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laR
 
09.06.2022 - 05:25
Aggiornamento: 17:26

Deposito d’arte a Biasca: ‘A Villa dei Cedri siamo interessati’

Il progetto lanciato in Riviera piace al museo turrito, dal momento che un intero piano dell’edificio è attualmente utilizzato per conservare le opere

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Ti-Press
Villa dei Cedri

«Ovviamente i passi da fare sono ancora tanti, ma se il progetto si sviluppa può essere molto interessante per il nostro museo». Non è una novità la difficoltà nel trovare spazi per conservare le opere d’arte che come altre realtà museali ticinesi riguarda anche Villa dei Cedri a Bellinzona. E l’indirizzo dato dal Comune di Biasca al complesso dell’ex Arsenale militare – si pensa di convertire lo stabile in un grande deposito – è dunque visto di buon occhio dalla direttrice del museo turrito Carole Haensler. Oggi, spiega, Villa dei Cedri conta più di 4’000 pezzi tra dipinti, opere su carta (che rappresentano circa due terzi del patrimonio) e la parte più piccola della collezione rappresentata dalle sculture. In assenza di alternative, attualmente è il secondo piano del museo (sulla carta pensato per mostre ed esposizioni) a fungere da deposito.

‘Da anni siamo alla ricerca di spazi’

«Da anni siamo alla ricerca di spazi, ma il costo per il necessario adattamento architettonico si è sempre rivelato troppo importante per la Città di Bellinzona. Il grande problema è infatti la necessità di avere più locali con diverse condizioni (temperatura, umidità, luce) per poter depositare i diversi tipi di opere d’arte. In Ticino ci sono centri appositi, per esempio a Chiasso, ma a gestione privata. E affittarli risulta fuori portata per delle collezioni pubbliche». La musica potrebbe cambiare con il progetto lanciato a Biasca, dove l’esecutivo ha recentemente sottoposto al Consiglio comunale una richiesta di credito pari a 410mila franchi necessari a finanziare uno studio di fattibilità e progettazione del restauro dei tre doppi depositi allungati dell’ex Arsenale, con tanto di apposite infrastrutture interne. La tabella di marcia prevede poi di proseguire in là nel tempo con gli altri quattro depositi singoli. «Abbiamo avuto un incontro per prendere coscienza del progetto, e da parte nostra abbiamo confermato il nostro interesse preliminare, così come tanti altri musei del cantone toccati dal nostro stesso problema».

‘Il centro di Affoltern am Albis può essere un modello di riferimento’

In collaborazione con la Fondazione culture e musei di Lugano e un partner privato specializzato in trasporto e conservazione d’arte con sede in Svizzera e in altre nazioni, l’esecutivo di Biasca – si legge nel messaggio municipale – "ha sviluppato un’idea di progetto per un Centro di competenze integrate Arte e Archivi sostenuto dall’Ente regionale sviluppo, sulla base di un modello di cooperazione pubblico-privato". Oltre ai depositi, sono previsti altri contenuti e servizi specifici da destinare a conservazione, restauro, consulenza, servizi museali per l’allestimento di mostre, didattica e formazione, digitalizzazione, gestione di lasciti di artisti, casa d’aste, trasposizione delle opere nel mondo digitale, ma anche residenza per artisti, un art café aperto al pubblico e spazi espositivi. Ancora Carole Haensler: «Credo che un modello di riferimento per il progetto di Biasca, da adattare a una dimensione cantonale, possa essere il Centro delle collezioni del Museo nazionale svizzero situato nel comune zurighese di Affoltern am Albis (peraltro costruito all’interno di un ex Arsenale militare, ndr). Un luogo dove sono impiegati specialisti per ogni tecnica di restauro, permettendo così di effettuare lavori sul posto senza dover trasferire le opere altrove. Oltre a fungere da deposito, si tratta dunque di un grande centro di competenze che nessun museo singolo può permettersi di creare. Ritengo quindi che un centro come quello zurighese sia un modello che possa funzionare a livello cantonale». Anche a Neuchâtel, conclude la direttrice, «il Comune sta portando avanti un progetto per costruire un deposito per le collezioni dei vari musei della città. Ma è un progetto molto costoso siccome la struttura sarà una nuova costruzione».

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Nell’ex Arsenale di Biasca un maxi deposito d’arte

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