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27.10.2021 - 13:02
Aggiornamento : 16:56

Bellinzona schiaccia sui pedali del bike-sharing

Presto in arrivo, in vari quartieri, altre 28 postazioni per un totale di 39, di cui tre finanziate dal Cantone e una dall’Amb

La Città di Bellinzona preme sull’acceleratore della mobilità sostenibile quadruplicando le postazioni di bike-sharing. Che l’anno prossimo passeranno dalle attuali dieci a 38 (+28) mentre le bici elettriche di colore rosso saliranno da 59 a 147 (+88). Sulla scia del raddoppio dell’utenza registrato nei primi tre anni d’implementazione del sistema, il potenziamento interesserà diversi quartieri tramite lo stanziamento di un credito di 638mila franchi richiesto dal Municipio al Consiglio comunale. Credito che si ridurrà a 136mila (mentre il costo di gestione annuale aumenterà di 70mila per un totale di 100mila) beneficiando di un sussidio cantonale di 205mila, di un contributo di 196mila proveniente dal Fondo cantonale per le energie rinnovabili (Fer) e di un co-finanziamento di 100mila concesso da due datori di lavoro interessati ad avere postazioni nelle loro vicinanze (tre per l’Amministrazione cantonale e una per l’Azienda multiservizi Bellinzona).

Gianini: ‘Più capillarità per sfruttare il potenziale’


Simone Gianini a Gudo nel maggio 2019 (Ti-Press)

Così facendo sarà sensibilmente incrementata l’offerta di e-bike da noleggiare sull’asse Locarno-Bellinzona. Proprio la città sul Verbano, con le sue bici colore azzurro, rappresenta per la Turrita un buon modello da imitare: i noleggi annui sono passati dai 22mila del 2016 (solo Locarno) ai 58mila (su scala regionale) da gennaio a settembre, con una media mensile passata da 1’826 a 4’859. «I dati locarnesi sono molto interessanti e dimostrano che questo tipo di offerta aiuta a sviluppare, insieme ad altre misure, il sistema di mobilità sostenibile e quella dolce», annota il vicesindaco Simone Gianini, capodicastero Territorio e mobilità nonché presidente della Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese, ricordando che in questa direzione va anche il Programma d’azione comunale (Pac), recentemente avallato dal Consiglio comunale, quale strategia coordinata di mobilità sostenibile. «In particolare – aggiunge – nell’ambito utilitaristico quotidiano di chi lavora, studia e si sposta nel nostro comprensorio, aumentando la capillarità delle postazioni si mira a rendere più attrattivo il servizio, sfruttando così il suo grande potenziale e andando oltre all’offerta di svago fino a oggi apprezzata soprattutto dai vacanzieri grazie alle prime postazioni dislocate in punti strategico-turistici legati al Piano di Magadino».

Appello alle ditte private

Quanto alle ditte co-finanziatrici, l’anno scorso quattro postazioni erano state pagate da Ente ospedaliero cantonale (ospedale San Giovanni), Azienda elettrica ticinese (sede centrale di Monte Carasso), Società impiegati di commercio (sede in via Vallone) e Ffs (nuovo nodo intermodale alla stazione cittadina). «La collaborazione avviata con i datori di lavoro – annota Gianini – influisce positivamente sugli spostamenti dei dipendenti, diventando parte dei Piani comprensoriali di mobilità aziendale, e sostiene la Città in un ambito molto importante, peraltro in un momento delicato dal profilo finanziario per le casse comunali. Sarebbe importante che oltre alle ditte parastatali si aggiungessero in futuro quelle private».

Verbano-Turrita fra le reti più grandi della Svizzera

Le prime sei postazioni erano state inaugurate due anni fa nel centro paese di Camorino, alla stazione Ffs di Giubiasco, alle case comunali di Gudo e Sementina, all’infopoint di Monte Carasso e nel centro storico di Bellinzona (piazza Simen). Altre quattro si sono aggiunte, come detto, nel 2020. La nuova tappa permetterà di aumentare l’offerta in alcuni quartieri già attualmente provvisti del servizio, ma anche di dotarne gli altri del fondovalle, collegandoli così direttamente al sistema regionale del Locarnese-Bellinzonese che con un totale, a quel punto, di 167 postazioni con 734 biciclette (di cui 506 elettriche) costituisce già oggi una delle reti di bike-sharing più grandi della Svizzera. In particolare nel quartiere centrale di Bellinzona le postazioni aumenteranno da quattro a 17, a Camorino da una a quattro e a Giubiasco da una a sei; i nuovi quartieri che saranno raggiunti dal bike sharing saranno Claro (due postazioni), nonché (con una) Gnosca, Gorduno, Moleno, Pianezzo e Preonzo. La rete ancora più capillare s’innesterà al resto del Bellinzonese (i Comuni di Cadenazzo, Sant’Antonino, Arbedo-Castione e Lumino), del Locarnese e anche del Moesano (una postazione in arrivo nel 2022 a Roveredo). Una rete in continua evoluzione – sottolinea il Municipio – che, grazie pure alla collaborazione con i datori di lavoro interessati, mira a concretizzare anche i piani comprensoriali di mobilità aziendale promossi nell’ambito del Programma d’agglomerato del Bellinzonese di terza generazione (Pab3).

Il Gabbiano volerà anche in città

Le biciclette rosse di Bellinzona possono anche essere posteggiate nei Comuni limitrofi e nel Locarnese grazie alla gestione unitaria che le due città hanno affidato alla fondazione ‘Il Gabbiano’ nell’ambito del progetto Muovi-Ti. Il quale mira al reinserimento sociale e lavorativo del personale impiegato, cercando di evitare una caduta cronica nel sistema assistenziale o d’invalidità e dando quindi anche una forte connotazione sociale all’intero progetto. I collaboratori del Gabbiano, basati per questo compito a Locarno, giornalmente raggiungono in furgone le varie postazioni per recuperare le biciclette da pulire, sottoporre a manutenzione e ricaricare se dotate di motore elettrico. Il potenziamento dell’offerta bellinzonese permetterà di ricavare una nuova base lavorativa anche all’ombra dei castelli. L’utilizzo del sistema di noleggio a pagamento, con tariffe differenziate e abbonamenti, è possibile tramite l’app VeloSpot® (www.velospot.info) sviluppato in origine dalla città di Bienne e introdotto in Ticino per primo da quella di Locarno per poi espandersi, man mano, nei Comuni del Locarnese e in quelli del Bellinzonese che ne fanno capo.

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