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L’ormai ex sede di via Vela (Ti-Press)
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Bellinzonese
 
23.10.2021 - 05:300

Stabili di via Vela e Irb/Ior 2: chi entra e chi paga

Bellinzona, il ForumAlternativo si distanzia dal rapporto di minoranza Mps e invitando i Verdi a fare altrettanto esplicita i dettagli dell’operazione

«Avremmo gradito essere consultati». Prime divergenze nel gruppo Verdi/Mps/ForumAlternativo presente nel Legislativo di Bellinzona con sei consiglieri (tre Verdi e tre Movimento per il socialismo). Il comitato cantonale e quello bellinzonese del ForumAlternativo (Fa) si dissociano dal rapporto di minoranza della Commissione gestione del Cc contrario allo stanziamento di 6 milioni chiesti dal Municipio per comprare lo stabile di via Vela 6 finora occupato dall’Istituto di ricerca in biomedicina (Irb) che sta traslocando nella nuova sede di via Chiesa condivisa con i laboratori dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) e dell’Istituto oncologico di ricerca (Ior). Rapporto di minoranza, ricordiamo, firmato dal coordinatore dell’Mps Giuseppe Sergi, l’unico rappresentante in Gestione del gruppo Verdi/Mps/Fa. Dal canto loro ForumAlternativo a livello cantonale e Fondazione dello Ior sono presieduti dall’oncologo Franco Cavalli. Il quale ha inviato ieri ai Verdi turriti una presa di posizione sottoscritta anche da Lorenza Giorla e Alessandro Robertini in vista del dibattito di lunedì prossimo in Cc sul credito di 6 milioni. «Confidiamo – spiega Cavalli interpellato dalla ‘Regione’ – che i Verdi comprendano le ragioni favorevoli all’acquisto da parte della Città e si dissocino dalle motivazioni di Giuseppe Sergi».


Franco Cavalli coordina il ForumAlternativo e presiede la Fondazione Ior (Ti-Press)

Il ‘cattivo affare’

Il quale, come pubblicato nei giorni scorsi, considera l’acquisto “un cattivo affare” ritenendo da una parte che l’attuale proprietaria Residenze del Ceresio Sa abbia trovato il pollo da spennare due volte (dapprima incassando in vent’anni dieci milioni pagati dalla Città che ha garantito il versamento dell’affitto senza beneficiare di lavori di risanamento oggi ritenuti necessari sul medio termine per circa 6 milioni e sul breve per 1,25 milioni); dall’altra incassando ora 6 milioni di soldi sempre pubblici per liberarsene. Perciò Sergi propone di proseguire col rapporto d’affitto, suggerendo che a loro volta lo versino alla Città gli enti e i gruppi di ricerca interessati a insediarvisi per altri cinque anni, nell’attesa di potersi ricongiungere all’interno del campus all’ex Campo militare dov’è prevista la realizzazione dello stabile gemello a quello dell’Irb/Ior/Eoc che sarà inaugurato il 27 novembre. È su questo secondo edificio, a mente di Sergi, che il Comune dovrebbe concentrarsi, senza disperdere risorse in via Vela.

Sempre più legati a doppio filo

Tesi, quella di Sergi, che Cavalli e colleghi rigettano. «Infatti per il secondo edificio gemello che lo Ior intende realizzare in via Chiesa – dettaglia l’oncologo e coordinatore di Fa – verrebbe richiesto alla Città un sostegno minimo o nullo considerati gli importanti contributi prevedibili dalla Confederazione e dal Cantone (così è stato per il primo stabile e ancor di più lo sarà con il consolidamento di Irb e Ior sotto il cappello della neonata associazione Bios+), come pure da una signora che nell’arco di diversi anni ha generosamente finanziato la ricerca, la crescita e il successo dello Ior. Un aiuto fondamentale di cui le siamo grati». Un patrimonio privato che stava per essere indirizzato sull’acquisto di via Vela, con successiva donazione del vecchio edificio allo Ior. «Ma lo Ior – annota Cavalli – è intrinsecamente legato all’Irb. E non essendo possibile sviluppare le due realtà in sedi separate, ecco che l’opzione dello stabile gemello ha assunto recentemente sempre più forza, facendo cadere quella di via Vela. Stabile gemello di cui sentiamo l’esigenza con una certa urgenza, anche perché i ricercatori dell’Eoc hanno insistito per occupare una parte del primo nuovo edificio, lasciando a noi una porzione di spazio insufficiente per la crescita prevista». Irb e Ior peraltro dotati di laboratori costosissimi e che perciò necessitano di operare a stretto contatto in campi vieppiù vicini. Irb infatti si occupa soprattutto di immunologia, Ior di oncologia: e uno dei punti centrali della ricerca oncologica oggi – si legge nella presa di posizione del ForumAlternativo – è proprio il ruolo delle difese immunologiche nei tumori. Ciò che ha indotto i due istituti a costituire in luglio l’associazione Bios+ (Bellinzona Institutes of Sciences), ossia il Centro di ricerche biomediche della Svizzera italiana che mira a trasformare Bellinzona nel nucleo di questo settore in costante espansione. A tal punto in crescita da rappresentare un centro d’importanza nazionale (del tutto simile ai due politecnici di Zurigo e Losanna) per il quale richiedere alla Confederazione notevoli finanziamenti.

Espansione e fame di spazio

Restando sul piano logistico, nel nuovo edificio di via Chiesa operano da metà ottobre 13 gruppi di ricerca Irb, sette dello Ior e diversi dell’Eoc. Come detto, lo Ior ha conosciuto uno sviluppo molto rapido: dieci anni fa contava tre gruppi di ricerca, oggi sette, l’anno prossimo ci sarà l’ottavo, nel 2023 il nono, mentre a medio termine ambisce allo stesso numero dell’Irb. Essendo lo spazio in via Chiesa insufficiente, per il momento ha mantenuto in affitto anche l’edificio di via Pometta 1, soluzione solo transitoria non essendo in condizioni ottimali per dei laboratori di ricerca. Per tutti questi motivi dunque lo Ior mira a costruire l’edificio gemello in via Chiesa, sul terreno di proprietà comunale già pianificato per questo scopo, abbandonando così l’opzione di via Vela per la quale la Sa proprietaria aveva chiesto di ricevere 9 milioni e mezzo di franchi contro i 5 peritati sia dallo Ior, sia in seconda battuta dal Municipio che ha poi raggiunto un accordo per 6 per l’acquisto.

In via Vela le piattaforme un po’ meno avanzate

Municipio che nel messaggio al Cc non ha specificato i possibili inquilini di via Vela. Stando alla presa di posizione del ForumAlternativo tutto il primo piano (dove c’è la maggior parte degli uffici) sarà occupato dalla European School of Oncology, ora in affitto nel palazzo Fidinam in piazza Indipendenza, e dall’International Extranodal Lymphoma Study Group (Iosi-Ior) attualmente localizzato all’ospedale San Giovanni che ne richiede la partenza per bisogno di spazio. Ai piani superiori dovrebbero accasarsi altri inquilini: l’Eoc (un numero crescente di nuovi professori, appena nominati, richiedono spazio di laboratorio), il Centro di competenze farmacologiche, Humabs e due start-up. Questo dovrebbe garantire un’occupazione di quasi tutti gli spazi disponibili. Franco Cavalli e colleghi in definitiva ne sono convinti: a loro avviso la conclusione proposta dal rapporto di minoranza non ha senso finanziariamente, ma anche dal profilo della crescita del polo di ricerca. Perché in via Vela 6, conclude l’appello rivolto ai Verdi, “si concentreranno tutti quei gruppi di ricerca che non hanno assolutamente bisogno delle piattaforme tecnologiche estremamente avanzate e care (genomica, differenziazioni cellulari immunologiche, spettrografia di massa, microscopio elettronico, ecc), ma che hanno a che fare con la ricerca clinica, con quella di tipo farmacologico e con gruppi Eoc legati a chirurgia, cardiochirurgia, ortopedia, gastroenterologia e altro”. In questo senso, conclude Franco Cavalli, il rapporto di minoranza non considera lo sviluppo della Facoltà di biomedicina dell’Usi e il crescente bisogno di spazi per la ricerca: «Sviluppo che detterà in gran parte anche il consolidamento del polo biomedico di Bellinzona, come detterà giocoforza lo sviluppo delle strutture ospedaliere verso un ospedale universitario».

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