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Conti 2020 di Bellinzona, tante critiche ma passa il ‘sì’

Disavanzo di 7 milioni: senza l’adesione di Verdi/Mps/Fa e Pc, il Legislativo ha votato il consuntivo in rosso

conti-2020-di-bellinzona-tante-critiche-ma-passa-il-si
Il lavoro dell'Esecutivo nel mirino del Legislativo (Ti-Press)

Nemmeno i bilanci consuntivi 2020 della Città di Bellinzona sfuggono alla logica, consolidata nel tempo in Ticino, di venire criticati per motivi e con toni diversi dai gruppi presenti in Consiglio comunale, per poi venire avallati a larga maggioranza con l’auspicio che il Municipio recepisca i segnali inviatigli per così cambiare atteggiamento nel prosieguo della sua azione politica. È successo anche questa sera a Palazzo Civico con la sola eccezione del gruppo Verdi/Mps/Fa schieratosi contro forte del proprio rapporto di minoranza; idem, ma astenutisi, i due rappresentanti comunista nell’Unità di sinistra. Alla fine sono stati 47 i sì, 5 i no e 2 gli astenuti al disavanzo di 7 milioni contro un preventivato avanzo di 1,4 milioni che a detta del Municipio avrebbe potuto raggiungere quota 4 milioni se non fosse intervenuta la crisi pandemica con un peso calcolato di 11, di cui oltre la metà dovuti a mancati incassi fiscali.

Aspettando la spending review

A contrapporre favorevoli e contrari è stato, nemmeno troppo sottotraccia, il tema del taglio alla spesa pubblica che rischia di palesarsi con forza in autunno durante l’elaborazione e discussione del Preventivo 2022. Il quale già ora, stando a informazioni non confermate, indicherebbe un disavanzo di 8-9 milioni da sottoporre a cura dimagrante tramite i correttivi che scaturiranno dalla ‘spending review’ effettuata in estate dal Municipio con l’obiettivo d’individuare nei singoli dicasteri, con un esercizio equilibrato, gli ambiti in cui eventualmente ridurre le uscite (la maggioranza della Gestione ha già messo lì il tema del numero di dipendenti comunali in continua crescita) e incrementare le entrate (potrebbe farsi largo l’ipotesi di un aumento del moltiplicatore d’imposta oggi al 93%).

Il dibattito

Silvia Gada (Plr) in qualità di relatrice della commissione Gestione ha sgombrato il campo da eventuali dubbi: «Il risultato preoccupa. Ma al momento mancano dettagli sull’impatto del Covid sui conti, in particolare sugli 11 milioni teorici che mostrano un quadro a nostro parere troppo ottimistico. Un aspetto non sufficientemente esposto dal Municipio. Difficile anche comprendere nel messaggio l’evoluzione del gettito fiscale; da qui l’invito affinché vi sia da subito un aggiornamento costante. Idem per l’aumento del personale. Pure non chiaro quale tipo di correttivi sarebbero stati implementati al Dop dopo gli audit sui sorpassi di spesa. Manca in definitiva un chiaro Piano finanziario per comprendere se si andrà verso disavanzi strutturali e se ci saranno i mezzi necessari per gli attesi progetti strategici».

Socialità da potenziare

Lisa Boscolo a nome della maggioranza dell’Unità di sinistra evidenzia invece che «ci sono più settori ancora sottodimensionati, come quello della socialità confrontato con un carico di lavoro aggiuntivo generato dall’emergenza Covid. Il disavanzo a ogni modo non ci sorprende e ci preoccupa. E pensando alla spending review, non potremo accettare tagli alla politica familiare, giovanile e culturale. Invitiamo perciò il Municipio alla cautela nell’incidere sui servizi pubblici». Il capogruppo Lega/Udc Luca Madonna punta dal canto suo il dito contro un Municipio «chiuso su se stesso e che comunica poco. Se non ci fossimo stati noi a mettere in luce determinati problemi, tutto sarebbe passato sotto traccia».

L’allarme già anni fa

Ivan Ambrosini ricorda come il Ppd già alcuni anni abbia lanciato l’allarme verso risorse finanziarie che «mostravano segnali preoccupanti. Ora è prioritario proporre una risposta sociale forte e ridefinire le priorità, puntando per esempio sui posti di lavoro tramite l’arrivo di nuove attività produttive. In attesa del Preventivo 2022 i dati del 2020 ci preoccupano molto. E nutriamo alcune riserve sulla reale capacità del Municipio di ponderare l’evoluzione del gettito fiscale. Vorremmo evitare misure drastiche, fra tagli alla spesa e aumento della pressione fiscale, ora che il quadro non è chiaro». Il capogruppo Plr Damiano Stroppini chiede «assoluto rigore nel gestire tutte le spese della Città. Ci auguriamo che la spending review possa portare all’ottimizzazione delle procedure interne, per evitare che nell’opinione pubblica si diffonda l’opinione di uno spreco delle risorse. Il tutto dovrà poi avvenire senza declassare i progetti strategici». Giuseppe Sergi, riassumendo i temi toccati nel suo rapporto di minoranza, evidenzia come tutti i gruppi esprimano critiche e riserve senza che la somma di queste sfoci in una conseguente bocciatura dei conti e del metodo del Municipio di gestire la Città. Alessandro Lucchini (Pc) insiste poi sul fatto che Bellinzona «dispone di pochi operatori sociali a fronte di un numero di casi sociali fra i più alti del Ticino. E non può passare in secondo piano il coinvolgimento della popolazione di tutti i quartieri, nell’ottica di un bilancio partecipativo che va assolutamente promosso».

Il sindaco

Il Consiglio comunale «potrebbe anche bocciare i bilanci comunali – risponde Mario Branda – ma questo minerebbe la capacità di Municipio e Legislativo di trovare un piano di discussione comune sul sano sviluppo della Città». Quanto alla richiesta maggiore attenzione verso l’evoluzione della spesa, il sindaco ribadisce l’attenzione e l’impegno nel considerare tutte componenti di una corretta gestione: «Ma sul fronte della fiscalità, oggi il Municipio non dispone ancora degli strumenti per valutare correttamente l’evoluzione del gettito, dovendo così fidarsi delle indicazioni fornite dal Cantone». Quanto all’aumento del personale, «è avvenuto proprio laddove era stata segnalata una carenza che andava corretta». Un messaggio insomma alle forze politiche che sollecitano potenziamenti ma al contempo si aspettano contenimenti della spesa. Infine i progetti strategici: «Devono rimanere al centro delle nostre attenzioni. Senza di essi Bellinzona non riuscirà a compiere l’atteso salto di qualità economico e sociale».

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