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Il vicesindaco Bersani e il sindaco Branda durante la conferenza stampa odierna (Ti-Press/Crinari)
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23.09.2020 - 13:04
Aggiornamento: 21:33

Sorpassi: grosse lacune, ma niente comportamenti di rilevanza penale

Il Municipio di Bellinzona svela i risultati degli audit: Paglia rimane sospeso. I dicasteri saranno riorganizzati.

Non emerge nulla che faccia pensare ad azioni o comportamenti di rilevanza penale, ma sono confermati i grossi problemi organizzativi e di gestione all'intero del Settore opere pubbliche (Sop). Ciò in attesa dell'esito dell'inchiesta disciplinare/amministrativa volta a far luce sulle singole responsabilità di progettisti, architetti e dei vertici del Sop, il direttore Fabio Gervasoni - immediatamente sospeso dal Municipio lo scorso aprile - e il capodicastero Opere pubbliche e ambiente Christian Paglia, autosospesosi dalla conduzione del Sop. Paglia che alla luce degli audit (uno interno e uno esterno) è stato sfiduciato dai suoi colleghi di Esecutivo: il municipale del Plr rimarrà infatti sospeso, limitandosi a dirigere il settore Servizi urbani. A quasi cinque mesi dalla notizia che aveva scosso la Capitale, arrivano i risultati dei tanto attesi audit (uno esterno e uno interno) effettuati al fine di fare chiarezza sugli importanti sorpassi di spesa in tre cantieri comunali. 

«Solo una parte delle opere supplementari sono state deliberate con decisione dell'Esecutivo – ha affermato Branda durante la conferenza stampa, aggiungendo che molti via libera sono stati dati sul cantiere senza il necessario avvallo –. I costi non corrispondono a quanto deciso inizialmente. La realizzazione delle opere diverge sul piano quantitativo e qualitativo dai progetti rispetto a quello che è stato il mandato iniziale, a quello che il Municipio si era immaginato». Una premessa che precede l'assunzione di responsabilità da parte dell'intero organo esecutivo: «La responsabilità politica è nostra, che abbiamo il compito di vigliare sui lavori». Tra gli errori ammessi dall'Esecutivo anche il mancato rispetto della Legge sulle commesse pubbliche, in particolare sull’utilizzo della procedura a incarico diretto ed estensione di mandato. Tuttavia, ha aggiunto il sindaco, non erano state segnalate situazioni problematiche alle quali dedicare maggiore attenzione. «Ci è capitato più volte di chiedere se era tutto a posto, ma abbiamo sempre ricevuto delle rassicurazioni». Sarà la Sezione degli enti locali (Sel), alla quale saranno inviati i risultati dei due audit più quello dell'inchiesta disciplinare/amministrativa, a decidere se adottare provvedimenti nei confronti dei membri del Municipio. In questo modo, ha detto il vicesindaco Andrea Bersani, l'intero Esecutivo, e non solo Christian Paglia, si mette in discussione. Alla luce dei due rapporti, il Municipio ha già definito misure per migliorare la situazione: con la nuova legislatura saranno riattribuiti i dicasteri. Sarà inoltre avviata una valutazione sulla riorganizzazione del Settore opere pubbliche e ambiente. In questo senso si ipotizza di creare un dicastero competente unicamente per il Sop (con il settore Servizi urbani e ambiente attribuiti a un altro dicastero). 

Cosa dicono gli audit

Nella sua relazione, il gruppo d’Oltralpe Bänzinger und Parnter Ag (autore dell’audit esterno) evidenzia come alcune risoluzioni municipali per investimenti di crediti in delega - per incarichi diretti di mandato o per supplementi di onorario/costi - siano state a più riprese presentate dal Sop e accettate dall’Esecutivo. Se attentamente analizzate - si legge in uno dei passaggi degli audit reso pubblico dal Municipio - tali richieste (...) avrebbero potuto rappresentare dei segnali d’allarme e portare ad una revisione approfondita degli investimenti e progetti prima di quanto avvenuto”. E ancora: “Nonostante sia evidente come sia di primaria responsabilità del Direttore di settore portare all’attenzione del Municipio proposte di risoluzione e/o messaggi municipali muniti di una chiara ed univoca contestualizzazione (sia finanziaria che operativa), è giusto sottolineare come il capodicastero e/o, a dipendenza della struttura organizzativa e della ripartizione interna dei compiti, altri membri dell’Esecutivo, abbiano dato prova di una certa acriticità nel presentare e accettare le risoluzioni municipali proposte dal direttore del Sop senza metterne in discussione il contenuto. Si potrebbe ipotizzare come un comportamento acritico e benevolo dei responsabili politici possa indurre i collaboratori nella legittima convinzione che il loro modo di agire sia avallato”. 

Tenendo in considerazione le tre opere, il superamento ammonta a circa 4,8 milioni. Un costo maggiore che ha fatto lievitare il totale degli investimenti per i tre oggetti da 17,05 a 21,9 milioni. Nel giugno 2018 il Municipio era stato informato dal Dop di un problema riguardante il costo del Policentro (cantiere nel frattempo ultimato) e oratorio di Giubiasco (lavori avviati nella primavera 2017 e bloccati a fine aprile) ed era stata annunciata la possibilità di un sorpasso di spesa entro il 10%, cifra oltre la quale la Legge organica comunale indica la necessità di chiedere al legislativo un credito supplementare; il mese successivo, insieme a Paglia e Gervasoni il sindaco aveva informato le commissioni Gestione ed Edilizia. La 'bomba' scoppia un anno e mezzo dopo. Fino al 20 febbraio 2020 l’esecutivo afferma di non aver piu ricevuto aggiornamenti in tal senso. Tuttavia nessuno si è attivato per sollecitarne. 

I tre cantieri 

In merito al Policentro, ammonta a 6,04 milioni il totale dei lavori coperti da decisione municipale, mentre sono pari a 1,11 milioni le opere supplementari (ad esempio arredi e mobilio interno, adeguamenti a impianti elettrici e diverse opere esterne) eseguite senza il consenso dell'Esecutivo. Tra le criticità elencate negli audit, il fatto che la direzione dei lavori non abbia sufficientemente reso attento il committente sulle necessità di un credito supplementare, se non quando i costi erano lievitati oltre il 10%. Sul caso dell'oratorio, le criticità riguardano i ritardi nell'avanzamento del cantiere senza aggiornamento del programma dei lavori, i ritardi ripetuti nelle prestazioni dei professionisti e imprese, il ritmo di delibera insufficiente, il maggior costo derivante dalla modifica del progetto (relativo alle opere Minergie) non quantificato tempestivamente e non sottoposto al committente e la decisione di demolizione e rifacimento del blocco 2 dell'edificio con l'indicazione al Municipio che i costi sarebbero stati contenuti nella soglia del 10% del credito. Critiche anche all'operato dell'architetto. Emerge inoltre che l'informazione al Municipio è stata lacunosa e senza contestualizzazioni, spesso giunte in ritardo. All'Esecutivo era poi stato comunicato che il sorpasso sarebbe stato solo del 10%, poi salito al 29%, pari a una spesa maggiore di 2,32 milioni. 

Anche per i lavori allo stadio, le critiche si fondano sulle decisioni di modifica del progetto senza il coinvolgimento del Municipio. Si aggiunge la scarsa pianificazione degli interventi sul terreno del campo A con necessità di opere complementari non previste nel progetto originario. In generale, è stata rilevata una gestione approssimativa del progetto. I lavori sono stati coperti da decisione municipali per 2,711 milioni, mentre le spese senza il consenso dell'Esecutivo ammontano a 1'757 milioni. Nel progetto approvato dal Municipio e poi votato dal Consiglio comunale, non era compresa la realizzazione degli spalti est, il passaggio tra campo A e campo B, l'ampliamento dell'angolo sud-est e la costruzione della rampa di accesso. Nell'edizione della 'Regione' del 2 maggio, l'architetto che ha progettato e diretto i lavori - il quale affermava che gli incontri con il direttore del Dop avvenivano ogni settimana - poneva l'accento sulla necessità di concludere in tempi celeri (in tempo per l'edizione 2019 del Galà dei Castelli). Una fretta che non avrebbe consentito agli addetti ai lavori di prevedere alcuni imprevisti (in particolare lo strato compatto di limo trovato sotto la vecchia pista d'atletica). 

Christian Paglia: 'Non ritengo  di dovermi dimettere'

«Non ritengo di dovermi dimettere, ho lavorato in buona fede e non sono stati rubati dei soldi». Sospeso fino al termine delle legislatura dalla conduzione delle Opere pubbliche, Christian Paglia spiega alla 'Regione' di assumersi la responsabilità per non aver fatto controllare con sufficiente attenzione l’andamento dei costi nell’ambito dei progetti pubblici che hanno accumulato importanti disavanzi, e in particolare il progetto dello stadio. «Mi assumo anche la responsabilità di non aver fatto rallentare il livello degli investimenti del 2018 e del 2019. Bisogna infatti sottolineare che rispetto alle richieste che giungevano, il settore era sottodimensionato dal punto di vista delle risorse umane, come d’altronde ha rilevato l’audit esterno», spiega Paglia che respinge alcune critiche conclusive degli audit relative all’organizzazione del Settore.«Siamo sempre stati abituati a un certo carico di lavoro ma nel periodo post aggregativo il livello era superiore alle nostre risorse. Non a caso abbiamo conferito diversi mandati esterni a direzione lavori e progettisti per poter avere una migliore supervisione sui progetti. In questi quasi 10 anni ho sempre informato il Municipio in buona fede e con correttezza in base alle informazioni di cui disponevo», sottolinea Paglia, che infine aggiunge: «Ci tengo a ricordare che i soldi spesi in più rispetto ai progetti iniziali non sono stati rubati, bensì – se il Consiglio comunale vorrà completare alcune opere – andranno a favore dei cittadini che avranno a disposizione strutture funzionali».

Le reazioni: 'Si faccia da parte'

“Il Plr di Bellinzona intende avviare una serie di riflessioni interne sulle conseguenze politiche di quanto emerso”. Prende posizione ma non decide per ora nulla la Sezione liberale radicale cittadina, che in comunicato esprime soddisfazione “per l’esercizio di trasparenza operato dal Municipio, per nulla scontato”. L’Esecutivo, viene ricordato, si è assunto collegialmente la responsabilità politica di quanto accaduto, rimettendosi anche alle valutazioni della Sel. Vengono salutate positivamente anche i correttivi annunciati. Per quanto riguarda però l'assunzione di responsabilità, il Plr ricorda che bisogna attendere il termine dell’inchiesta amministrativa (verosimilmente a metà ottobre). 

La locale sezione del Ppd chiede per contro le dimissioni del municipale Plr. "Può Christian Paglia rimanere al suo posto malgrado l’atto di sfiducia pronunciato dai suoi colleghi?”. No per il Ppd: “la situazione suggerirebbe al Municipale di considerare un chiaro passo indietro. Può il Plrt cittadino, in assenza delle dimissioni del suo Municipale, permettersi di lasciare l’intera compagine municipale “sotto schiaffo” dei cittadini e del Consiglio comunale in questo scorcio pre-elettorale di fine legislatura?”. La posizione del Ppd trova allineata la Lega: «Gli errori commessi sono tanti e, oltre a coinvolgere il municipale e il direttore del dicastero, cadono anche sul sindaco quale capo dell'esecutivo comunale», afferma alla 'Regione' il presidente sezionale Sacha Gobbi, il quale non ha dubbi sulla posizione di Paglia: «È opportuno che faccia un passo indietro. Il suo partito non ha dimostrato di sostenerlo in questi mesi, i colleghi di Municipio lo hanno delegittimato a tal punto da non coinvolgerlo nella conferenza stampa. Ci si chiede che cosa stia lì a fare (ancora per sette mesi) senza neppure la conduzione di un dicastero. Le sue dimissioni permetterebbero invece a un subentrante di diventare municipale a pieno titolo». Gobbi espone poi il suo giudizio in merito alla presa di posizione del Plr: «Esprimere soddisfazione per l'esercizio di trasparenza operato dal Municipio va bene, ma qui ci sono 5 milioni di sorpasso, un municipale e un direttore Plr sospesi. I cittadini esigono delle risposte puntuali su questi fatti».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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