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23.06.2022 - 18:07

Maxi deposito d’arte a Biasca: ‘Occasione unica’

Piace alle Commissioni del Cc l’indirizzo dato dal Municipio all’ex Arsenale. Per la Gestione occorrerà affrontare con cautela le varie fasi del progetto

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"Riteniamo che questo progetto abbia delle buone basi di partenza: si sono delineati degli obiettivi chiari e un concetto di sviluppo che veicola una visione precisa di quanto si intende proporre nel comparto. A questo punto è necessario capirne la solidità effettiva, al di là delle previsioni, attraverso uno studio di fattibilità e di progettazione". Ha l’approvazione unanime di entrambe le commissioni incaricate di analizzare il messaggio (Gestione e Opere pubbliche) l’indirizzo dato dal Municipio di Biasca al complesso dell’ex Arsenale militare, ovvero quello di renderlo un grande deposito di opere d’arte e archivi data la grande esigenza in tal senso manifestata da diversi musei e privati ticinesi (come per esempio il Museo Villa dei Cedri a Bellinzona). L’assenza di rapporti di minoranza contrari al messaggio municipale è certamente un buon segnale per l’Esecutivo in vista della seduta aggiornata per lunedì 27 e martedì 28 giugno, quando il Consiglio comunale sarà chiamato a esprimersi sulla richiesta di credito di 410mila franchi necessari a finanziare uno studio di fattibilità e progettazione della prima fase del progetto, ovvero il restauro dei tre doppi depositi allungati, con tanto di apposite infrastrutture interne. "La richiesta di spazi per lo stoccaggio di opere d’arte e l’interesse per il sedime da parte di privati e di enti cantonali, con i quali il Comune sta lavorando da diversi mesi, sembrerebbero in effetti una buona occasione per sistemare e rivalorizzare il comparto, o almeno, in questa prima fase, una parte di esso", si legge nel rapporto della Gestione stilato dal relatore Andrea Grassi (Plr), nel quale si sottolinea che "l’indicazione di massima, frutto di una preliminare previsione dei costi e dei ricavi, sembra fornire dei segnali positivi in merito all’autofinanziamento di questa prima fase del progetto". Oggi il Municipio, sottolinea nel suo rapporto la commissione della Gestione, avrebbe la possibilità di adibire a deposito addirittura tutti i sette edifici del comparto (in totale circa 19mila metri quadrati), alla luce della grande richiesta di spazi. Ma la Gestione condivide l’intenzione del Municipio "di procedere cautamente sia per l’ammontare dell’investimento sia per evitare – presi dalla fretta – di occupare degli spazi che potrebbero invece assumere un ruolo in futuro più dinamico all’interno del comparto". E in effetti, terminata la prima fase, la tabella di marcia prevede di proseguire in là nel tempo con interventi agli altri quattro stabili singoli, con possibilità di inserire nuovi contenuti (e quindi rendere più dinamico il comparto al di là della sola funzione di deposito) che vanno dal restauro alla consulenza, dal metaverso alla residenza per artisti fino all’esposizione di mostre. Tradotto: l’obiettivo finale è quello di realizzare un vero e proprio ‘Centro competenze cantonale di arte e archivi’ legato all’intera catena del valore delle opere d’arte, che abbia una risonanza nazionale e internazionale come un nodo chiave di una rete che connette musei, collezionisti, esperti, artisti, ricercatori e appassionati d’arte. "È nell’interesse del Comune e dei cittadini cogliere l’opportunità data, considerato che un’occasione di tale portata difficilmente si ripresenterà", scrive nel rapporto della Commissione Opere pubbliche la relatrice Paola Agustoni (Ppd).

Partner privato leader nel servizio logistico e di stoccaggio di belle arti

Come detto il Municipio ha da tempo iniziato a tessere una rete di contatti con enti cantonali e nazionali, nonché il partner privato rappresentato dalla Crozier Sa, ditta di respiro internazionale con filiale a Kloten specializzata nel trasporto e conservazione di opere d’arte. Una realtà considerata leader internazionale per quanto riguarda i servizi logistici e di stoccaggio di belle arti, con 19 sedi e oltre 120mila metri di spazio di archiviazione sparsi tra Nordamerica ed Europa. Tra Crozier e il Comune di Biasca è stata sottoscritta una convenzione di esclusività che definisce in maniera preliminare le condizioni della collaborazione, che dovranno tuttavia essere approfondite e formalizzate nei prossimi mesi con un accordo vincolante. Si prevede di affidare a Crozier la gestione operativa dei tre depositi che saranno restaurati durante la prima fase, con l’azienda che pagherebbe un affitto al Comune (nella convenzione di esclusività il Municipio aveva previsto una forchetta del prezzo di affitto mensile tra i 7,5 e 12,5 franchi al metro cubo). Comune che resterebbe proprietario del comparto e avrebbe a carico eventuali investimenti.

Nel frattempo il gruppo di lavoro (ne fanno parte il capo dell’Ufficio tecnico comunale, architetti, ingegneri, rappresentanti della Fondazione Culture e Musei e di Crozier) ha elaborato un documento di 50 pagine di modello di business plan, dando l’indicazione di propendere per la modalità di un mandato di gestione strategica affidato a un’apposita associazione, formata da enti pubblici e privati, che agirebbe sulla base di un mandato di prestazione comunale finanziato da soci, Comune, sponsor e partner. Come esempio viene fatto il Centro di competenza dei droni sorto nel vicino Comune di Riviera. I modelli di governance e di finanziamento verranno approfonditi in un apposito business plan.

Procedere con cautela e prevedere sinergie con Casa Cavalier Pellanda

Pur ritenendo valido e strategico il progetto, la Commissione della gestione raccomanda al Municipio molta cautela e di procedere come previsto passo dopo passo verificando man mano la sostenibilità finanziaria di un progetto che tenga conto anche di sinergie con il Centro culturale e il Museo Casa Cavalier Pellanda, quest’ultimo oggetto di un’altra richiesta di credito (pari a 2,7 milioni) per l’adeguamento alle misure antincendio, l’introduzione di un sistema antintrusione, il risanamento dell’impiantistica (riscaldamento, ventilazione e climatizzazione) e la sistemazione delle sale espositive. Richiesta di credito su cui il Consiglio comunale dovrà pure pronunciarsi in occasione della seduta di settimana prossima.

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