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Lumino, le vittime del nubifragio chiedono lavori urgenti

Disastro del 7 agosto: i vicini temono che possa scendere altro materiale e sollecitano il Municipio affinché proceda con più celerità

Il materiale sceso a valle
1 febbraio 2022
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«Adesso ogni volta che piove rimaniamo col fiato sospeso e col naso all’insù». Gianfranco Franzi è uno dei proprietari della decina di abitazioni di Lumino devastate dal maltempo il 7 agosto. Le loro residenze sorgono vicino al ponticello che attraversa il canale Bruga lungo via Rampighetta. Come lui anche altri abitanti, di cui si fa portavoce, lo scorso autunno durante una delle ultime piovute sono usciti dalle case muniti di torce per scrutare la montagna e controllare che non scendesse altro materiale. Oltre ai danni materiali subiti e ai relativi ingenti costi non sempre coperti dalle assicurazioni, a preoccuparli sono i tempi realizzativi dei previsti interventi di miglioria e messa in sicurezza. «La paura che riaccada quanto successo in estate è forte e non vorremmo dover attendere ancora a lungo una soluzione», fa presente Franzi. Durante la notte del nubifragio una gran massa di detriti è giunta sotto il ponticello ostruendolo. Una volta scavalcato, la furia dell’acqua e del fango ha sprigionato una colata di detriti verso le case vicine e sottostanti. Già nel 2013 una perizia commissionata dal Consiglio di Stato allo Studio d’ingegneria Edy Toscano evidenziava l’insufficienza del livello di capacità di attraversamento del ponticello. Poi nel 2018 lo Studio Geoalps ha proposto di migliorare la portata del canale al fine di aumentarne la capacità di attraversamento. Un intervento che riteneva prioritario e dal costo di 50mila franchi. A nove anni dalla perizia e a quattro dalle raccomandazioni, settimana scorsa rispondendo a un’interrogazione Plr in Consiglio comunale, il Municipio basandosi su pareri tecnici ha risposto che non gli è imputabile alcuna responsabilità oggettiva per quanto accaduto.

I ritardi preoccupano gli abitanti

A proposito di tempestività e interventi prioritari, Franzi evidenzia che i cittadini di cui si fa portavoce «sono preoccupati dai ritardi dovuti alla politicizzazione dei problemi. Questo mentre di fronte a interventi che riguardano la sicurezza dell’intero paese, bisognerebbe superare gli steccati di partito e agire con celerità nell’interesse della popolazione e della sua sicurezza e incolumità». Gli abitanti della zona colpita sono comunque coscienti che il Municipio sta facendo avanzare l’iter con l’obiettivo di potenziare le opere di premunizione; e infatti ha nel frattempo sottoposto al Cantone i documenti necessari alle valutazioni di sua competenza. A preoccupare, come detto, è però la tempistica: «Negli anni che ancora trascorreranno tra studi, progettazioni e la realizzazione, noi cittadini rimarremo ostaggi dei pericoli e delle conseguenze che già una volta ci hanno toccato», solleva Franzi. «Per garantire la nostra sicurezza occorre modificare urgentemente il ponticello che va rifatto con i criteri che caratterizzano le tecniche odierne. Siamo stufi di aspettare, abbiamo paura e sollecitiamo una soluzione in tempi brevi. Perché se succede un altro disastro, allora le responsabilità politiche potrebbero esserci, eccome».

Il sindaco: ‘Previsti diversi interventi’

«Il loro e nostro sentimento di preoccupazione è evidentemente umano e comprensibile ed è quello che ci ha portato fin dall’inizio a fare il nostro dovere, a mantenere un legame e un rapporto diretto, trasparente e costante con la popolazione con la quale condividiamo le informazioni ed è quello che ci ha portato a redigere un documento di lavoro che è stato inviato recentemente al Cantone per una sua valutazione», precisa il sindaco Nicolò Parente sollecitato dalla redazione. «Il documento contempla una serie d’interventi che prevedono anche investimenti importanti. Lo abbiamo elaborato senza perdere tempo, lavorando in questi mesi in maniera molto seria e impegnata». Poiché si tratta di un documento complesso e tecnico «al Cantone va lasciata la tranquillità e il tempo necessario per fare tutte le valutazioni del caso». Dopodiché si potrà dare avvio al confronto con l’autorità comunale e i suoi consulenti, condividendo quindi il dossier con la popolazione per stabilire come proseguire. Il sindaco evidenzia infine che il Municipio crede molto nel documento poiché «è in base ad esso che abbiamo costruito il nostro piano finanziario». Nemmeno il rifacimento del ponticello, caldeggiato dal vicinato, si discosta dalla procedura adottata: «Lo abbiamo indicato come prioritario – assicura il sindaco – ed è contenuto nel programma di lavori esposto al Cantone».

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