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05.05.2022 - 12:55
Aggiornamento: 17:45

Primo no all’antenna 5G nel camping di Gudo

Il Municipio di Bellinzona ha negato la licenza edilizia per l’impianto previsto da Salt e Sunrise in zona agricola non edificabile

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Primo no alla nuova antenna 5G per la telefonia mobile di ultima generazione che Sunrise e Salt intendono posare al centro del camping La Serta di Progero, frazione di Gudo. Allineandosi al preavviso negativo cantonale e accogliendo l’opposizione collettiva inoltrata a gennaio da cinque confinanti patrocinati dall’avvocato Marco Cereda, come appreso dalla ‘Regione’ il Municipio di Bellinzona ha deciso ieri di non rilasciare la licenza edilizia per il palo tecnologico alto 35 metri. Questo per più motivi: da una parte perché l’installazione avverrebbe fuori zona edificabile, peraltro in un comparto agricolo e nel perimetro del Parco del Piano di Magadino dentro il quale vigono limitazioni aggiuntive in materia di costruzioni. Una situazione pianificatoria che se da una parte tollera il campeggio presente ormai da più decenni, dall’altra impone per l’installazione di un’antenna di telefonia mobile il rispetto di alcune condizioni vincolanti.

Le due condizioni non rispettate

Nel caso specifico sono due: un adeguato inserimento nel contesto paesaggistico locale e la prova che l’edificazione non sia possibile in una zona edificabile situata nel raggio entro il quale la compagnia telefonica intende investire per migliorare il segnale. In entrambi i casi i servizi cantonali e il Municipio hanno stabilito che la soluzione proposta da Sunrise e Salt non rispetti le due condizioni. Le compagnie hanno ora la facoltà d’impugnare la decisione con un ricorso al Consiglio di Stato. Nel frattempo però Swisscom, rappresentata dal medesimo studio legale zurighese delle altre due, si è già mossa depositando a sua volta la propria domanda di costruzione per un’antenna 5G alta quattro metri da erigere, questa volta in zona edificabile, a 60 metri in linea d’aria dalla prima in direzione di Bellinzona, e meglio sul tetto di una palazzina di tre piani in via alla Monda di proprietà di una Sa. Il palo verrebbe mascherato con un finto camino costituito da pareti in fibra di vetro e non è escluso che possa accogliere le infrastrutture anche delle altre due compagnie.

Per l’altra antenna una decina di opponenti

Ma come già riferito nell’edizione del 3 maggio, anche in questo caso il vicinato si sta mobilitando: lo fa con due distinte opposizioni sottoscritte da una decina fra confinanti, abitanti e proprietari di fondi e immobili rivoltisi agli avvocati Cereda e Claudio Cereghetti. In questo caso la strada si fa però più in salita rispetto alla prima antenna, trovandosi il luogo scelto in zona edificabile. E, per di più, non essendo ancora cresciuta in giudicato – poiché impugnata dalle tre compagnie con un ricorso al governo cantonale – la variante di Piano regolatore votata un anno fa dal Consiglio comunale che introduce il cosiddetto ‘modello a cascata’ secondo cui nuove infrastrutture di questo tipo possono essere realizzate in aree prossime alle zone sensibili (in particolare quelle abitate e/o frequentate da bambini, anziani e ammalati) soltanto se le compagnie telefoniche provano che sia stato impossibile trovare un’alternativa in luoghi più indicati e lontani. Un vuoto pianificatorio e giuridico che rischia di favorire le compagnie, sebbene le stesse in alcune occasioni abbiano dimostrato di voler rispettare il ‘modello a cascata’ anche laddove ancora assente o ‘sub iudice’.

Le spiegazioni di Swisscom

Dal canto suo Swisscom con l’obiettivo di "portare a termine il progetto nei più brevi termini possibili", nella relazione tecnica che accompagna la domanda di costruzione spiega di aver riservato un’attenzione particolare alle immissioni in materia di radiazioni non ionizzanti "tenendo conto della vicinanza di particolari luoghi sensibili" e "rispettando i valori limiti d’immissione" come pure il ‘modello a cascata’. Quanto a quest’ultimo, sostiene che l’antenna non vi soggiaccia poiché verrebbe mascherata. Pure evitati i luoghi sensibili, trovandosi il punto scelto a più di cento metri dall’Istituto scolastico. Sempre Swisscom evidenzia poi che altri proprietari di fondi della zona, interpellati dalla compagnia, non si sono detti interessati ad accogliere l’antenna. Dal canto loro gli opponenti evidenzieranno nelle due opposizioni che l’antenna verrebbe eretta in una zona residenziale abitata da molte famiglie con bambini e anziani. Infatti alcuni inquilini hanno già dichiarato di volersene andare.

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