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La stazione ferroviaria di Rodi-Fiesso (Ti-Press)
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31.08.2021 - 05:200
Aggiornamento : 18:42

Rodi-Fiesso resta giù dal Treno Gottardo

La Schweizerische Südostbahn ha risposto negativamente alla richiesta del Municipio di Prato Leventina di prevedere una fermata

«Purtroppo nei giorni scorsi abbiamo ricevuto il parere negativo della Schweizerische Südostbahn (Sob). La decisione è da ricondurre a una questione di programmazione del traffico ferroviario. Ci è stato spiegato che non c'è margine per fermarsi. Si perderebbe troppo tempo. Una risposta che ci lascia perplessi e non può che farci sentire sempre più tagliati fuori». Ancora niente da fare per la riattivazione della stazione di Rodi-Fiesso, inattiva ormai dagli anni Novanta. La Sob, compagnia ferroviaria che da fine 2020 gestisce la linea ferroviaria di montagna del San Gottardo in collaborazione con le Ffs, ha infatti risposto picche alla richiesta del Municipio di Prato Leventina che domandava di prevedere una fermata del Treno Gottardo (novità che strizza l'occhio in particolare al settore turistico) che da Basilea e Zurigo, passando per Lucerna, giunge fino Locarno dopo aver fatto tappa ad Airolo, Ambrì, Faido, Lavorgo, Bodio, Biasca, Arbedo-Castione, Bellinzona, Giubiasco, Cadenazzo e Tenero. Il sindaco di Prato Leventina, Davide Gendotti, non nasconde la delusione per un'altra occasione sfumata. 

Già in passato il Municipio aveva infatti discusso con Ffs e Consiglio di Stato circa la possibilità di riattivare la fermata di Rodi-Fiesso per i treni RegioExpress, che dall'apertura nel 2016 della galleria ferroviaria AlpTransit del San Gottardo sostano in altre piccole stazioni leventinesi come Ambrì, Lavorgo e Bodio. «È un peccato osservare come altre realtà simili alla nostra siano state accontentate. Anche da noi l’infrastruttura non avrebbe bisogno di alcun tipo di adattamento», rileva Gendotti, che cita due argomenti a sostegno della richiesta dell'esecutivo. «Parto dalla necessità della popolazione: chi dal nostro comune vuole recarsi a Bellinzona con i mezzi pubblici, deve calcolare due o tre cambi e almeno un'ora di tempo. Un altro tema è sicuramente il nostro potenziale turistico. Ricordo infatti che la teleferica del Tremorgio registra più di 15mila passaggi all’anno. Tanti turisti vengono dalla Svizzera centrale e sono molto propensi all'utilizzo del trasporto pubblico». 

‘Non siamo disposti a mollare’

Il locale Municipio, assicura Gendotti, non intende darsi per vinto. «Crediamo che si tratti di una necessità e di un'opportunità per tutti. Dobbiamo decidere in quale forma procedere ma non siamo disposti a mollare. Rimaniamo convinti che il tema deve essere approfondito, magari reinserendolo un domani in un discorso di politica regionale come potrebbe essere il masterplan Leventina». 

Riviera insiste per la stazione di Osogna-Cresciano

«Entro la fine dell'anno dovremo riallacciare i contatti con il Consiglio di Stato», afferma dal canto suo il sindaco del Comune di Riviera, Alberto Pellanda, sollecitato dalla 'Regione' in merito alla volontà del Municipio di riattivare una fermata alla stazione di Osogna-Cresciano inserita, a differenza di Rodi-Fiesso, nel Piano direttore cantonale riguardante il sistema ferroviario regionale Tilo. Pellanda fa notare che un ulteriore elemento a sostengo dalla richiesta, che si aggiunge alle gettonate attività turistiche di canyoning e bouldering, è rappresentato dal polo tecnologico legato all'aviazione in fase di sviluppo sul sedime dell'aeroporto di Lodrino. Più in generale, annota ancora il sindaco ricordando il concetto di 'Città Ticino', «abbiamo fatto notare che ci sembra perlomeno controverso che la fermata ferroviaria di Biasca sia l'unica in tutto il distretto di Riviera, mentre nel Bellinzonese si parla ora di aggiungere Claro, Bellinzona Saleggi, Bellinzona San Paolo, Bellinzona Piazza Indipendenza e Camorino», tutte ipotesi pure in fase di approfondimento e inserite nel Piano direttore cantonale e nel Programma d'agglomerato del Bellinzonese (ci vorranno ancora anni prima di eventuali realizzazioni). «Dal profilo tecnico è possibile. L'obiettivo è tornare a sedersi al tavolo con Consiglio di Stato e Ffs, tenuto conto anche dell'accresciuto valore turistico del Comune di Riviera», afferma ancora sulla stazione di Osogna-Cresciano Massimo Ferrari, presidente della Commissione regionale dei trasporti Tre Valli. 

Claro, Saleggi e Camorino

Abbiamo raccolto anche il parere del presidente della Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese, Simone Gianini. «Sulla linea tra Biasca e Bellinzona è pianificato un volume di traffico ferroviario internazionale merci e passeggeri che oggi non permette fisicamente di prevedere ulteriori fermate. Anche da qui la necessità di realizzare il terzo binario a Bellinzona per favorire il traffico regionale. Per realizzare le fermate Tilo attualmente in fase di analisi (Claro, Bellinzona Saleggi e Camorino) non è comunque detto che ci vorrà la circonvallazione ferroviaria di Bellinzona. In quella che risulta una pianificazione e lungo termine, bisognerà osservare se l’utilizzo delle tracce previste per il traffico internazionale saranno effettivamente sfruttate».

 

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