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08.09.2021 - 12:38
Aggiornamento: 14:24

Fa ancora bello e caldo, perché chiudere il Bagno pubblico?

I Verdi di Bellinzona chiedono lumi al Municipio e sollecitano l'Ente sport affinché dia prova di maggiore elasticità

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Ti-Press

L’Ente Bellinzona Sport “dovrebbe dimostrare maggiore flessibilità e iniziativa per garantire un migliore svago e attività sportive ai cittadini così come un uso più adeguato delle risorse pubbliche”. Detta in altre parole, non va giù che per l’ennesima volta sia stato chiuso il Bagno pubblico domenica 5 settembre e aperta la piscina coperta lunedì 6, quando la meteo regala ancora belle giornate che invogliano più persone e scuole a nuotare all’aria aperta, mentre l’offerta al chiuso non sembra attirare che “qualche irriducibile nuotatore”. A evidenziare il problema sono i consiglieri comunali Verdi Ronald David, Giulia Petralli e Marco Noi che in un’interpellanza al Municipio pongono una serie di domande. Anzitutto, non ritiene che la stagione di balneazione alla piscina esterna possa prolungarsi oltre il 5 settembre? Come mai una valutazione sulla chiusura non può essere fatta con corto preavviso e prolungata a seguito di condizioni meteo particolarmente favorevoli? Come valuta la possibilità di una apertura contemporanea della piscina interna ed esterna? Quali i costi supplementari e quali i limiti? Negli ultimi anni il Comune ha investito tanto per risanare il Bagno pubblico che progressivamente sta perdendo tuttavia parecchie entrate rispetto agli anni d’oro, quando i turisti provenivano persino da oltre confine: quale strategia intende attuare il Municipio per ridare slancio a una struttura in perdita di velocità? Quali investimenti e quali iniziative? Quali strategie intende adottare per ridurre la dipendenza dalla meteo? 

La chiusura ‘precoce’ del Bagno pubblico era già stata sollevata in passato da alcuni consiglieri comunali che evidenziando quanto veniva invece fatto da altre strutture della Svizzera italiana e della ben più fredda Svizzera tedesca. Il Municipio – ricordano i tre interpellanti – in passato aveva giustificato questo fatto con l’impossibilità di un’apertura contemporanea della piscina esterna con quella interna che condividevano alcune strutture (come le casse). Considerando le oltre 10mila entrate in meno registrate questa piovosa estate al Bagno pubblico rispetto a quella del 2019, e visto anche il disavanzo di 300mila franchi che si palesa già ora nel 2021 dell’Ente Sport, i Verdi sollecitano una gestione più elastica di quelle strutture che richiedono importanti costi di gestione ma che sono al contempo in grado di generare interessanti introiti.

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