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Simone Gianini (archivio Ti-Press)
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Bellinzonese
01.12.2020 - 15:450
Aggiornamento : 17:44

Più bus e collegamenti nel Bellinzonese, ma anche più costi

Dal 13 dicembre sia le linee urbane, sia quelle regionali saranno potenziate. Previsti costi di oltre nove milioni di franchi per il 2021.

“Più capillarità, più frequenza, più comfort e sostenibilità” per i passeggeri e, ovviamente, anche più costi. È quanto prevede, in estrema sintesi, il potenziamento del trasporto pubblico del Bellinzonese (tpb) che entrerà in vigore il 13 dicembre con il cambio di orario. L'obiettivo è quello di «raddoppiare l’utenza entro il 2022-2023, rispetto al 2014» ha affermato Simone Gianini, presidente della Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese. Un obiettivo che «con questo ulteriore potenziamento confidiamo di raggiungere», ha precisato il municipale a ‘laRegione’. «Contiamo sul fatto che con l'apertura della galleria di base del Monte Ceneri, che renderà il trasporto pubblico più efficace e attrattivo, si possa raggiungere anche una copertura maggiore del costo non coperto».

Servizio più frequente

Concretamente, le linee urbane 1, 2, 3 e 5 circoleranno ogni 30 minuti anche il sabato mattina e la domenica. Inoltre, per la linea 3, tra Giubiasco e Bellinzona vi saranno corse ogni 15 minuti durante gli orari di punta dal lunedì al venerdì. È poi previsto un aumento della frequenza (cadenza semioraria) per le linee regionali 221, 222 (entrambe collegano Bellinzona a Biasca) e, soprattutto, per la 311 (Locarno-Gudo-Bellinzona), per la quale sono pure previsti bus di dimensioni maggiori. In questo modo si cerca quindi di far fronte ai problemi di sovraffollamento che riguardano questa tratta, in particolare durante gli orari di punta, visto il grande numero di studenti che da Locarnese e Piano di Magadino si recano a Bellinzona. Nelle ore di punta sono pure previste corse ogni 30 minuti sulla linea 212 (Giubiasco-Carena) e un aumento della frequenza durante il weekend. Anche sulla linea 231 (Cadenazzo-Robasacco), sono previste più corse: dal lunedì al venerdì, anche al di fuori del periodo scolastico.

Nuova linea che passa dal centro paese di Claro

Per quanto riguarda la capillarità, la novità principale riguarda l’introduzione della nuova linea 8 tra Castione e Claro Scubiago, passando dal paese. Il servizio prevede undici corse giornaliere dal lunedì al venerdì e sei corse il fine settimana. Le zone collinari di Camorino (Vigana) e Sant’Antonino (Pairadi), sinora scoperte, verranno pure servite da una nuova linea (213), con corse ogni ora e capolinea a Sant’Antonino e Giubiasco, con le relative coincidenze. Da parte sua la linea 3 coprirà anche il quartiere Geretta-Pratocarasso, in precedenza servito dalla linea 5. In questo modo saranno a disposizione bus più capienti e la frequenza sarà aumentata. Sarà inoltre prolungata fino a Sant’Antonino la linea (350) in provenienza da Dirinella, che servirà pure il centro paese di Cadenazzo, sinora scoperto. La stazione Ffs e i centri commerciali saranno così collegati da una corsa ogni 30 minuti. Insomma, «il trasporto pubblico deve diventare attrattivo per qualsiasi attività, che sia andare al lavoro, per andare a divertirsi o per fare acquisti», ha rilevato Gianini.

Zali: ‘Grande soddisfazione’

Tutte queste novità sono state presentate oggi durante una conferenza stampa a Bellinzona, introdotta dal Consigliere di Stato Claudio Zali che ha elogiato la riforma del sistema di trasporto pubblico del Bellinzonese iniziata nel 2014: da allora, in percentuale, è stata registrata «una crescita dell’utenza a doppia cifra» che permesso in pochi anni di raggiungere risultati «di grande soddisfazione per il Cantone». L’apertura della galleria di base del Monte Ceneri permetterà inoltre a questa regione di «raggiungere traguardi ancora più ambiziosi». Zali ha anche voluto rassicurare la popolazione in merito alla sicurezza dei trasporti pubblici in questo periodo contraddistinto dalla pandemia di coronavirus: «I piani di protezione che vengono messi in atto in maniera ferrea dalle compagnie», fanno sì che «i trasporti pubblici non sono un luogo di contagio», ha precisato.

Pandemia, previsto un calo dei passeggeri del 20%

È poi intervenuto Alex Malinverno, responsabile Vendita Sud di AutoPostale, che ha presentato diversi dati significativi: con il potenziamento previsto a partire dal 13 dicembre, vi saranno 23 nuovi conducenti per un totale di 109 (+27%), «tutti residenti in Ticino», ha sottolineato. Verranno inoltre impiegati 6 veicoli supplementari per un totale di 33 (+20%) che percorreranno circa 400’000 chilometri in più (+25%) rispetto a quelli percorsi nel 2020 (1,06 milioni). Per quanto riguarda i passeggeri, dal 2014 al 2019 sono aumentati di 1,1 milioni, raggiungendo la cifra di 2’671’718 l’anno scorso. Per il tpb si tratta dunque «di una storia di successo e siamo convinti, Covid a parte, che se proseguirà su questa strada». Un successo che comprende anche i bus notturni (che circolano il venerdì e il sabato) che presentano «un trend positivo e costante: dall’introduzione nel 2015 vi è stato un aumento del 156%» dei passeggeri che nel 2019 sono stati 7’081. «Un servizio, dunque, sempre più apprezzato, soprattutto dalle fasce più giovani della popolazione». Ovviamente, a causa della pandemia, il 2020 presenta cifre nettamente negative: anche se l’anno è «iniziato bene» con un incremento del 2% dei passeggeri, durante il lockdown «abbiamo registrato un calo (-85% nel mese di aprile)». Con «l’introduzione dell’obbligo di indossare la mascherina a inizio luglio, i passeggeri sono nuovamente aumentati e nel mese di ottobre abbiamo quindi registrato un calo solamente del 9%». In generale, per l’anno in corso «prevediamo una diminuzione dei passeggeri di circa il 20%», per un totale di 2,1 milioni. Anche Malinverno si aspetta quindi «una crescita dopo questo periodo caratterizzato dalla pandemia».

Il 13 dicembre sarà inaugurato il nodo intermodale di Sant'Antonino

Gianini ha poi sottolineato come il tpb sarà «più confortevole»: dopo i due nodi intermodali già attivi a Castione e Bellinzona, «il 13 dicembre aprirà ufficialmente i battenti» anche quello di Sant’Antonino, al quale si aggiungerà anche quello di Giubiasco ancora in fase di progettazione definitiva. «Le fermate della rete urbana sono ora 178 e più di 100 sono munite di pensilina. Trenta sono inoltre già rese conformi alla Legge federale sui disabili, rialzando il marciapiede». Venti fermate sono già munite di pannelli e paline informative elettroniche che mostrano l’orario di arrivo dei bus in tempo reale. In questo ambito, «l’obiettivo è quello centralizzare il sistema d’informazione», così da averne uno per l’intero cantone per coordinare in particolare gli avvisi di bus e treni. Il tpb sarà anche «più sostenibile: tutti nuovi bus sono di ultima generazione, a bassa emissione di CO2». Sono inoltre 8 i bus ibridi («il maggior numero in Svizzera della flotta di AutoPostale»). Ora l’obiettivo è quello «di puntare all’elettrico»: per il Bellinzonese «è stato completato uno studio di fattibilità per equipaggiare una linea con bus elettrici». 

Prevista una spesa di 7,7 milioni di franchi per la Città di Bellinzona nel 2021

Tutti questi miglioramenti prevedono tuttavia anche dei costi supplementari. Nel 2014 il tpb era finanziato interamente dai Comuni (3,7 milioni di franchi), «perché non aveva ancora raggiunto la qualità che permettesse di attingere al 50% di finanziamento da parte del Cantone», ha rilevato Gianini. Con il potenziamento nel 2020 i costi sono così lievitati a 7,8 milioni (+111%). La metà viene però finanziata dal Cantone, facendo sì che l’importo versato dai Comuni sia quasi rimasto costante. Una spesa che dovrebbe però ulteriormente aumentare con questo nuovo potenziamento: i costi complessivi previsti per il 2021 ammontano infatti a 9’287’000 franchi. Ad esempio, per la Città di Bellinzona, l'anno prossimo è prevista una spesa di 7,7 milioni, ovvero il 35% in più rispetto al 2019. In generale, «sono sforzi importanti e onerosi», ma frutto «di una politica chiara e lungimirante: miope sarebbe stata quella politica che non avrebbe sfruttato adesso questa occasione», ha affermato il municipale, riferendosi all'apertura della galleria di base del Monte Ceneri. «Questi costi dovranno però avere un riscontro nell’utenza, così da essere giustificati a livello finanziario. Riteniamo che sia una scommessa che si può vincere, ma sta poi alla politica e alla cittadinanza rendersi conto dell’importanza di questa offerta e utilizzarla».

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