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30.06.2021 - 15:280

Bassa Leventina: luce verde del governo a Sassi Grossi

Confermato l'aiuto cantonale di 5,4 milioni previsto per il nuovo Comune che aggregherebbe Personico, Giornico, Bodio e Pollegio. Alle urne il 13 febbraio

a cura de laRegione

Avanza anche a Palazzo delle Orsoline la prevista aggregazione della Bassa Leventina che riunirebbe in un solo Comune denominato Sasso Grossi, in onore della storica battaglia del 1478, i Comuni di Personico, Giornico, Bodio e Pollegio. Il Consiglio di Stato comunica infatti di aver approvato lo studio allestito dalla speciale commissione incaricata di formulare una proposta di aggregazione e di avere perciò fissato al prossimo 22 febbraio la votazione consultiva aperta alla popolazione, data già nota da alcune settimane. Il progetto – annota ancora il governo – si poggia anche sull'auto finanziario cantonale che viene pure confermato nell'ordine di 5,4 milioni di franchi. Nonostante la pioggia di milioni, ricordiamo, il progetto non fa l'unanimità nei rispettivi Legislativi: lo scorso febbraio erano emersi due sì e due no dai quattro Consigli comunali chiamati a esprimersi in prima battuta. Mentre Bodio e Giornico lo avevano approvato a larghissima maggioranza (confermando i preavvisi favorevoli dei rispettivi esecutivi), era invece stato bocciato a Pollegio (dove il Municipio si era espresso negativamente) e a Personico (nonostante il preavviso positivo dell'Esecutivo).

Passo dopo passo

Le urne diranno in che misura quel ‘due a due’ trova terreno fertile fra la popolazione. L'avvicinamento alla votazione popolare vedrà impegnata la commissione di studio nel cercare di convince gli scettici organizzando serate pubbliche nei quattro paesi, compreso un momento informativo congiunto. Il voto della cittadinanza non sarà l'ultimo passo, anzi: farà dapprima da base alla valutazione del Consiglio di Stato (varare o abbandonare l’aggregazione ed eventualmente portarla avanti con quanti Comuni) chiamato ad allestire il proprio messaggio all’indirizzo del Gran Consiglio per la richiesta d’approvazione anche del corrispondente aiuto cantonale. Contro la decisione parlamentare sarà poi data facoltà ai cittadini d'interporre ricorso o lanciare un referendum.

Finora otto anni 

Un iter dunque che si annuncia ancora lungo; d'altronde risale al giugno 2013, a seguito di una petizione, l'istituzione della commissione di studio che ha consegnato al CdS il proprio rapporto finale lo scorso 6 aprile, ossia dopo otto anni di lavoro e approfondimenti. Dal canto suo il governo per ora cerca di convincere gli scettici a suon di milioni: due verrebbero destinati al consolidamento del capitale proprio iniziale; 400mila franchi alla riorganizzazione amministrativa; altri due milioni per investimenti di sviluppo e uno quale aiuto agli investimenti prevalentemente obbligatori e infrastrutturali ai sensi della Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale.

‘Attrattivo per residenza e attività economiche’

Il comprensorio di Sassi Grossi riunisce circa tremila abitanti e verrebbe amministrato da un municipio di sette membri e da un Consiglio comunale di 25 membri, con possibilità d'istituire quattro circondari elettorali. Il moltiplicatore politico ipotizzato si situa inizialmente al 95%. “La visione strategica proposta – sottolinea il governo – è centrata sulla sostenibilità e un nuovo orientamento ambientale e sociale ed è volta a costruire un Comune attrattivo per residenza e attività economiche”. Non da ultimo il progetto, conclude il Consiglio di Stato, “s'inserisce con coerenza nella politica cantonale delle aggregazioni perché i quattro Comuni costituiscono l’integralità dello scenario aggregativo Bassa Leventina proposto dal Piano cantonale delle aggregazioni”.

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