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laR
 
03.06.2022 - 05:30
Aggiornamento: 15:52

Sant’Antonino, costo dell’acqua verso un balzello

‘Ma non per volontà del Municipio’, afferma la sindaca Simona Zinniker. Anche per la tassa rifiuti si profila un aumento

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Per gli abitanti di Sant’Antonino si profila più salato il conto per la fornitura dell’acqua potabile a partire dal 2023. Con il nuovo regolamento proposto dal Municipio – sul quale il Consiglio comunale dovrà esprimersi in occasione della seduta del 13 giugno – il costo per il consumo dei primi 150 metri cubi di acqua non è infatti più compreso nella tassa base annua; oltre a quest’ultima bisognerà dunque pagare anche l’importo per i primi 150 metri cubi (150mila litri).

‘Ma non per volontà del Municipio’

«La tassa aumenta ma non per volontà comunale – tiene a precisare la sindaca Simona Zinniker –. È la legge cantonale che non permette più la gratuità dei primi 150 metri cubi per le economie domestiche primarie. Tutto ciò che rappresenta tasse causali deve essere fatturato».

Il nuovo regolamento prevede delle forchette tariffali con importi minimi e massimi entro i quali il Municipio definirà la cifra determinante tramite ordinanza. Facendo delle proiezioni e applicando le tariffe minime indicate nel messaggio, tenuto conto che il consumo medio di acqua per uso domestico per una famiglia di quattro persone è di 600 litri al giorno, cioè circa 220mila litri all’anno (dati dell’Azienda multiservizi Bellinzona), il costo di tale consumo aumenterebbe di circa 60 franchi rispetto agli attuali 130 franchi (escluso il costo per il noleggio del contatore, circa 20 franchi, che dovrebbe rimanere invariato). Altro esempio: per il consumo annuo di 150mila litri (quantità oggi compresa nella tassa base di 100 franchi senza ulteriori spese escluso il contatore) è previsto un aumento della tariffa complessiva di circa 55 franchi. Se si considera invece una casa plurifamiliare con sei economie domestiche e un consumo annuo di 1 milione di litri, l’aumento previsto è di circa 340 franchi. In definitiva, se per ogni unità abitativa la tassa base – sempre tenendo in considerazione l’adozione della tariffa minima – diminuirà passando da 100 a 80 franchi, i costi sul consumo andranno a comportare un costo complessivo annuo maggiore rispetto alla situazione attuale. Per quanto riguarda aziende e industrie, l’aggiornamento del regolamento prevede un aumento della tassa base, ma complessivamente il costo aggiuntivo sarà più contenuto rispetto alle economie domestiche.

Sebbene nel messaggio licenziato dal Municipio non ci sia un’indicazione precisa circa l’aumento delle tariffe, il balzello era stato prospettato nel messaggio sul Piano finanziario (approvato lo scorso dicembre dal Consiglio comunale), nel quale l’esecutivo annunciava per l’Azienda acqua potabile un previsto rialzo dei ricavi a partire dal 2023 quale diretta conseguenza dell’introduzione del nuovo regolamento. Un adeguamento, spiega il Municipio nel messaggio sul nuovo regolamento, che rientra nell’aggiornamento dei regolamenti comunali per la distribuzione dell’acqua potabile imposto dalla Sezione degli enti locali. "Si è deciso di abbandonare completamente l’attuale versione del 1984 per scriverne una nuova basata su un modello tipo cantonale di recente emanazione – annota l’esecutivo – il quale contiene anche adeguamenti tecnici dettati dalla più recente evoluzione di disposizioni, direttive e raccomandazioni applicabili in quest’ambito".

Va detto che anche con l’entrata in vigore del nuovo regolamento, le economie domestiche di Sant’Antonino pagheranno comunque meno rispetto ad esempio a quelle di Cadenazzo (dove la fattura per 220mila metri cubi di acqua ammonta a 320 franchi, 100 di tassa base più 220 di tassa di consumo) e Bellinzona (337, 150 di tassa base e 187 di consumo).

Anche la tassa rifiuti verso un aumento

Oltre all’aumento della tassa per l’acqua potabile, si profila anche un balzello in materia di rifiuti: "Dovranno essere ottimizzate sia le fonti di ricavo, sia le fonti dei costi", scrive il Municipio nel messaggio sul consuntivo 2021, sottolineando che il deficit complessivo del Servizio raccolta rifiuti ammonta a circa 389mila franchi, di cui 173’600 accumulati nel 2021. "Pur considerando che le scorte dei sacchi ufficiali abbiano potuto comportare una parziale mancanza di introiti relativi alla loro vendita, va obiettivamente comunicato che l’ammontare del deficit evidenzia un problema strutturale; per questo il Municipio sta approfondendo la tematica con lo scopo di riuscire a colmare il deficit di copertura che, per il 2021, si è situato al 42%". «Anche per questo servizio, per legge non possiamo più utilizzare gli introiti del gettito delle imposte per andare a coprire il disavanzo di questo settore che deve per forza autofinanziarsi, come da indicazione del Cantone. Come Municipio – aggiunge Zinniker – stiamo lavorando sulla possibilità di diminuire i costi per cercare di andare in maniera meno importante a dover rivedere l’importo della tassa base».

Fiducia per l’evoluzione del gettito

Tornando al consuntivo, l’anno contabile 2021 ha chiuso con un disavanzo d’esercizio di circa 432mila franchi, meno marcato rispetto al deficit di 587mila messo a preventivo. A pesare rimane la diminuzione del gettito fiscale osservata a partire dal 2019 con la parziale dipartita dalla zona industriale del gruppo Keering. Una situazione che ha indotto il Municipio a proporre l’aumento del moltiplicatore, passato – con approvazione del Consiglio lo scorso dicembre – dal 65 al 70%. «La nostra fortuna è che la zona industriale è molto diversificata, di modo che un trend positivo per un determinato settore può compensare le difficoltà che magari incontrano altre tipologie di industria», afferma Zinniker, che rimane fiduciosa sull’evoluzione futura del gettito, ricordando ad esempio la solidità dell’Interroll e delle ditte attive nell’ambito della farmaceutica. «E malgrado l’aumento del 5%, il nostro moltiplicatore rimane il più basso della regione e continua a essere molto interessante». Per il 2022, alla luce dell’aumento del moltiplicatore, il preventivo stima un disavanzo più contenuto (-95mila franchi) rispetto a quello registrato nel 2021.

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