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laR
 
27.12.2021 - 05:30
Aggiornamento: 16:15

Innovazione ed energia nel futuro di Bodio

Definiti gli indirizzi strategici della zona industriale inserita nel Piano di sviluppo cantonale. Intanto l’ex Monteforno è occupata per tre quarti

innovazione-ed-energia-nel-futuro-di-bodio
Ti-Press
Il sindaco di Bodio, Stefano Imelli

Nell’immaginario collettivo l’ex Monteforno di Bodio che si nota costeggiando in autostrada la vasta zona industriale della bassa Leventina appare come un catafalco spettrale senza futuro. «E invece il vecchio complesso e l’intero comparto sono più vivi che mai, tanto che l’ex acciaieria è oggi occupata per tre quarti da altre ditte consolidatesi nel tempo portando qualità; mentre per il padiglione sud, quello che si sviluppa vicino alla storica entrata principale, da diversi mesi registriamo frequenti richieste di contatto con le Aziende industriali di Lugano, proprietarie, avanzate da realtà di vario genere interessate a insediarsi. Tutta la zona industriale, che vanta 110 anni di storia e registra oggi 500 posti di lavoro, sta insomma cambiando pelle riqualificandosi». È fiducioso lo sguardo che il sindaco Stefano Imelli, interpellato dalla ‘Regione’, getta sul comparto inserito l’anno scorso dal Consiglio di Stato nella scheda R7 del Piano direttore cantonale dedicata ai Poli di sviluppo economico (Pse). Il relativo studio nel frattempo avviato – spiega – avanza e nelle scorse settimane tecnici e pianificatori hanno ultimato la raccolta dei dati necessaria a eseguire una radiografia di quanto esiste (attività svolte, proprietari e portatori d’interesse) e quali siano i bisogni futuri per assicurare la permanenza e, dove necessario, un consolidamento di qualità. «Stiamo parlando di attività produttive inseritesi in un contesto a tutti noi ben noto, quello dell’industria pesante, il quale si è nel frattempo modernizzato e richiede un chiaro posizionamento economico nell’ambito del Pse. L’indirizzo individuato è dunque quello dell’industria, dell’innovazione e dell’energia».


Il sindaco di Bodio, Stefano Imelli (Ti-Press)

Imerys, Campus formativo e centro Tir

Per fare un esempio su tanti, il sindaco cita la Imerys che con i suoi 200 collaboratori impiegati a Bodio è leader mondiale nella produzione di grafite di altissima qualità: «Negli ultimi dieci anni si è completamente rinnovata investendo svariati milioni e alle comprensibili lamentele della popolazione per la fuoriuscita di polveri ha sempre prestato la dovuta attenzione impegnandosi a fare quanto tecnologicamente possibile per contenere i livelli entro i limiti imposti dalle ordinanze, tenendo peraltro aperto il dialogo con le autorità comunali e cantonali». Nella parte più meridionale, inoltre, durante l’ultimo lustro si è insediato e ha preso corpo il Campus formativo Bodio che vede in prima fila l’Azienda elettrica ticinese (Aet) e alcune ditte e fabbriche della regione (Imerys, Tensol Rail, Tenconi, Helsinn e Azienda cantonale dei rifiuti) nella formazione di apprendisti in alcune professioni tecniche. Oltre al Pse, aggiunge il sindaco, la bassa Leventina «è inoltre pronta a giocare una nuova partita legata alla prossima entrata in servizio di un elemento cardine, il Centro di controllo dei mezzi pesanti». Lo stabile è giunto a tetto, la spianata d’asfalto per la sosta dei Tir è stata creata, lo svincolo autostradale è a buon punto. Specialmente lo svincolo è visto di buon occhio dalle realtà produttive locali.

Cosa chiede il Cantone per il Pse

La macchina del Pse è dunque lanciata: oltre a definire un chiaro posizionamento delle attività economiche (specificità delle attività ammesse) il Cantone chiede di definire i criteri d’accesso, di permanenza e d’uscita dal comparto con l’obiettivo di facilitare e accelerare l’insediamento di attività economiche con grande potenzialità di sviluppo e che generano rilevanti ricadute economiche. Occorre poi definire la forma di governance riconosciuta dai principali portatori d’interessi, in primis Comuni e proprietari fondiari; come pure garantire un’adeguata urbanizzazione e un concetto urbanistico di qualità (in tal senso Aet sta ad esempio rivedendo completamente l’area di sua competenza); non da ultimo bisogna definire una strategia e delle misure d’attuazione per una mobilità sostenibile e per una qualità ambientale.

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