o "sconosciuto" oppure uno fittizio in qualche modo ricollegabile alla polizia.

Qualche consiglio

Ed ecco i consigli: essere sempre diffidenti quando si riceve chiamate con richieste di denaro; non citare mai i nomi dei parenti al telefono; specificare che in casi di emergenza bisogna prima consultarsi con qualcuno d’altro e quindi interrompere la telefonata; contattare un parente fidato per verificare le informazioni; non consegnare mai denaro od oggetti di valore a sconosciuti; non dare a nessuno informazioni sui propri averi, né su quelli che si tengono in casa né su quelli in banca; se una chiamata sembra sospetta, informare subito la polizia, telefonando al 117 (numero d’emergenza). Infine la polizia consiglia anche di informare parenti e conoscenti per sensibilizzarli sull’esistenza di questo tipo di truffa.

Leggi anche:

Falso poliziotto nei Grigioni: truffa da 65mila franchi

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