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09.02.2021 - 20:12
Aggiornamento: 25.03.2021 - 11:57

Quartiere Officine, ‘prima le attività culturali e sociali’

Dal Ps di Bellinzona giudizio positivo sul progetto ‘Porta del Ticino’: suggerito l'incarico a un coordinatore generale

quartiere-officine-prima-le-attivita-culturali-e-sociali
Un rendering del progetto scelto, 'Porta del Ticino'

Avviare al più presto attività culturali e sociali nel nuovo quartiere affinché il progetto possa fungere subito da motore e promotore della costruzione della nuova Bellinzona; designare un coordinatore dell’intero progetto, figura professionale competente nella pianificazione territoriale e urbanistica, nella promozione economica e nella gestione dei processi, che sappia dialogare con tutti gli attori implicati; garantire le giuste risorse all’Ufficio comunale per la pianificazione territoriale affinché possa adeguatamente controllare l’avanzamento del progetto. Sono tre le principali richieste che la sezione socialista di Bellinzona rivolge al Municipio turrito prendendo posizione nell’ambito della consultazione pubblica avviata sul nuovo Quartiere Officine previsto, nell’arco dei prossimi decenni, al posto dello stabilimento industriale destinato a spostarsi a Castione.

Invertire la tendenza che addormenta

«Un’opportunità che permetterà a Bellinzona d'investire nel suo futuro e invertire le tendenze negative che la stanno addormentando». L’opinione espressa dal Ps cittadino in una decina di cartelle è positiva ed è in linea con la determinazione che ha visto negli ultimi quattro anni il sindaco socialista Mario Branda ingaggiarsi, sostenuto dall’intero Municipio, per avviare insieme a Cantone e Ferrovie la lunga metamorfosi del comparto. I contenuti previsti sono noti: una struttura dedicata alla popolazione in quella che è la storica ‘cattedrale’, comunità di abitazioni intergenerazionali, scuole, polo per lo sviluppo tecnologico e di start-up, uffici, negozi e appartamenti normali. Il progetto ‘Porta del Ticino’, uscito vincitore dal mandato di studio in parallelo, prevede poi un vasto parco centrale aperto alla popolazione e orti tecnologici, il tutto attorniato da una corona di edifici di 5-6-7 piani. Al momento l’iter si trova nella fase del Piano d’indirizzo, mentre l’inizio della fase realizzativa (dopo il 2026) dovrà essere preceduto da una variante di Piano regolatore.

‘Assicurare qualità a ciascuna fase intermedia’

Secondo il Ps – che per formare il proprio parere ha coinvolto 200 persone tra professionisti del settore, politici locali e base della sezione – quanto avviato rappresenta un’opportunità urbanistica e pianificatoria per l’attrattiva e lo sviluppo qualitativo di Bellinzona, in termini di contenuti culturali e innovativi che sottendono la creazione di posti di lavoro qualificati. Questo progetto – ha spiegato ai media locali la presidente sezionale Martina Malacrida Nembrini affiancata da Michele Egloff e Lisa Boscolo – rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro a medio-lungo termine della Città e della regione. Come Ps «siamo convinti che il dibattito non debba soffermarsi esclusivamente su mere questioni quantitative di metri quadrati e cubi». I socialisti ritengono che il successo dell’operazione dipenderà da come la Città saprà condurre e controllare sul lungo periodo i passi necessari a realizzare gli obiettivi dichiarati. Da qui, come detto all’inizio, l’auspicio che si incarichi un coordinatore generale, una proposta «a garanzia che nell’intero processo di pianificazione e realizzazione siano tenuti nella dovuta considerazione tutti gli interessi contrapposti». Elencati poi gli aspetti prioritari da considerare nella progettazione di dettaglio: la densificazione a tutela degli spazi verdi e dell’ambiente; la mescolanza sociale e l’inclusione a favore del benessere e della coesione sociale nella comunità; l’integrazione tra nuovo quartiere, centro storico, e resto della città orientata anche al rilancio dei commerci locali e, come detto, l’avvio al più presto di attività culturali e sociali. Come pure la necessità di assicurare elevata qualità a ciascuna delle fasi intermedie, considerando adeguatamente i futuri bisogni della popolazione e dell’economia locale che man mano si presenteranno.

‘Lavorare di più su cultura e giovani’

Anche il Ps intende portare un contributo, impegnandosi affinché i contenuti innovativi e socio-culturali suscitino dinamiche nuove in grado di spezzare a livello locale le tendenze negative della decrescita demografica. In definitiva la scommessa «è riuscire a rendere Bellinzona ancora più attrattiva per degli investimenti nella formazione, la ricerca e lo sviluppo di alto livello, come pure nella promozione di start-up, approfittando della sua posizione strategica grazie al completamento di Alptransit e garantendo una buona qualità di vita ai suoi abitanti». Il messaggio rivolto alle autorità d’altronde è fermo: «Auspichiamo che la Città sperimenti nuove forme di collaborazione, non solo con i promotori immobiliari ed economici, ma soprattutto con gli attori della cultura e con il mondo giovanile al fine di far vivere da subito il nuovo quartiere tramite offerte culturali e sociali». Detto in altre parole: l’ex oratorio di Giubiasco da solo non potrà soddisfare le esigenze associative e culturali, e il Social Truck può solo tamponare le esigenze di spazio dei giovani.

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