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16.02.2022 - 16:08
Aggiornamento: 16:34

Ripari fonici negati sull’A2, Bellinzona tornerà alla carica

Il Municipio risolleciterà Ustra per proteggere dal rumore autostradale la Saleggina dove sono previsti nuovo ospedale e parco fluviale

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Ti-Press
Proteggono l’abitato ma non la zona golenale usata per lo svago

Il Municipio di Bellinzona tornerà alla carica con le autorità federali risollecitando la posa di ripari fonici autostradali, nel tratto di A2 fra gli svincoli di Camorino e Castione, all’altezza della Saleggina dove sono previsti nuovo ospedale e parco fluviale. Lo ha spiegato ieri sera in Consiglio comunale il vicesindaco Simone Gianini rispondendo all’interpellanza di Maura Mossi Nembrini (Più donne) che lamentava l’assenza delle barriere all’altezza delle aree golenali molto frequentate dai bellinzonesi per le attività di svago. Già negli anni passati altri consiglieri avevano sollevato la questione. Sempre uguale la risposta: le pareti foniche sono finanziate dalla Confederazione solo laddove servono a proteggere gli abitati. Il progetto di risanamento attualmente in corso da parte dell’Ufficio federale delle strade – ha spiegato il capodicastero Territorio e mobilità – è cresciuto in giudicato a inizio 2017 e oltre alla costruzione del sistema di recupero delle acque prevede in effetti il completamento dei ripari fonici in corrispondenza degli abitati di Sementina, Monte Carasso, Carasso e della Torretta, così come la posa di asfalto fonoassorbente su tutta la lunghezza tra i due svincoli.

‘Cercare una soluzione più ampia’

L’opposizione presentata nel 2011 dal Municipio di Bellinzona contro il progetto poiché non prevedeva (e non prevede tutt’oggi) la costruzione di ripari fonici in corrispondenza delle altre zone golenali, era stata respinta per motivi di sostenibilità finanziaria. La quale risponde a criteri basati essenzialmente sulla presenza di contenuti residenziali, «come purtroppo espresso anche dall’Ufficio federale dell’ambiente che era stato chiamato a fornire un sistema di calcolo per le zone di svago in questione». Quanto alla Saleggina, il Municipio «intende tornare alla carica cercando di trovare una soluzione più ampia, di concerto con le autorità superiori, una volta verificata l’efficacia del risanamento fonico attualmente in costruzione». Da notare che il ricorso di dieci anni fa «non venne accolto avendo l’Ufficio federale dei trasporti ritenuto il progetto conforme all’Ordinanza federale contro l’inquinamento fonico e non essendo riuscito nemmeno l’Ufficio federale dell’ambiente – il quale a voce sosteneva la posizione del Municipio – a portare un metodo di calcolo che giustificasse la sostenibilità finanziaria di quel completamento». Le parti di parco fluviale ricavate all’altezza del Liceo e della Scuola cantonale di commercio «saranno comunque protette da ripari fonici».

Cumlina scontenta, si attende un incontro con Ustra

A proposito di rumore, la grande parete fonica in calcestruzzo realizzata sul lato orientale dell’A2 a Camorino con l’obiettivo di proteggere l’abitato di Cumlina, stando agli abitanti non sembra aver prodotto il risultato sperato. A questo riguardo Gianini ha spiegato che dal rapporto conclusivo fornito da Ustra «tutti i punti di misura hanno ottenuto un livello di schermatura acustica più elevato rispetto ai valori attesi dal progetto. Il Municipio ha anche chiesto a Ustra di organizzare un incontro sul posto coinvolgendo gli abitanti interessati per verificare il risultato finale, ma finora l’Ufficio federale non ha ancora confermato la sua disponibilità».

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