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L'uomo è stato condannato a una pena pecuniaria sospesa (Rescue Media)
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22.07.2021 - 17:14
Aggiornamento : 22:38

Investimento mortale di Gudo, imputato giudicato colpevole

Per la Corte non ha adattato la velocità alle circostanze. 'Il sinistro non si sarebbe verificato se avesse prestato più attenzione'

«La vittima ha attraversato a passo sostenuto, senza prestare attenzione: non si può negare che abbia contributo al verificarsi dell’incidente. E però vero che la segnaletica presente, la configurazione del manto stradale non può che richiamare particolare prudenza. L'imputato conosceva bene quella strada. Era consapevole del passaggio pedonale e che qualcuno poteva uscire dal ristorante. Egli non stava circolando a una velocità adatta alle circostanze». Richiamando l'articolo 32 della Legge federale sulla circolazione stradale, il giudice Amos Pagnamenta, presidente della Corte delle assise correzionali di Bellinzona, ha condannato per omicidio colposo un 56enne del Locarnese: per la Corte ha cagionato per negligenza la morte della 67enne da lui investita mentre quest'ultima stava attraversando il passaggio pedonale sulla strada cantonale a Gudo, all'altezza del ristorante Cottini, la sera del 19 gennaio 2019. Un suv Porsche proveniente da Sementina si era invece fermato per fare passare la signora, mentre la Mercedes guidata dall'imputato che sopraggiungeva da Cugnasco l’ha travolta centrandola con l’angolo anteriore sinistro. Malgrado il prodigarsi dei soccorritori, è morta poco dopo all'ospedale a causa delle gravi ferite riportate (in particolare un trauma cranico). «Il comportamento del pedone non si può valutare come imprevedibile. Il sinistro sarebbe stato evitato se l'imputato avesse prestato più attenzione. Non si può inoltre non osservare che, malgrado si trovasse più vicina, l'altra macchina è riuscita a fermarsi tempestivamente», ha affermato il giudice prima di pronunciare la sentenza: pena pecuniaria di 9'600 franchi, sospesa con la condizionale per due anni, così come chiesto in mattinata dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri. «La sua colpa è grave dal punto di vista oggettivo, lieve da quello soggettivo dal momento che gli eventi si sono svolti i maniera molto veloce», ha aggiunto Pagnamenta, ritenendo dunque adeguata la sospensione della pena. 

La difesa, sostenuta dall'avvocato Letizia Vezzoni, si era invece battuta per il proscioglimento, sostenendo che date le «modalità sciagurate» dell'attraversamento della vittima (anche a causa dell'ingente quantitativo di alcol assunto), il suo assistito – che circolava a 40km/h, ben al di sotto del limite di 50km/h vigente in quel punto – non avrebbe potuto evitare l'impatto anche se avesse circolato a una velocità inferiore. Per la difesa il pedone non era visibile, anche a causa del disturbo dato dai fari molto potenti della Porsche che sopraggiungeva in senso opposto. La difesa si prenderà del tempo per valutare se ricorrere contro la sentenza. 

 

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