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laR
 
02.02.2022 - 05:15

Mountain bike nella legge sentieri: dal turismo un sì corale

Le quattro Otr e l’Att sostengono la modifica elaborata dal Dipartimento del territorio. Chiesti più fondi per il Centro di competenza Mtb di Biasca

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Ti-Press

Un ‘sì’ congiunto e corale di peso quello che arriva dal settore turistico ticinese alla modifica della ‘Legge cantonale sui percorsi pedonali e i sentieri escursionistici’ elaborata dal Dipartimento del territorio e posta in consultazione sino a fine gennaio (termine nel frattempo portato a fine aprile per consentire anche al settore primario di esprimersi). Aggiornamento che attribuisce chiaramente ai vari attori coinvolti le rispettive competenze a dipendenza della portata locale o cantonale dell’opera e – novità – ufficializza la componente mountain bike codificandone pianificazione, costruzione, sistemazione, manutenzione e finanziamento. A Comuni e Patriziati competerebbero dunque pianificazione, costruzione, sistemazione e mantenimento dei sentieri escursionistici d’interesse locale, mentre la segnaletica spetterebbe alle Organizzazioni turistiche regionali (Otr) che a loro volta si occuperebbero anche della manutenzione dei sentieri realizzati e pagati dal Cantone. Per contro i percorsi Mtb iscritti nella piattaforma svizzeramobile.ch rimarrebbero di competenza cantonale per la sola pianificazione; di competenza Otr sarebbero infatti non solo la segnaletica e la sistemazione ma anche, co-finanziate dal Cantone, la realizzazione e la manutenzione. La nuova suddivisione dei compiti – ne è certo il Dt – permetterebbe peraltro agli enti locali di pianificare l’offerta in modo più semplice potendo far capo allo strumento del Piano cantonale, sia esso quello dei sentieri escursionistici o quello dei percorsi per i rampichini.

‘Criticità e problemi di convivenza’

La modifica di legge trae origine sia dalla massiccia avanzata delle cosiddette ‘ruote grasse’, favorita dal moltiplicarsi dell’assistenza elettrica, sia dall’adozione parlamentare della mozione presentata nel 2015 dall’allora granconsigliere Ppd Raffaele De Rosa, oggi consigliere di Stato, a nome della Commissione gestione affinché si valorizzi il potenziale delle mountain bike in Ticino attraverso l’allestimento di una base legale specifica o l’aggiornamento di quella risalente al lontano 1994, ormai quasi trent’anni fa. Proprio per la crescente importanza del settore Mtb, scrive il Dt nel Rapporto esplicativo, “è fondamentale affrontare le criticità riscontrate, come già fatto in altri Cantoni, disciplinando gli aspetti oggi poco soddisfacenti. Si pensa in particolare alle difficoltà pianificatorie e di gestione dei conflitti tra i vari utenti e con i proprietari dei fondi interessati dai percorsi”. Perciò nella suddivisione delle competenze – stabilisce in apertura la modifica di legge – Cantone, Otr e Comuni “sono chiamati a mettere in atto tutte le misure volte a limitare per quanto possibile i problemi di convivenza tra pedoni e ciclisti sui percorsi condivisi”.

‘Consentire uno sviluppo adeguato’

Ora, come detto, in una presa di posizione congiunta offrono il loro sostegno compatto le quattro Otr (Bellinzona e Valli, Lago Maggiore e Valli, Lugano Region, Mendrisiotto e Basso Ceresio), l’Agenzia turistica ticinese e il Centro di competenza Mtb di TicinoSentieri, associazione con sede a Biasca e attiva nel settore escursionistico a 360 gradi, compreso l’ambito sempre più diffuso dei rampichini. “Salutiamo positivamente questa modifica di legge – si legge nella premessa – che si prefigge di riconoscere l’importanza e di disciplinare i percorsi per Mtb in tutte le fasi della loro realizzazione e gestione. Questi due aspetti risultano centrali per consentire uno sviluppo adeguato delle Mtb come attività ricreativa, turistica e sportiva anche nel nostro cantone, dove la popolarità ha già superato le più rosee aspettative e di conseguenza la domanda ha superato l’offerta”. Da qui la convinzione che sia “cruciale gettare le basi adeguate affinché si possa accompagnare questo fenomeno di tendenza, in costante crescita da un trentennio, incanalando gli utenti verso un’offerta attrattiva e di qualità, che risponda alle crescenti esigenze di chi pratica la Mtb nelle sue variegate forme”. D’altronde – avvertono Att, TicinoSentieri e le quattro Otr – sarebbe “illusorio pensare di accompagnare con successo questo fenomeno, senza introdurre tutte le misure atte a integrare al meglio le infrastrutture necessarie in un territorio già sotto la pressione di innumerevoli esigenze nelle sue aree non edificate tanto importanti per lo svago e il benessere della popolazione”.

‘Chiarire la strategia’

Vi sono poi alcune osservazioni sottoposte al Dt. Si parte dalla strategia cantonale che mira a migliorare e valorizzare i percorsi esistenti e potenziare l’offerta (obiettivo rendere il Ticino una delle mete Mtb preferite della Svizzera); strategia attuata dalle Otr, che vengono così confermate quali enti costruttori e manutentori dei percorsi cantonali. La strategia – evidenziano in coro Att, Otr e Centro di competenza Mtb – dovrebbe tuttavia contemplare anche le modalità per raggiungere gli obiettivi: “Quale strumento che negli anni si evolverà con le esigenze necessarie alla pratica della Mtb, la strategia dovrebbe avere un riferimento più esplicito nella legge, per esempio in merito alla valenza cantonale o locale dei nuovi percorsi Mtb”. Si chiede dunque di riformulare l’articolo 9 che distingue cantonale da locale, laddove “i percorsi per Mtb d’interesse cantonale – recita il testo posto in consultazione – costituiscono un’offerta di grande richiamo, variata, in un contesto paesaggistico attraente, su tracciati possibilmente non pavimentati, con un corretto rapporto tra salite e discese e pendenze adeguate”. Mentre i percorsi per mountain bike d’interesse locale “possono completare l’offerta con itinerari di richiamo locale e percorsi brevi”.

‘Varare un credito-quadro’

Viene poi evidenziata la crescente importanza di TicinoSentieri quale ente coinvolto dal Cantone nel definire indirizzi generali e direttive particolari d’esecuzione. “Questa figura di riferimento specializzata – scrivono le istanze turistiche – assume ancora più importanza in un settore tanto complesso e in evoluzione come quello dei rampichini; perciò è stato istituto il Centro di competenza Mtb con lo scopo di definire le linee guida e di coordinare lo sviluppo dell’offerta, vegliando sulla qualità come avviene per i sentieri escursionistici”. Le quattro Otr e l’Att auspicano che la possibilità di delega venga utilizzata per dare continuità al Centro di competenza Mtb, chiedendo al contempo a governo e parlamento un credito-quadro per il suo finanziamento. Sollecitato anche un chiarimento sulle ulteriori risorse lavorative previste (alle dipendenze del Cantone o del Centro di competenza Mtb?), premesso che la mezza unità in più indicata “risulterebbe insufficiente”.

‘Nessun onere per i Comuni? Verificare’

Infine le ripercussioni finanziarie. Otr e Att ritengono doverosa una precisazione sul fatto che le norme proposte – stando al Rapporto esplicativo – non comporterebbero nuovi oneri per i Comuni: “Cosa corretta per la pianificazione, ma che può trarre in inganno circa agli oneri che competono loro in materia di percorsi Mtb di valenza locale”. Anzi, un sostegno cantonale all’investimento per la realizzazione “sarebbe auspicabile e stimolerebbe i Comuni a procedere in tal senso per raggiungere gli obiettivi di qualità prefissati dalla strategia cantonale anche tramite i percorsi d’interesse locale”. D’altronde nell’ambito dei percorsi Mtb cantonali la loro costruzione verrebbe, come detto all’inizio, attribuita alle Otr con possibilità di delega ad altri enti pubblici o privati; inoltre è previsto un finanziamento cantonale fino a un massimo del 50%, mentre la parte rimanente dovrebbe venire finanziata dal promotore, sia esso pubblico o privato.

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