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24.01.2022 - 19:43

‘Pensare in grande altrimenti la Bassa Leventina resterà debole’

Il sindaco di Pollegio Igor Righini ribadisce la contrarietà alla fusione. ‘Per contare davvero qualcosa serve un Comune unico delle Tre Valli’

«Non vorrei che passasse il concetto che siamo degli sprovveduti che non credono nel fenomeno aggregativo oppure che mancano di coraggio. Semplicemente siamo contrari a questa fusione così come è stata proposta. Dai Comuni della nostra regione, ma in particolare dal Dipartimento delle istituzioni, ci aspetteremmo una proposta che sappia veramente fare il bene delle Tre Valli». In vista della votazione consultiva popolare del 13 febbraio, il sindaco Igor Righini si fa portavoce della posizione contraria della maggioranza del Municipio e del Consiglio comunale di Pollegio all’aggregazione della Bassa Leventina. «Nel nostro Comune c’è da sempre grande scetticismo sull’unione con Giornico, Bodio e Personico. Siamo dell’idea che la via vincente sia un progetto aggregativo ad ampio respiro, che possa veramente dare prospettive di sviluppo a tutta la regione. Guardiamo ad esempio alla fusione di Bellinzona e ai discorsi attualmente in corso nel Basso Mendrisiotto, dove si parla di un possibile ente locale da 25mila abitanti. Se vogliamo davvero diventare importanti ed essere in grado di incidere – arriva al punto Righini – dobbiamo sposare, da subito, un’aggregazione che non sia piccola e debole come Sassi Grossi. Servono almeno 10mila abitanti. Altrimenti, anche con 2’900 abitanti, resteremo sempre quel piccolo e debole ente locale soggiogato ai poteri forti; giustamente con delle aspettative legate a una crescita economica e alla valorizzazione del potenziale del mondo del lavoro e del turismo, ma incapace di concretizzare gli obiettivi perché sprovvisto della necessaria forza». Non solo Biasca, dunque, ma l’intera regione delle Tre Valli. Questo il prototipo di aggregazione ideale secondo l’ex presidente cantonale del Partito socialista. «La pianificazione e la strategia di sviluppo cantonale, inserite nelle schede del Piano direttore, identificano Biasca come il centro di sviluppo, mentre il Comune di Riviera, la bassa Valle di Blenio e la Bassa Leventina come zone periurbane che dovrebbero fungere da riferimento per lo sviluppo territoriale delle Tre valli. E questa scelta del Dipartimento del territorio, a mio avviso corretta, dovrebbe essere messa in sintonia con un adeguato modello politico». Riprendendo l’esempio dell’aggregazione di Bellinzona (che ha ‘conquistato’ la Riviera inglobando l’ex Comune di Claro), Righini è dell’idea che sia necessario rompere le regole dei confini distrettuali. «Pensiamo ad esempio allo sviluppo della zona industriale, uno dei progetti strategici indicati dalla Commissione di studio. È difficile immaginare come si voglia sviluppare il comparto di Bodio senza avere la stessa gestione politica con altri comparti industriali altrettanto importanti, ad esempio quello di Biasca. A mio parere temi simili vanno sviluppati in sinergia e non possono essere portati avanti da due entità politiche distinte».

‘Dire no a Sassi Grossi per dare subito forma a un grande Comune’

Per Igor Righini è questo il momento di opporsi per rilanciare un discorso più ampio. «Non possiamo investire adesso in un progetto sbagliato. Bisogna avere il coraggio di pensare in grande a un vero Comune capace di stare al passo con il mondo che cambia. Altrimenti non si fa altro che portare acqua ai nostri piccoli mulini, fare politica attorno ai campanili dei nostri villaggi, ma non si riuscirà mai a centrare gli obiettivi che giustamente ci si pone e che pure io condivido». Non convince per niente il sindaco di Pollegio (funzione ereditata lo scorso aprile dal collega di partito John Mercoli non più ricandidatosi) l’idea di procedere a tappe verso una fusione più grande, compiendo un primo passo con Sassi Grossi. «I processi aggregativi sono onerosi, non solo da un profilo finanziario ma anche a livello di tempo. Se investiamo le risorse nel progetto Sassi Grossi, poi per molti anni non si avrà l’energia per andare nella direzione di un altro cambiamento. E questo lo ha dimostrato anche Alberto Pellanda nell’intervista apparsa di recente su questo giornale: pur riconoscendo l’utilità di un processo aggregativo ad ampio respiro, il sindaco di Riviera lascia intendere che ciò non potrà succedere nell’immediato. Lo ribadisco: bisogna dare subito forma a un grande Comune, non ci si può accontentare di questo piccolo progetto, perché altrimenti continueremo a rimanere indietro. Penso che tutti i cittadini delle Tre Valli si meritino molto di più del solito contentino di una fusione che in Bassa Leventina sta illudendo molti, ma che in realtà non ha il potenziale per scrivere qualcosa di determinante».

‘Auspichiamo che il governo rispetti il voto popolare’

Anche a Personico l’esito del voto appare particolarmente incerto. A differenza del parere favorevole del locale Municipio, il Consiglio comunale si era nettamente schierato contro il progetto aggregativo con 14 voti contrari e 5 favorevoli (più tirata a Pollegio con 11 contrari, 8 favorevoli e un’astensione). «Prima della votazione dei quattro legislativi si pensava che ci fosse un’adesione ad ampio respiro, ma in verità il voto del legislativo di Personico ha fatto capire che tanti non credono in questo progetto. Vedremo quale sarà il parere della popolazione, poi saranno Consiglio di Stato e Gran Consiglio a doversi esprimere. Noi speriamo vivamente che le autorità cantonali rispetteranno la volontà popolare espressa nei singoli Comuni, senza forzare la mano adottando decisioni coatte che sarebbero assolutamente contro qualsiasi principio democratico».

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‘L’aggregazione porta forza progettuale e maggiori competenze’

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