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Il progetto dell’architetto Edy Quaglia
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28.01.2022 - 18:19
Aggiornamento : 30.01.2022 - 09:21

Finisce al Tram l’ampliamento scolastico di Castione

Confinanti e Amica impugnano la decisione governativa ritenendo eccessiva l’altezza di 12 metri e irrisolta la questione viaria

Sul progetto di ampliamento scolastico previsto a Castione si esprimerà anche il Tribunale amministrativo cantonale. Cinque privati castionesi e una decina di domiciliati nella parte sud di Lumino che si affacciano sulla strada comunale Carrale di Bergamo lungo la quale è previsto il nuovo complesso di 178 metri e alto 12, han dato procura all’Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (Amica) di contestare con un ricorso collettivo al Tram, inoltrato questa settimana, la variante pianificatoria votata dal Consiglio comunale nell’ottobre 2017 e approvata in larga misura lo scorso dicembre dal Consiglio di Stato con alcune modifiche. Variante di Pr, ricordiamo, resasi necessaria per adattare la pianificazione del vasto comparto al progetto denominato ‘Se ci fosse la luna si potrebbe cantare’ coordinato dall’architetto Edy Quaglia di Lugano. Progetto scelto nel novembre 2015 dalla speciale giuria, presieduta dal sindaco di Arbedo-Castione Luigi Decarli, preferendolo ad altri che avevano partecipato al concorso.

Progettazione ferma

L’ampliamento concerne per parte cantonale la Scuola media e per parte comunale la Scuola elementare e quella dell’infanzia. Interpellato dalla ‘Regione’, il presidente dell’Amica Alberto Robustelli conferma unicamente l’avvenuto inoltro del ricorso ma ritiene inopportuno, al momento, renderne noti i contenuti riservandoli al solo Tram. Da notare che lo scorso autunno è invece cresciuta in giudicato, senza ricorsi, la decisione governativa che avalla lo stanziamento di 630mila franchi, votato nel maggio 2018 dal Cc di Arbedo-Castione, necessari a progettare la prima tappa (ampliamento asilo). Progettazione che non potrà tuttavia entrare nel vivo fintanto che non si sbloccherà il côté pianificatorio generale. In questo ambito, qualora il Tram dovesse respingere il ricorso vi sono buone probabilità che l’iter prosegua fino allo scalino superiore del Tribunale federale; qualora invece il Tram accogliesse le critiche dell’Amica e degli abitanti del quartiere di Bergamo, a sua volta il Comune potrebbe rivolgersi alla massima istanza giudiziaria elvetica, oppure rivedere l’approccio generale insieme al Cantone per quanto riguarda il contestato impatto del progetto Quaglia.

Distanze e indice: critiche accolte

Finora l’azione dei ricorrenti non è stata infruttuosa. Nella sua decisione riguardante l’adozione della variante di Pr, il Consiglio di Stato lo scorso dicembre ha infatti accolto una parte delle obiezioni ritenendole pertinenti. In soldoni, la distanza del nuovo edificio dal confine non potrà scendere a 5 metri, come richiesto nella variante, ma dovrà rimanere a 6 come indica l’attuale pianificazione risalente al 2015; inoltre l’indice di occupazione massimo del mappale dovrà restare del 30% e non salire al 40% visto che vi saranno comunque già 1’340 metri quadrati occupabili da eventuali strutture future non previste dal progetto contestato.

L’effetto muraglia

Uno dei punti maggiormente criticati dagli abitanti del quartiere di Bergamo e dall’Amica è da sempre l’imponenza del nuovo edificio che raggiungerebbe in tutta la sua lunghezza un’altezza di 12 metri anziché quella prevista attualmente a Piano regolatore di 8,5 metri. Un aumento del 50% criticato perché minaccerebbe la qualità di vita dei vicini riducendo il soleggiamento e palesandosi come una muraglia di cemento. Per contro, il governo nella propria decisione affermava di condividere l’impostazione data nella variante di Pr da una parte “rispondendo essa alla necessità di disporre di spazi supplementari da destinare alle scuole, nonché all’esigenza di riqualificare urbanisticamente gli spazi pubblici centrali di Castione”; dall’altra “permettendo, oltre che di conformare la pianificazione al progetto vincitore del concorso di architettura, di creare le premesse per ricucire il comparto scolastico”.

Deroghe previste ma per situazioni puntuali

E proprio su questi due ultimi concetti maturano le perplessità, già evidenziate negli scorsi anni e oggi presumibilmente ribadite nel ricorso. Amica e confinanti hanno infatti sempre evidenziato che il bando di concorso indicasse l’insediamento scolastico con altezze massime di 8,5 metri, come per tutta la zona circostante già edificata. Bando che prevedeva sì la possibilità di concedere delle deroghe sull’altezza, ma non spropositate e unicamente per soddisfare, citiamo, “bisogni oggettivamente fondati” o per risolvere situazioni puntuali “in relazione alla particolare natura e necessità degli edifici e degli impianti”. Ebbene, quasi tutti gli studi partecipanti al concorso hanno rispettato la pianificazione vigente e l’altezza massima ammessa, tranne appunto il progetto Quaglia per realizzare il quale si rende necessario modificare il Piano regolatore.

Il governo chiede una ‘soluzione più equilibrata’

Quanto poi al fatto di ricucire il comparto scolastico, oggi attraversato dalla parte alta di via delle Scuole, sempre il progetto Quaglia elimina completamente la strada (altri progetti invece no). Una soluzione ritenuta da Amica e dal vicinato estrema e non in grado di risolvere la questione viaria dell’intero comparto, come invece anche qui richiesto nel bando di concorso. Tanto più che Carrale di Bergamo – oggi a senso unico entrante da via San Bernardino – è prevista in futuro con circolazione bidirezionale, ciò che richiederebbe giocoforza degli espropri privati che a loro volta rischiano di non venire digeriti dai confinanti (ricorsi in vista). Dal canto suo il governo un mese fa, dopo aver ricordato che il progetto Quaglia dovrà essere affinato “sulla base delle indicazioni e criticità sollevate dalla giuria”, aggiungeva che la futura progettazione “dovrà tener conto della necessità di sviluppare una proposta volumetrica e urbanistica più equilibrata rispetto al contesto circostante attraverso, per esempio, a un’articolazione più attenta ai diversi contenuti”. Frase che potrebbe portare uno spiraglio, se letta con gli occhi dei ricorrenti. I quali chiedono tuttavia che sia il Tram a fare adesso piena luce su quanto s’intende fare.

Leggi anche:

Nuove Medie di Castione, respinti anche gli ultimi tre ricorsi

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