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29.06.2022 - 16:26
Aggiornamento: 16:52

Biasca lanciata verso un futuro d’arte e cultura

Il Legislativo ha approvato i crediti per lo studio di fattibilità per il deposito di opere all’ex arsenale e per gli interventi a Casa Cavalier Pellanda

È un passo importante per ridare finalmente vita all’ex arsenale militare la concessione del Consiglio comunale di Biasca del credito di 410mila franchi per procedere con lo studio di fattibilità e di progettazione della prima fase dell’intervento che intende trasformare il complesso in un grande deposito di opere d’arte e archivi, data la grande esigenza in tal senso manifestata da diversi musei e privati. Riunito lunedì sera in seduta, il Legislativo ha approvato all’unanimità il messaggio municipale, abbracciando quindi l’indirizzo individuato dall’Esecutivo nonché i preavvisi favorevoli delle commissioni Gestione e Opere pubbliche, che nei rispettivi rapporti – pur sottolineando che occorrerà affrontare con cautela le varie fasi del progetto – parlavano di "un’occasione da non perdere".

Stando alla tabella di marcia, terminata la prima fase (riguardante il restauro dei tre doppi depositi allungati, con tanto di apposite infrastrutture interne), si proseguirà in là nel tempo con interventi agli altri quattro stabili singoli, con possibilità di inserire nuovi contenuti (e quindi rendere più dinamico il comparto al di là della sola funzione di deposito) che vanno dal restauro alla consulenza, dal metaverso alla residenza per artisti fino all’esposizione di mostre. L’obiettivo finale è quello di realizzare un vero e proprio ‘Centro competenze cantonale di arte e archivi’ legato all’intera catena del valore delle opere d’arte, che abbia una risonanza nazionale e internazionale come un nodo chiave di una rete che connette musei, collezionisti, esperti, artisti, ricercatori e appassionati d’arte. Il Municipio ha da tempo iniziato a tessere una rete di contatti con enti cantonali e nazionali, nonché il partner privato rappresentato dalla Crozier Sa, ditta di respiro internazionale con filiale a Kloten specializzata nel trasporto e conservazione di opere d’arte alla quale si prevede di affidare – attraverso il pagamento di un affitto – la gestione operativa dei tre depositi che saranno restaurati durante la prima fase. L’apposito gruppo di lavoro che si sta chinando sul progetto (ne fanno parte il capo dell’Ufficio tecnico comunale, architetti, ingegneri, rappresentanti della Fondazione Culture e Musei e di Crozier) immagina inoltre per il futuro un mandato di gestione strategica affidato a un’associazione formata da enti pubblici e privati che agirebbe sulla base di un mandato di prestazione comunale finanziato da soci, Comune, sponsor e partner.

L’ex arsenale era stato acquistato dal Comune nel 2008 dall’Esercito per 1,5 milioni con l’obiettivo d’insediare nei 19mila metri quadrati una cittadella dei servizi di pronto intervento, i quali nel frattempo hanno trovato casa altrove. Fra le idee sviluppate a suo tempo vi era stata anche quella del compianto architetto Tita Carloni che proponeva residenze protette per anziani autosufficienti e servizi sociali intergenerazionali.


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Il complesso dell’ex arsenale militare

Ok al credito per gli interventi a Casa Cavalier Pellanda

Sempre durante la seduta di lunedì, il Consiglio comunale ha approvato (con 24 voti favorevoli, due contrari e un’astensione) l’altro messaggio all’ordine del giorno inerente la cultura, e cioè quello che chiedeva di concedere un credito di 2,7 milioni di franchi per procedere con i seguenti invertenti presso Casa Cavalier Pellanda: adeguamento alle misure antincendio, introduzione di un sistema antintrusione (attualmente gli spazi del museo non permettono l’esposizione di opere di valore perché non rispecchiano le condizioni minime di sicurezza), risanamento dell’impiantistica (riscaldamento, ventilazione e climatizzazione) e sistemazione delle sale espositive.

Una realtà museale – peraltro prossima dall’essere affiancata dai nuovi spazi per esposizioni, conferenze e concerti nelle adiacenti case ex Benzoni-ex Rossetti (creando così il concetto di Centro culturale) – per la quale si auspicano sinergie con il progetto dell’ex arsenale militare. Entrambi i messaggi approvati dal Consiglio comunale seguono infatti la volontà più volte ribadita dal Municipio di mettere in atto una strategia d’investimento in ambito culturale per sfruttare un potenziale che già c’è e che potrà svilupparsi maggiormente in futuro. Da un punto di vista pianificatorio e strategico, l’ex arsenale e il Centro culturale si legano ad altri tasselli come la nuova sede della Bibliomedia che troverà posto all’interno dei futuri spazi del centro scolastico della Bosciorina.

Luce verde alla riqualifica della stazione

Il Legislativo ha pure concesso (all’unanimità) il credito di 1,72 milioni di franchi quale partecipazione all’investimento complessivo quantificato in circa 6 milioni per la riqualifica della stazione Ffs e la sistemazione del nodo d’interscambio. Un passo che segue la recente approvazione del Gran Consiglio del credito cantonale di 3,8 milioni di franchi. Il credito comunale anticipa il finanziamento della quota parte degli altri enti locali dei distretti di Leventina, Blenio e Riviera, chiamati a contribuire con un importo totale di circa 583mila franchi. L’obiettivo è di avviare il cantiere nell’autunno del 2023 per una durata massima di 15 mesi. Anche alla luce del potenziamento dell’offerta con l’inaugurazione nel dicembre del 2020 della galleria ferroviaria del Monte Ceneri, il progetto intende favorire a Biasca l’interscambio tra i mezzi pubblici, oggi ritenuto non funzionale a causa della mancanza di spazi, ma pure di moderare il traffico sulla strada cantonale, incrementare la sicurezza dei passaggi pedonali, aumentare gli spazi destinati ai pedoni e ai ciclisti e predisporre un arredo architettonico funzionale alla riqualifica del tessuto urbano.

Approvati i conti

Via libera all’unanimità anche al Consuntivo 2021, passato da un disavanzo di un milione di franchi a un avanzo di un milione. Si tratta del primo consuntivo che si chiude con il nuovo modello contabile Mca2 che rispetto a prima considera in modo diverso alcune componenti, quali per esempio gli ammortamenti. Le spese ammontano a 27,2 milioni con una differenza di 587mila franchi rispetto al preventivo; i ricavi ammontano a 28,3 milioni, ossia 1,35 milioni più del previsto. Entrando nel merito degli investimenti, le uscite lorde ammontano a 4,8 milioni che, al netto delle entrate pari a 777mila franchi, determinano una maggiore uscita di 4 milioni, due in meno dei preventivati 6. Il Municipio segnala in particolare i lavori del nuovo Centro culturale alla Casa Cavalier Pellanda, la conclusione dei lavori d’innalzamento dell’argine del fiume Brenno e l’ampliamento del cimitero, oltre che la realizzazione delle canalizzazioni su via Losanna, Zurigo, Berna e Basilea. Sono intanto continuati in maniera importante i lavori di avvicinamento alla realizzazione del comparto Bosciorina con la prospettata costruzione degli edifici scolastici e della nuova casa anziani. Segnalati inoltre diversi lavori imprevisti dovuti a premunizioni di frane e sistemazione di crolli di roccia che hanno beneficiato di un buon sussidiamento.

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