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Il Museo Leventina di Giornico (Ti-Press)
Bellinzonese
25.05.2021 - 15:590
Aggiornamento : 26.05.2021 - 17:15

Battaglia dei Sassi grossi, libro e mostra al Museo Leventina

Domenica 30 maggio sarà presentato un volume e sarà possibile vistare una mostra dedicati a uno scudo preso sul campo da battaglia

'La rotella ritrovata' è il titolo sia di una piccola mostra temporanea, sia di un libro dedicati a uno scudo della battaglia dei Sassi grossi del 1478. Domenica 30 maggio sarà possibile assistere alla presentazione del volume e visitare la mostra nel cortile del Museo Leventina di Giornico (in caso di pioggia nella palestra delle Scuole medie). L'esposizione ‘La rotella ritrovata – Storia di un oggetto che fece la storia’ sarà accessibile ai visitatori dalle 13 alle 17, mentre l'incontro con gli autori – Paolo Ostinelli (direttore del Centro di dialettologia e di etnografia), Alex Ussignoli (storico), Fabrizio Viscontini (storico), Francesca Luisoni (storica e collaboratrice scientifica del Centro di dialettologia e di etnografia) e Helena Bernal (restauratrice e storica dell'arte) – del libro ‘La rotella ritrovata –Accertamenti sulla battaglia di Giornico del 1478 e sul suo bottino’ è previsto per le 16. La presentazione del volume sarà moderata da Brigitte Schwarz, storica e giornalista di Rete Due (Rsi). Per motivi sanitari la partecipazione sarà limitata a un massimo di 50 persone. È dunque obbligatoria l'iscrizione scrivendo a info@museodileventina.ch oppure chiamando il numero 091 864 25 22.

Lo scudo-rotella preso nel 1478 sul campo di battaglia di Giornico, e recentemente acquisito da parte del Cantone Ticino, è lo spunto per i cinque contributi raccolti nel libro che sarà presentato. “Un oggetto che attraverso la sua materialità permette di gettare sguardi inediti su un avvenimento legato strettamente alla storia e all’immaginario collettivo delle terre ticinesi”, si legge in un comunicato. “Gli studi si soffermano sulla rotella, sui suoi possessori, sul vissuto degli avvenimenti da parte di coloro che vi furono coinvolti in prima persona, come pure sul significato che le generazioni successive hanno attribuito all’evento, dando forma a una cultura memoriale rinnovata in continuazione, in Ticino e in Svizzera: una lettura che permette di riflettere sui modi in cui le società locali del passato e del presente si sono confrontate di volta in volta con l’eredità storica”. 

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