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25.06.2021 - 05:300
Aggiornamento : 13:01

Rincari per mense e corso nuoto: parlano i municipali

Bellinzona più salata? Renato Bison e Fabio Käppeli rispondono alle domande di Mps e Sinistra. E non sempre il costo sale

Rincari nelle tasse di refezione per le mense scolastiche alle Elementari, ossia da 8 franchi a 9,50 per ogni pasto consumato; e rincari nella tassa d’iscrizione ai corsi di nuoto organizzati dalla società Turrita Nuoto su incarico dalla Città e dell’Ente Sport di Bellinzona per bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni. Due interpellanze presentate rispettivamente da Mps e Sinistra chiedono lumi facendosi interpreti di un certo malumore che monterebbe tra le famiglie. Le risposte giungeranno, con tanto di dettagli, durante la seduta di Consiglio comunale del 30 giugno. A esprimersi saranno due municipali liberali radicali, ossia Renato Bison (capodicastero Educazione, cultura, giovani e famiglie) e Fabio Käppeli (capodicastero Finanze, economia e sport). Due new entry liberali radicali nell’esecutivo eletto lo scorso aprile che alla prima occasione aumentano le tasse, mentre il messaggio lanciato e ribadito dal Plr durante la campagna per il voto di ballottaggio per il sindaco, persa di fronte a un irraggiungibile Mario Branda, insisteva per un ruolo della Città meno pressante. La domanda che molti si pongono è: il Plr predica bene e razzola male?

‘Per il 70% il costo diminuisce’

«Mi sono informato – premette Fabio Käppeli interpellato dalla ‘Regione’ – e i corsi si stanno svolgendo con la piena soddisfazione di tutti. Anche l’allineamento dei prezzi non ha finora suscitato lamentele ed è stato ben recepito, e non solo dal 70% che ha beneficiato di una riduzione». Riduzione? «Per la maggior parte dei bambini vi è una riduzione, non un aumento. Infatti per i bambini al di sotto dei 7 anni, che costituiscono i due terzi degli iscritti, si è deciso d'inglobare nell’offerta organizzata da Città ed Ente Sport il precedente corso concepito come scuola nuoto. Perciò il costo a carico dei genitori è diminuito rispetto al passato, scendendo da 120 franchi a 80 per i domiciliati e da 120 a 100 per i non domiciliati». Favorendo la fascia dei più piccoli – sottolineava a sua volta Turrita Nuoto nel comunicato stampa di lancio trasmesso il 25 maggio – si punta a incentivare l’apprendimento precoce del nuoto e a evitare che l’acqua diventi fattore di rischio. Per contro nella fascia over 7 anni il costo è aumentato da 50 a 80 franchi per domiciliati e rimane a 100 per i non domiciliati. Cifre destinate a non coprire integralmente i costi reali dell’offerta, con una sostanziosa differenza a carico delle casse cittadine. 

‘Il raffronto dice che il prezzo è giusto’

«In tutti i casi – annota Käppeli – anche facendo un raffronto con quanto organizzato da altre città analoghe a Bellinzona, si è ritenuto il tariffario adeguato per dieci mattine dal lunedì al venerdì, fra le 9.30 e mezzogiorno, sebbene quest’anno l’orario d’inizio sia stato posticipato di mezz'ora rispetto al passato». A questo riguardo l’interpellanza della Sinistra lamenta il fatto che non tutti i genitori sarebbero in grado di accompagnare i bambini a quell’ora, visti gli impegni lavorativi: «Per contro in passato veniva rimproverato il fatto che l’acqua alle 9 era troppo fredda e bisognava occupare il tempo prima di poter entrare in vasca», replica il municipale: «Si può certamente ora rispondere che questo corso non è un luogo dove depositare i figli per farli accudire in qualche modo durante la mattinata, né all’opposto un’occasione di praticare sport nel senso stretto del termine. Semmai è una importante opportunità per imparare e consolidare la pratica del nuoto grazie al coinvolgimento di validi monitori e alla suddivisione degli iscritti in dieci categorie di capacità. Il nuovo orario è quindi in linea con questo obiettivo, non ha più tempi morti e permette di entrare in acqua con una temperatura più gradevole».

Contributi G+S

Altro punto sollevato dall’interpellanza, i contributi G+S ai quali Turrita Nuoto avrebbe quest’anno rinunciato per motivi logistici e organizzativi, ciò che spiegherebbe l’aumento delle tariffe per la fascia over 7 anni: «Non si tratta di una rinuncia volontaria da parte della società. Poiché a monte sono cambiati i criteri di attribuzione, non li si può più ricevere. Un vero peccato, perché si trattava di importi consistenti», risponde Fabio Käppeli. Chiesti anche lumi sul numero massimo ammesso di 400 iscritti, un terzo in meno rispetto al passato, «ovviamente a causa dei limiti imposti dalla pandemia».

‘Disponibilità espressa dalle famiglie’

Sul fronte mense scolastiche – tema sollevato dall’Mps – Renato Bison conferma che a partire dal prossimo 30 settembre il prezzo del pasto consumato dagli allievi delle Elementari «sarà adeguato a 9 franchi e 50». Alla base dell’aumento di un franco e 50 «vi è la disponibilità espressa dalle famiglie bellinzonesi, emersa dal sondaggio sui bisogni legati alla conciliabilità lavoro-famiglia di fine 2018/inizio 2019, a corrispondere un prezzo tra 8,50 e 10 franchi per pasti di qualità». A quel momento il Municipio, che si trovava a dover armonizzare le tariffe pre-aggregative che mostravano sensibili differenze da quartiere a quartiere e a dipendenza da chi organizzava il servizio (fino a un costo doppio ad esempio per quello proposto dall’associazione Polo Sud), «ha scelto di assumere una buona parte dei costi facendo pagare alle famiglie solo 8 franchi», 7 nel caso di famiglie al beneficio di prestazioni assistenziali. La misura era entrata in vigore all’inizio dell’anno scolastico 2019/20 e il Comune si assumeva la parte rimanente di costo pari a 7 franchi. Ora si è optato per un adeguamento del prezzo a carico dei fruitori con un importo, annota Bison, «che non garantisce tuttavia ancora la copertura completa dei costi di gestione del servizio. Peraltro il prezzo, uguale per tutti gli utenti e non rapportato al reddito, è mediamente in linea, se non inferiore salvo eccezioni se si tratta di redditi molto bassi, con quanto applicato da altri centri cittadini e da molte strutture extrascolastiche della regione». Per le famiglie meno fortunate, beneficiarie di aiuti sociali, continuerà ad essere applicato uno sconto di un franco per pasto.

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