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03.04.2021 - 14:07
Aggiornamento: 14:42

Commerci di Bellinzona, ‘togliamoci la paura di osare’

I presidenti delle due società (cittadina e giubiaschese) soddisfatti del tavolo di discussione, ma chiedono anche un po' più di coraggio

commerci-di-bellinzona-togliamoci-la-paura-di-osare
I negozi guardano alla Pasqua con fiducia, ma occorre pensare a una strategia sul lungo termine (Ti-Press)

«Un gesto certamente apprezzato che in questo momento, com’è successo a Natale, mira a sensibilizzare visitatori e clientela. Ma non ci fermiamo ovviamente a un adesivo, dietro al quale si stanno muovendo i primi timidi passi di un programma concreto e corale di rilancio a lungo termine del settore commerciale ed esercentesco di Bellinzona». Claudia Pagliari, presidente della Società commercianti di Bellinzona, si rigira fra le mani l’adesivo rosso con un cuore al centro e la scritta “#iosostengobellinzona – Commercio locale” la cui ristampa in vista della Pasqua è stata finanziata dal Comune quale gesto di sostegno ai negozianti che potranno così applicarlo alle vetrine e alle confezioni consegnate ai clienti.

‘Forte valenza simbolica’

«Il nostro principale interlocutore – attacca Claudia Pagliari quando le chiediamo di commentare la situazione a un anno dall’inizio della crisi pandemica – è chi transita davanti alle nostre vetrine e in definitiva sceglie se e dove fare i propri acquisti. L’adesivo in questo senso ha una forte valenza simbolica: indica che chi compra da noi, preferendoci alle piattaforme online o ai negozi d’oltre frontiera quando questi prima o poi saranno nuovamente frequentabili dai ticinesi, fa una chiara scelta a sostegno del tessuto economico locale». La Città ha ristampato gli adesivi a proprie spese, iniziativa che ha preso corpo nell’ambito del tavolo di dialogo con commercianti ed esercenti. Oltre a ciò continua a sostenere materialmente il mercato del sabato, le varie rassegne enograstronomiche previste durante l’anno nel centro storico e altre manifestazioni in grado di tenere vivo lo spirito cittadino e il suo commercio. Questa primavera sarà inoltre inaugurato il nuovo Infoshop e Visitor Center in Piazza Collegiata. Non da ultimo, guardando agli attesi progetti strategici, il Consiglio comunale a inizio marzo ha stanziato il credito per progettare il rilancio turistico ed emozionale dei castelli con un investimento complessivo attorno ai 15 milioni.

Animazione musicale e uso suolo pubblico

Quanto basta per dire che l’autorità ha un piano per migliorare il volano turistico in grado di generare ricadute sul territorio. «Questo lo vediamo e l’impegno è ammirevole – commenta Claudia Pagliari – ma dal nostro punto di vista tutto ciò deve combaciare anche con uno svecchiamento dell’approccio generale. Due idee che abbiamo portato al tavolo di discussione: meno vincoli per gli esercizi pubblici che propongono animazione musicale serale, che sia live o karaoke; e più generosità nel concedere l’occupazione del suolo pubblico tramite regole chiare per tutti ma un po’ meno rigide e onerose delle attuali. Insomma, se vogliamo che i bellinzonesi e i turisti vivano la nostra città, bisogna cambiare marcia e gli abitanti stessi del centro devono un po’ farsene una ragione. Dobbiamo, tutti insieme, imparare a non più dipendere dal funzionariato; e in questo l’autorità deve darci una mano». Emozionare dunque il turista: che però non lo si cattura con i negozi di telefonia mobile spuntati come funghi nella Turrita. «Emozionare è il termine giusto», replica Claudia Pagliari: «In fondo il turista d’Oltralpe cerca un Ticino ‘esotico’: ci troviamo in un periodo nero e doloroso, dobbiamo saper cogliere la sfida con fantasia, intraprendenza e un po’ più di coraggio».

‘Considerare i quartieri mirando alla città’

Concorda Igor Bruschi, presidente della Società commercianti Giubiasco, secondo cui «bisogna togliersi la paura di osare» e lo spirito aggregativo deve sapersi tradurre anche nel sostegno al tessuto economico locale andando oltre ai confini di quartiere: «Nell’ambito del tavolo di discussione attorno al quale sono invitati diversi attori – premette – si è creato un clima costruttivo a vantaggio di tutti. Vedo molta attenzione da parte dell’autorità cittadina e dei suoi funzionari nell’ascoltare e sostenere la causa comune. Si sta muovendo qualcosa e a piccoli passi si comincia ad andare nella giusta direzione. Sono fiducioso se penso a una Bellinzona, attorniata da quartieri residenziali, che sappia emozionare maggiormente i visitatori. Perciò concordo sul fatto che occorra rivedere alcune regole. Come detto, osare di più».

‘Ricadute a beneficio di tutti’

Spesso però quartiere fa rima con campanilismo e in questa campagna elettorale taluni candidati ripetono che quanto investito nella zona centrale toglie risorse alla periferia. «Giusto preservare l’identità locale – replica Igor Bruschi – a patto che non comporti una chiusura verso l'interessante dimensione cittadina. Se da una parte posso capire che di fronte a uno scenario così ampio ci si possa trovare un po’ confusi, dall’altra voglio ricordare che la nuova Bellinzona è una realtà concreta di cui tutti facciamo parte e tutti devono sentirsi attori; perciò anche in ambito commerciale ed esercentesco occorre uno sforzo corale nel ragionare in modo diverso. A lungo termine le ricadute positive andranno a beneficio di tutti».

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