19.05.2021 - 12:29
Aggiornamento: 20:05

Riapre l'oratorio San Bernardino da Siena a Faido

Dal 20 maggio nello storico edificio sarà possibile visitare una mostra realizzata da Giorgio Brenni dedicata proprio a San Bernardino da Siena

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Il risanamento si è limitato a un intervento interno

L'oratorio San Bernardino da Siena a Faido riaprirà giovedì 20 maggio, nel giorno in cui si celebra la ricorrenza di questo santo. All'interno dello storico edificio sarà possibile visitare una mostra realizzata da Giorgio Brenni dedicata proprio a San Bernardino da Siena.

L’idea di procedere a un risanamento interno dell’oratorio è nata nel 2019 dall’animatore turistico del Comune, Daniele Zanzi, il quale ha visto “l’opportunità di dar vita in questo luogo storico, da tempo non più destinato, se non per rare eccezioni, a celebrazioni liturgiche, a manifestazioni culturali nel rispetto della sacralità dello spazio”, si legge in un comunicato. Il progetto, che si è limitato a un intervento interno, è poi stato accolto dal Consiglio parrocchiale, dal Comune e approvato dall’Ufficio cantonale dei Beni culturali.

“L’oratorio – prosegue la nota – rappresenta una testimonianza preziosa e di vecchia data a Faido: un dono dell’antica, nobile famiglia dei Varesi, venuti appunto da Varese e diventati poi membri del vicinato di Faido. Il Consiglio Parrocchiale, nella ricorrenza della morte di Bernardino avvenuta all’Aquila il 20 maggio 1444, vuole inaugurare il recente restauro e l’inizio di una nuova opportunità di visita, oltre a luogo di preghiera. Per decorare questo evento si è pensato di allestire una piccola esposizione di alcuni pensieri di San Bernardino commentati da illustrazioni realizzate da Giorgio Brenni, ispirate al pittore francese dell’800, Honoré Daumier”. L'intenzione della mostra è quella di “creare così una sorta di convergenza tra le esortazioni di Bernardino che amava scherzare in tono bonario ma anche caustico, e le vignette nello stile di denuncia sociale di Daumier, feroce critico antiborghese e antimonarchico, dove l’immagine supplisce la parola. Benché tra i due personaggi siano trascorsi più di quattrocento anni, gli argomenti della realtà umana da loro affrontati risultano trascendenti alla misura del tempo”.

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