10.05.2022 - 11:06
Aggiornamento: 16:49

Viticoltori in lenta ma costante diminuzione

Il bilancio durante la recente assemblea di Federviti Bellinzona e Mesolcina

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Ti-Press

Una quarantina di soci ha partecipato all’assemblea ordinaria della Federviti di Bellinzona e Mesolcina tenutasi venerdì scorso al Centro civico di Arbedo, dove ha fatto gli onori di casa in maniera un po’ inconsueta il sindaco Luigi Decarli, che ha proposto un curioso abbinamento tra la degustazione del vino e lo yoga. A tener banco, in definitiva, il solito – di questi tempi – dibattito sul prezzo delle uve e in particolare sulla differenziazione tra uva di collina e uva di pianura. Se da una parte i viticoltori del Bellinzonese (62% dei vigneti classificati come situati in collina) hanno delle aspettative relative all’aumento della retribuzione dei raccolti, dall’altra parte alcuni rappresentanti delle aziende che acquistano le uve per poi vinificare hanno messo in guardia i presenti su possibili ripercussioni negative a livello delle vendite di un eventuale rincaro del prezzo dell’uva. Nella sua relazione, il presidente Mirto Ferretti ha poi posto l’accento sull’impegno della Federviti nell’organizzazione dei corsi di aggiornamento destinati ai viticoltori, sempre più confrontati con l’esigenza di affrontare la cura dei vigneti con professionalità e sensibilità legata al rispetto dell’ambiente. Viticoltori che, è stato rimarcato, sono in lenta ma costante diminuzione, con un abbandono preoccupante dei terreni vocati alla coltivazione della vite, anche se i soci sono rimasti pressoché stabili negli ultimi due anni (poco meno di 350, ma con circa 200 viticoltori della regione che non sentono la necessità di associarsi). Chiusi in pareggio i conti dell’esercizio 2021 e preso atto della proposta di un vasto programma di corsi di aggiornamento per l’anno in corso, i viticoltori hanno ancora una volta dimostrato di essere aperti alle innovazioni e pronti a rimettersi in gioco per affrontare le sfide del futuro.

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