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Ecco come si presenterà il Relais al Lucomagno dopo il restyling
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laR
 
09.02.2022 - 05:30

L’hotel Arcobaleno cambia pelle e porta il Base Camp Ticino

Olivone: la famiglia Sassella investe nella qualità e aggrega un’associazione che proporrà attività in montagna a 360 gradi coinvolgendo guide esperte

Olivone vedrà presto rimpolpata l’offerta turistica e per il tempo libero dell’alta Val di Blenio dopo alcuni tentativi andati a vuoto per l’hotel Posta e l’albergo San Martino – da parecchio tempo purtroppo chiusi, in vendita e in cerca di qualcuno che li rilanci – e altri invece andati a buon fine. Citiamo il rinnovato Centro per lo sci nordico di Campra e il B&B Cuore Alpino che da tre anni offre un’accoglienza di qualità nel centro del villaggio. Ora, la famiglia Sassella ha deciso di rinnovare con un importante investimento l’albergo Arcobaleno situato in un punto strategico nella parte alta del paese, all’incrocio fra la strada che porta a Campo Blenio e Ghirone e quella che sale verso Camperio, Campra e il passo del Lucomagno. L’iniziativa, oltre a rivalutare l’albergo che cambierà nome in ‘Relais al Lucomagno’, mira ad affiancarvi una sede logistica per gli sport e le attività di montagna da praticare tutto l’anno. Prevista nelle immediate vicinanze, vi opererà la nuova associazione Base Camp Ticino che nasce con l’idea di offrire un’esperienza ai clienti dell’albergo ma anche un’opportunità al tessuto bleniese nel creare nuove connessioni tra gli amanti dello sport, delle attività all’aperto e della natura. Base Camp Ticino sarà formata da guide esperte a disposizione per accompagnare singoli e gruppi in un’ampia paletta di attività, in primis escursioni a piedi, su due ruote e con gli sci. Recentemente il Municipio di Blenio ha concesso la licenza edilizia. L’investimento è ingente, il cantiere è avviato (vi prendono parte ditte bleniesi e ticinesi) e l’apertura della struttura avverrà a inizio estate 2022.

Una rete virtuosa fra pubblico e privato

Qualcosa di concreto insomma si muove nella Valle del Sole, tanto desiderosa di trovare nel settore turistico e dell’outdoor anche delle opportunità professionali (nel caso specifico sono previsti dodici posti di lavoro), a tutto vantaggio della vitalità di zone periferiche spesso additate come incapaci di costruirsi un futuro e buone soltanto a incassare i contributi di livellamento versati dai Comuni più ricchi. In questo non facile contesto, caratterizzato da decenni di spopolamento, attualmente la rete istituzionale che unisce Comuni, Politica economica regionale, Ente regionale per lo sviluppo, Organizzazione turistica regionale e Masterplan Valle di Blenio rappresenta una base su cui far maturare progetti a largo respiro. Progetti sia privati (come il Sun Village previsto ad Acquarossa da un gruppo d’investitori rappresentato dal ticinese Lino D’Andrea e con il contributo finanziario dei tre Comuni di valle per la piscina), sia pubblici come la proprietà comunale degli impianti del Nara (uno studio dirà come investire per mantenere la stazione sulla breccia tutto l’anno) e l’attesa ristrutturazione in grande stile del Polisport di Olivone divenuto nel frattempo al 100% di proprietà comunale.

La metamorfosi

Tornando al progetto della famiglia Sassella, va inquadrato in un contesto paesaggistico e territoriale favorevole caratterizzato da 2’200 residenze secondarie, 16 capanne alpine, ma poche strutture alberghiere. In particolare a Olivone, si legge nel dossier di presentazione, “sebbene negli ultimi anni abbia visto nascere diversi interessanti progetti di stampo turistico, da tempo denota una cronica mancanza di strutture ricettive qualitativamente adeguate”. Lo stesso albergo Arcobaleno oggi si presenta “come poco profilato e non più all’altezza delle aspettative del mercato turistico”. Il cambio di marcia prevede 21 camere dotate di tutti i comfort, un ristorante completo di pizzeria con forno a legna (se ne occuperanno rispettivamente il maestro di cucina Devis Pasi e Rocco Hant) e una sala chalet dove godersi una serata in compagnia gustando cibi della tradizione ticinese. Nel team anche Letizia Frusetta, giovane bleniese con importanti esperienze di lavoro in Svizzera, che desidera tornare nella propria valle sfruttando le capacità acquisite e metterle a beneficio del suo territorio. Gli esterni saranno bonificati riportando in vita il ‘giardino delle fiabe’ dove organizzare eventi privati all’aperto. Previsti anche spazi d’appoggio per il Base Camp nonché un campo da paddle tennis con la vista sulla montagna del Sosto.

Un uomo dalla Formula 1

Non solo turismo di piacere. L’albergo potrà infatti vantare anche la collaborazione con Luigi Mazzola, noto per la sua pluriennale esperienza in Formula 1 quale dirigente e coordinatore dello sviluppo della performance. Collaborazione che offrirà la possibilità alle aziende ticinesi e svizzere di organizzare attività di team building e workshop su temi quali la crescita personale, la leadership e la gestione delle emozioni a beneficio della sfera professionale. «Una primizia in questo cantone troppo spesso dipinto come luogo di fuggi fuggi delle aziende», spiega il coordinatore del progetto Manuel Sassella. «Con questo investimento – prosegue – intendiamo creare una realtà ricettiva e associativa che possa aiutare il tessuto bleniese a connettersi con gli amanti dello sport, delle attività all’aperto e della natura, rilanciando così il turismo su tutto l’arco dell’anno sfruttando le meraviglie che la valle offre. Uno dei principali scopi del Base Camp sarà collegare la vasta rete delle attività di professionisti, di appassionati, di associazioni o gruppi sportivi e persone singole offrendo loro un punto di partenza e ritrovo all’avanguardia. Il posizionamento strategico del futuro Camp permette infatti di raggiungere in poco tempo le stazioni invernali e di collegarsi facilmente alla vasta rete di sentieri.

Il Base Camp Ticino prende forma

Fra i responsabili operativi dell’associazione Base Camp Ticino ci saranno Stefano Geninasca-Menegalli, cresciuto in Val di Blenio e con molti anni di esperienza nel settore degli eventi, e Yoann Hamonic, esperto di sci e snowboard e fondatore del centro di Stand Up Paddle sul Ceresio. Negli ultimi mesi si sono già concretizzate alcune collaborazioni. Ad esempio con Peak2Peace, gruppo di accompagnatori di montagna (responsabili sono il ticinese Pierre Crivelli e l’olandese Boudewijn van Doorn) che offriranno la possibilità tramite il Base Camp Ticino di essere condotti nelle loro escursioni con un approccio individuale e di gruppo sperimentando la bellezza della natura a 360 gradi, che si tratti di raggiungere una vetta o semplicemente osservare la fauna selvatica. Vi sono insomma ottime premesse per far conoscere e attirare nuove attività e turisti in valle: «Siamo alla ricerca di professionisti, appassionati e associazioni attive in molteplici attività e amanti della montagna che desiderano o necessitano di un punto di ritrovo per il nostro Ticino», spiega Geninasca-Menegall invitando gli interessati a contattare il Base Camp via email all’indirizzo info@basecampticino.ch.

LEVENTINA

La sfida dell’hotel Forni nel turismo leventinese

Airolo come Olivone. Anche nell’Alta Leventina c’è chi nei tempi recenti ha intravisto un’opportunità e ha investito per rinnovare uno storico albergo dandogli una seconda vita. Da fine 2018 l’Hotel Forni si è riposizionato sul mercato turistico fatto soprattutto di confederati che praticano escursionismo estivo e invernale a piedi e con gli sci, mountain bike e anche sci alpino. Fra i clienti non manca inoltre qualche appassionato di hockey che approfitta della partita alla Gottardo Arena per trascorrere un paio di giorni in Ticino. «Per lo sci ovviamente molto dipende dall’innevamento. Quest’inverno è scarsissimo mentre un anno fa era di ottimo livello, tanto da spingere diversi sciatori d’Oltralpe a preferire Airolo rispetto a mete dove nevicava meno», spiega Paolo Jelmini, uno dei privati che insieme hanno rilevato l’albergo sottoponendolo a un restyling. Sono gli stessi che nel 2010 avevano ridato lustro all’Hotel Internazionale di Bellinzona riportando un’accoglienza di qualità nella parte alta di viale Stazione.

‘Qui bisogna saperci fare’

Dalla Turrita ai piedi del Gottardo «il passo non è breve», sottolinea Jelmini: «Sono due contesti completamente diversi fra loro. A Bellinzona la clientela è più legata al business e il cantiere AlpTransit ci è stato d’aiuto. Ad Airolo il target è invece quasi esclusivamente turistico. Per chi ci lavora, specialmente la direzione e la cucina, l’approccio richiede un impegno accresciuto nel saper coccolare l’ospite rispondendo adeguatamente alle sue richieste e permettendogli di vivere il soggiorno secondo le sue aspettative». Detto in parole povere, «bisogna saperci fare e purtroppo non sempre le cose sono andate come ci aspettavamo. Il personale impiegato, parliamo di una decina di persone, gioca un ruolo chiave. In una località discosta come Airolo, che offre dei contenuti turistici, la clientela non arriva automaticamente e perciò bisogna fidelizzarla. Inoltre, poiché Airolo non è dietro l’angolo, la trasferta quotidiana dopo un po’ si fa sentire. Questo implica che sarebbe preferibile abitare in zona, o trasferirsi qui. Una scelta non facile da fare. Bisogna un po’ crederci». A complicare il tutto ci ha poi pensato la pandemia: «Ma durante le ultime due estati abbiamo lavorato molto bene, mentre gli inverni sono altalenanti». Il team si è man mano rinnovato e da inizio anno la direzione è affidata al giovane Ludovico Brunner, mentre conduce la cucina lo chef Emanuele Baccini.

Si guarda al dopo 2030

Sin dal 2018, quando vi è stato il passaggio di proprietà, lo sguardo volgeva al futuro, al periodo del cantiere avviato lo scorso autunno per il raddoppio autostradale del Gottardo e al dopo 2030 quando il risanamento ambientale del fondovalle e la parziale copertura dell’A2 saranno una realtà: «Molte cose qui cambieranno. Vi saranno più opportunità per lo svago – annota Paolo Jelmini – con benefici previsti anche per l’offerta turistica. In particolare confidiamo che si potenzi e completi, come si ripete da tempo, l’innevamento programmato senza il quale le piste di Pesciüm d’inverno non girano, come adesso. D’estate deve rimanere costantemente di ottimo livello l’offerta escursionistica a piedi e sulle due ruote. Senza questi fondamentali elementi, un albergo da solo non può attirare turisti e non si riesce a far quadrare i conti».

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