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10.11.2021 - 17:16
Aggiornamento: 22:24

Il Rabadan si farà a Bellinzona, ma all’Espocentro e Palasport

Per il Municipio la forma classica nel centro storico comporta rischi troppo elevati. I bar potranno però organizzarsi nel rispetto delle norme Covid

Dopo un anno di stop, nel 2022 il Rabadan si farà, ma in formato ridotto all’Espocentro e annesso Palasport. Dopo settimane di attesa il Municipio di Bellinzona ha deciso oggi che la manifestazione carnascialesca più importante del Ticino – e probabilmente anche della Svizzera con i suoi 150’000 partecipanti in sei giorni – non si terrà nella sua forma tradizionale durante la settimana a cavallo tra febbraio e marzo dell’anno prossimo: nessun corteo della domenica quindi, nemmeno quello dei bambini (solitamente in agenda il venerdì pomeriggio) né quello delle guggen che in tempi normali dà la carica il sabato pomeriggio. Pure annullati il consueto pranzo degli anziani e il Carnevale del Cuore dedicato alle persone diversamente abili. L’esecutivo turrito ritiene infatti che la forma classica del Carnevale, che già in tempi normali rappresenta un evento enorme per la piccola città di Bellinzona, comporti rischi troppo elevati in un periodo ancora caratterizzato dalla pandemia, coronavirus che presenta un’evoluzione incerta e comunque già ora preoccupante.

Solo con Covid Pass

All’Espocentro, che disporrà dei consueti servizi di sicurezza già previsti per la Città del Carnevale, si potrà accedere solo con il certificato Covid. E sempre a pagamento. Mentre nel centro storico agli esercenti sarà lasciata la facoltà di organizzarsi autonomamente all’interno dei loro locali, ma sempre ovviamente nel rispetto delle norme sanitarie decise dalle autorità superiori. «Tuttavia – ha spiegato il sindaco Mario Branda ai giornalisti convocati a Palazzo Civico – i bar non potranno allestire tende e tendine. Né saranno autorizzati su strade, piazze e piazzette venditori ambulanti di cibarie e bevande». Il presidente del Rabadan, Giovanni Capoferri, ha aggiunto che «in base a quanto comunicatoci oggi dal Municipio, elaboreremo il programma per i bagordi in forma ridotta». I dettagli saranno comunicati nelle prossime settimane e si sta valutando se sarà possibile prevedere quantomeno il pranzo del martedì.

‘Decisione sofferta’

Al di là dell’approvazione di massima concessa dal Gruppo grandi eventi del Cantone, secondo il Municipio la chiusura del perimetro di tutto il centro storico per poter assicurare il controllo del certificato Covid comporta troppi rischi. «Basti pensare a tutti i fruitori del Carnevale che solitamente entrano nella città prima dell’inizio dei bagordi – annota il sindaco – o a tutti gli abitanti del centro che conta circa 1’500 persone. Davvero, non è possibile paragonare l’afflusso al Rabadan a quelli registrati solitamente alle partite di calcio e di hockey», eventi per i quali è concessa al momento la presenza del tifo, al contrario dei periodi di picco pandemico. Branda ha parlato di «decisione sofferta e affatto scontata, giunta dopo lunga riflessione del Municipio che ha dedicato al tema diverse sedute riscontrando al proprio interno posizioni differenti».

Bambini, genitori e nonni

Tra gli elementi presi in considerazione, come detto, vi è il fatto che attualmente la situazione sul piano sanitario non è ancora stabile ed è pure difficile poter avere certezze per i mesi a venire, in particolare alla luce del fatto che i contagi sono in aumento, le varianti del virus si moltiplicano e sono molto aggressive e si registrano ancora decessi mentre si teme l’arrivo della quarta ondata; non da ultimo una fetta importante della popolazione (circa il 30%) non è ancora vaccinata. Un’altra considerazione riguarda la grande diffusione della manifestazione («il Rabadan è il Carnevale di tutti») che durante la sei giorni coinvolge solitamente tanti giovani, ma anche le altre fasce della popolazione: bambini, i loro genitori e i loro nonni. «Sappiamo bene che una grande fetta della popolazione attende di poter tornare a far festa», ha concluso il sindaco: «L’auspicio è di poter tornare a festeggiare il Rabadan in maniera spensierata a partire dal 2023».

Carristi e gruppi a bocca asciutta

Di certo la decisione bellinzonese rischia di creare seri grattacapi sia ai molti gruppi che dal Mendrisiotto al Luganese al Sopraceneri realizzano i carri satirici, sia a quelli che sfilano addobbati a tema, sia alle guggen. Infrastrutture mobili e costumi il cui non indifferente costo viene compensato solo se si può sfilare in almeno due o più Carnevali di medie e grandi dimensioni. Tuttavia per ora solo quello di Chiasso prevede la consueta sfilata, oltre alla Lingera di Roveredo che però ha dimensioni limitate. Venendo a mancare Bellinzona, Tesserete e Biasca, probabilmente il santo finirà per non valere la candela. Per contro la versione all’Espocentro, seppur ridotta, consentirà alla Società Rabadan di incamerare risorse fondamentali per l’organizzazione dell’edizione 2023.

C’è comunque l’assicurazione

Va da sé che a dipendenza dell’evoluzione pandemica Confederazione e Cantone potrebbero decidere nel corso dell’inverno l’annullamento delle manifestazioni a grande richiamo, o il loro svolgimento in presenza di pochissime persone. In quel caso la Società Rabadan potrebbe beneficiare dell’apposita copertura assicurativa prevista dalla Confederazione nell’Ordinanza sui provvedimenti concernenti eventi pubblici d’importanza sovracantonale in relazione all’epidemia di Covid-19.

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