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laR
 
12.02.2021 - 06:00
Aggiornamento: 25.03.2021 - 12:00

L’Arti e mestieri, e non il Liceo, nel Quartiere Officine

Bellinzona: secondo il vicedirettore della Sam lo storico istituto tecnico si affiancherebbe idealmente alla Supsi e allo Swiss Innovation Park

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La storica sede dell'Arti e mestieri in viale Franscini a Bellinzona (Ti-Press)

Tecnologia chiama tecnologia. Visto che nel nuovo Quartiere Officine di Bellinzona è previsto l’insediamento dello Swiss Innovation Park, «ritengo che la scuola di grado post-obbligatorio che meglio vi si affiancherebbe sia l’Arti e mestieri». L'istituto nella sede in viale Franscini offre una formazione a tempo pieno quadriennale nelle professioni di elettronico, operatore in automazione, polimeccanico e progettista meccanico. L’auspicio affinché il Cantone favorisca un suo trasloco strategico arriva da Matteo Mozzini, vicedirettore del Centro professionale tecnico in seno al quale operano Sam, Spai (apprendisti) e Scuola specializzata superiore di tecnica. La sua è un’alternativa alla mozione interpartitica, presentata in Consiglio comunale lo scorso novembre, che suggerisce di spostare nel Quartiere Officine il Liceo o la Scuola cantonale di commercio, oggi in zona Torretta lontano dalla stazione. «La mozione – spiega Mozzini alla ‘Regione’ – ha il pregio di portare la scuola nel dibattito politico della capitale, ma affronta il tema partendo da una necessità edificatoria contingente, ovvero l’imminente ristrutturazione del Liceo, anziché da un’analisi erudita e specialistica dell’ambito formativo».

E se a Viganello manca spazio...

Il punto focale a suo dire è proprio il previsto insediamento nel Quartiere Officine dello Swiss Innovation Park: «Non si tratta di un’azienda tecnologica o di una regia federale che si trasferisce a Bellinzona portando lavoro e benessere, bensì di un’offerta di spazi e condizioni di lavoro flessibili (uffici, laboratori, officine, aree comuni, ecc.) che si prefigge di avvicinare e far collaborare tra loro aziende, ricerca privata e pubblica e formazione». Secondo il vicedirettore non sorprende quindi che la Supsi abbia da tempo manifestato il proprio interesse per il progetto, vista la sua specificità formativa e di ricerca in ambito tecnologico. Ma non solo. Infatti poiché «già adesso emerge una carenza di spazi nel nuovo Campus di Viganello causata dal costante aumento del numero di studenti e di corsi, è facile immaginare quale possa essere il futuro sbocco dell’ateneo ticinese». Mozzini ne è convinto: «Una simile prospettiva offre a Bellinzona l’opportunità di creare, accanto al parco dell’innovazione, un autentico polo formativo in ambito tecnologico, integrando nel progetto l'Arti e mestieri che rappresenta un caposaldo storico della formazione tecnica del nostro cantone».

Favorire una collaborazione più stretta

Ma a parte l’affinità tecnologica, chiediamo andando più nel dettaglio, quali sono le argomentazioni a sostegno di una convergenza dei due livelli scolastici e formativi? Sono davvero così intimamente legati? «La vocazione dell’Arti e mestieri – evidenzia Mozzini – è fornire ai propri studenti un’estesa formazione tecnica, scientifica e umanistica, garantendo al Dipartimento delle tecnologie innovative della Supsi, con il quale condivide i settori d’attività della meccanica, dell’elettronica e della produzione industriale, un bacino privilegiato cui attingere gli ingegneri del futuro». Da qui la convinzione che avvicinando fisicamente le due eccellenze formative «si favorirebbe una collaborazione più stretta ed efficace nell’ambito delle aree disciplinari di comune interesse, condividendo e sfruttando al meglio le risorse umane, logistiche e finanziarie a disposizione». Sul piano pratico gli studenti dei due istituti «potrebbero collaborare su progetti innovativi, realizzando nei laboratori della formazione di base ciò che viene immaginato e sviluppato nella formazione superiore o nelle aziende presenti sullo stesso sedime».

Opportunità per docenti e ingegneri

La prossimità porterebbe belle opportunità anche per docenti e ingegneri: «Il transfer di conoscenze e l’aggiornamento tecnologico sarebbero assicurati dalla condivisione del capitale umano, ovvero da quei tecnici e ingegneri che a seconda delle necessità vestirebbero i panni di ricercatore, docente di teoria o insegnante di attività pratica». Peraltro i vantaggi andrebbero oltre la logica formativa, perché lo spostamento dell’Arti e mestieri «libererebbe spazi molto interessanti per i servizi del Cantone». In effetti l’attuale sede della Sam si trova nel comparto Tatti che il futuro semi-svincolo autostradale trasformerà nella nuova ‘porta viaria’ di Bellinzona. Mozzini è dell’opinione che si potrebbero così creare due comparti ben definiti: Tatti, votato all’amministrazione cantonale e ai servizi d'importanza regionale, razionalmente ubicato alle porte della capitale per essere facilmente e rapidamente raggiungibile dalla cittadinanza; e Quartiere Officine, incentrato sull’innovazione e la tecnologia, «la cui valenza sovra-cantonale lo situa logicamente a ridosso della stazione ferroviaria, ottimamente collegata al resto della Svizzera».

Lungimiranza delle autorità

Il tema è anche molto politico-strategico. E una spinta dal basso, dal Legislativo cittadino, potrebbe in effetti contribuire ad aprire una via concretamente praticabile. Mozzini ne è persuaso: «Poiché le autorità cantonali e comunali si sono sin qui dimostrate abili e lungimiranti nel portare a Bellinzona il Parco dell’innovazione, confido che siano altrettanto capaci e avvedute nel garantire gli spazi necessari al suo sviluppo futuro e nel definire le attività pertinenti da affiancargli». In questo senso il messaggio che arriva dal vicedirettore è chiaro: «Il Consiglio comunale continui a dibattere di formazione, ma punti deciso su innovazione e tecnologia proponendo di spostare nel nuovo quartiere officine la giusta scuola, ovvero l’Arti e mestieri, non il Liceo».

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