liceo-di-bellinzona-e-lockdown-ora-parlano-i-docenti
Liceo di Bellinzona, aula di informatica aperta per chi si è trovato in difficoltà con il computer a casa (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Grigioni
8 min

Gara podistica e camminata popolare a Rossa

Appuntamento per domenica tre luglio sul meraviglioso fondovalle della Val Calanca
Bellinzonese
20 min

Inaugurato Il Larice a Leontica

Il punto d’incontro ha come obiettivo quello di mantenere e possibilmente sviluppare il contesto socio-economico e culturale del paese
Gallery
Mendrisiotto
31 min

Vacallo, il torneo Streetball gialloverde è stato un successo

Sport, festa e solidarietà alla manifestazione di giugno della Sav. Il ricavato è andato a favore del movimento giovanile
Luganese
35 min

Rombano le Harley e le strade sono tutte (o quasi) loro

Da giovedì 30 giugno a domenica 3 luglio Lugano sarà letteralmente invasa dalle mitiche due-ruote. Evento che comporterà qualche cambiamento viario.
Luganese
55 min

Incontro con Fabiano Alborghetti e il suo ‘Corpuscoli di Krause’

Nell’ambito del progetto Chilometro zero alla Biblioteca cantonale di Lugano incontro venerdì 1° luglio
Mendrisiotto
56 min

Tiro obbligatorio alla Rovagina a Morbio Superiore

Appuntamento il 6 luglio prossimo per i tiratori con la pistola a 25 metri e il fucile a 300 metri
Luganese
1 ora

Presidio di protesta per la Conferenza sull’Ucraina

Per una ricostruzione democratica, indipendente, pluralista e sociale! È lo slogan scelto dal Movimento per il socialismo.
Luganese
1 ora

Zest e Lfg Holding danno vita a un gruppo da 2,5 miliardi

Le due società metteranno le proprie attività di asset management al servizio della clientela privata e istituzionale
Luganese
1 ora

La Funicolare Monte Brè aggiunge corse serali e offerta

Per tutto luglio e agosto, nelle serate di venerdì e sabato, si potrà usufruirne sino alle 23. Fra le novità anche nuovi itinerari.
Luganese
1 ora

Il summit per l’Ucraina muta anche l’accesso al Lido di Lugano

L’entrata sarà possibile esclusivamente da via Lido essendo l’accesso su via Foce chiuso poiché a ridosso della zona rossa
Mendrisiotto
2 ore

La piazza a lago di Riva San Vitale fa spazio alla festa

In programma una ‘tre giorni’ di musica e specialità gastronomiche organizzata dalla società del Riva Basket
Ticino
3 ore

Su imposta di circolazione e riforma Arp si voterà il 30 ottobre

Il Consiglio di Stato ha fissato la data delle urne. Al voto anche l’inclusione dei disabili e il riconoscimento della lingua dei segni italiana
Ticino
4 ore

Panne al San Gottardo, quaranta i treni cancellati

Il guasto che stamane ha paralizzato il traffico ferroviario da e per il Ticino ha costretto alla soppressione di 30 convogli merci e 10 passeggeri
Mendrisiotto
4 ore

Cinema sotto le stelle al Lido di Riva San Vitale

In programma tra luglio e la metà di agosto cinque appuntamenti con il grande schermo open air
Locarnese
5 ore

Morto a Solduno, autopsia svolta: servono esami tossicologici

Proseguono le indagini sul cadavere rinvenuto il 23 giugno. Stando agli elementi raccolti si tratta di un 24enne svizzero domiciliato nella regione
Ticino
5 ore

‘Maltempo, passato il primo fronte. Ma l’allerta non finisce’

Nel pomeriggio previste nuove precipitazioni, anche abbondanti. E tra giovedì e venerdì in arrivo un’altra grossa perturbazione
Bellinzonese
5 ore

Rinviato al 2 luglio il concerto dei Manupia ad Arbedo

L’esibizione alla Spiaggetta di Arbedo-Castione è stata rinviata causa maltempo
Mendrisiotto
6 ore

Paolo Sauvain alla testa della Fondazione Monte Generoso

Cambio della guardia all’interno del Consiglio dopo le dimissioni del già presidente Riccardo Rossi e di altri tre membri
Ticino
6 ore

Pioggia e grandine spazzano le strade: diversi tratti chiusi

Caduta di alberi segnalate in Gambarogno e a Monte Carasso. E a Riazzino allagato il sottopassaggio delle Ffs
Bellinzonese
6 ore

Tunnel del Gottardo chiuso per un veicolo in avaria

Lo segnala il Tcs su Twitter
Mendrisiotto
7 ore

Mendrisio è divenuta la casa di settanta profughi ucraini

Il Municipio restituisce il quadro della situazione. Oltre duecento gli alloggi messi a disposizione; sedici i bambini scolarizzati
Ticino
7 ore

Ukraine Recovery Conference, ecco un sito e una helpline

Attivati dalla Polizia, il loro scopo è quello di migliorare la comunicazione, con lo scopo di assicurare e mantenere i servizi di sicurezza
Ticino
7 ore

Ripresa la circolazione dei treni sulla linea del Gottardo

Risolto il problema che alle prime ore di stamane aveva provocato la paralisi dei convogli da e per il Ticino
Ticino
9 ore

Piogge torrenziali, grandine e forte vento sul Ticino

Allarme di intensità ‘rossa’ per le prossime ore in alcune regioni a ridosso del confine con l’Italia
Bellinzonese
9 ore

Il temporale lascia ‘muto’ internet a Gudo

Ha provocato qualche disagio il fronte di maltempo che nella notte ha attraversato il nostro cantone
Ticino
9 ore

Guasto tecnico alla linea Flüelen-Biasca, treni soppressi

Interrotto fino almeno a mezzogiorno il traffico ferroviario da e per il Ticino lungo il Gottardo. Mattinata di perturbazioni
Luganese
11 ore

Lidi e piscine nel Sottoceneri: dov’è l’acqua più ‘salata’?

Famiglie, persone in Avs, studenti: quanto pagano per una giornata di tuffi? Dall’economica Riva San Vitale alla chic Riva Caccia, viaggio fra le tariffe
Ticino
11 ore

‘Due milioni di franchi per proteggere gli allevamenti dal lupo’

Li chiede al Cantone una mozione di Gardenghi (Verdi), firmata anche dal Ps. Donati (Protezione dai grandi predatori): ‘Non servono soldi, ma meno lupi’
Bellinzonese
11 ore

Ricca offerta culturale del Centro Pro Natura Lucomagno

La rinnovata infrastruttura di Acquacalda proporrà delle escursioni guidate nella regione e delle colonie estive
Locarnese
18 ore

Quasi 6mila franchi, il debito pro capite della Città di Locarno

Il Consiglio comunale ha approvato il consuntivo 2021: pesante deficit di 5’428’560 franchi e capitale proprio abbassato da 11,3 a circa 5,8 milioni.
Bellinzonese
21 ore

Manupia in concerto alla Spiaggetta di Arbedo-Castione

La collaudata coverband ticinese si esibirà alle 21
Locarnese
22 ore

Formazza-Rovana, sul confine i lupi uccidono un vitello

All’alpe di Cravariola azzannato a morte un bovino. I cani mettono in fuga i due predatori. Anche il vescovo emerito da Mogno difende la pastorizia
Ticino
22 ore

Polizia unica, Dafond in commissione: demolendo non si migliora

Il presidente dell’Associazione comuni (Act) in audizione alla ‘Giustizia e diritti’ ribadisce: ‘Prossimità, le polcomunali hanno un ruolo fondamentale’
Bellinzonese
22 ore

Abusò del figlio e di altri bambini, 4 anni e 6 mesi di carcere

Condannato un uomo sulla settantina: tra le mura di casa ha approfittato di una dozzina di ragazzini, la maggior parte durante sedute di massaggi
Bellinzonese
22 ore

Porte aperte al Teatro Sociale di Bellinzona

Durante l’estate, per cinque sabati, in concomitanza con il mercato cittadino, sarà possibile visitare la struttura dalle 10 alle 13
Bellinzonese
22 ore

Per valorizzare le ‘Ville’ della Val Malvaglia

Il Cantone ha promosso un incontro con le autorità federali in modo da assicurare le opere di recupero e trasformazione della regione
Locarnese
23 ore

Il BaseCamp 2022 del Festival si terrà alle Elementari di Losone

Il Comune ha confermato che l’Istituto scolastico accoglierà dal 3 al 13 agosto i giovani che nel 2019 e nel 2021 si erano ritrovati all’ex caserma
Bellinzonese
23 ore

Introduzione dei 30 km/h sulla strada principale a Daro

Il progetto, in pubblicazione fino al 29 agosto, ha lo scopo di migliorare la sicurezza dei pedoni e in particolare del percorso casa-scuola
laR
 
21.07.2020 - 05:55

Liceo di Bellinzona e lockdown: ora parlano i docenti

Dopo le recenti critiche, il sondaggio degli studenti e l’opinione del Sisa, oggi alcuni insegnanti raccontano la loro esperienza d’insegnamento a distanza

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

Come hanno reagito i docenti del Liceo di Bellinzona all’inizio e durante i tre mesi di lockdown? Davvero un buon numero non si è applicato nell’insegnamento a distanza, come sostengono i genitori intervistati dalla ‘Regione’ il 6 luglio? Immaginando altri futuri periodi di scuola non in presenza, è giusto esigere dai ‘prof’ e dal sistema scolastico in generale – come emerge dalle richieste conclusive di un sondaggio cui hanno partecipato 442 studenti sui circa 700 iscritti al LiBe e di cui abbiamo riferito il 9 luglio – più omogeneità nel metodo, più supporto emotivo e vicinanza tramite contatti regolari con i singoli e con la classe, più chiarezza e concretezza, nonché più coinvolgimento per gli aspetti relativi al buon funzionamento della scuola? I nostri servizi, specialmente il primo, hanno innescato la reazione di alcuni insegnanti che hanno voluto sottoporre alla redazione il loro punto di vista. Come abbiamo potuto verificare per taluni di essi, e come traspare dalle testimonianze, il loro atteggiamento è stato esemplare. Si sono rimboccati le maniche, hanno speso ore e risorse, oltre a quelle loro normalmente richieste, per affrontare una sfida affatto facile nel contesto generale di una crisi che ha colto tutti impreparati. 

‘Tante difficoltà, ma la scuola si è mossa rapidamente’

Partendo dalla contestazione principale – ossia un insegnamento a distanza ridotto ai minimi termini che ha trasformato l’allievo in autodidatta – riassume il quadro una insegnante che afferma di «non giustificare a priori qualsiasi comportamento. Ma credo che sia inopportuno cercare o indicare ‘colpevoli’ di inadempienze. Essendo i docenti delle persone, il momento ha comportato reazioni diversissime, connesse in questo caso non solo con il carattere o lo stile d’insegnamento individuali, ma anche con problemi (di salute, dovuti all’alto stress emotivo; ma anche situazioni familiari complicate, o difficoltà nell’uso dei mezzi informatici…) che si sono sovrapposti alla situazione già in sé complessa». Le difficoltà «che tutti abbiamo dovuto affrontare sono state molte e impegnative; è certamente possibile che alcuni non siano riusciti a essere attivi ed efficaci nel loro lavoro e bisogna capire perché. Ma mi ha sconcertata l’affermazione del genitore, secondo cui sarebbe scandaloso che anche i docenti che hanno fatto poco o niente abbiano ottenuto il loro stipendio. Ciò che è utile sapere oggi, invece, è che la scuola si è mossa rapidamente, che è riuscita a portare a termine l’anno scolastico e che sta verificando quali correttivi saranno necessari a settembre sia per consolidare ciò che è stato affrontato con la didattica a distanza, sia per sostenere chi negli scorsi mesi non è riuscito a reinventarsi (o, tra gli allievi, a seguire), nel caso sciagurato si dovesse tornare a quella modalità».

'Ci siamo inventati registi e animatori di piattaforme'

Entrando negli aspetti pratici, un altro collega spiega che «nel giro di poche settimane ci siamo improvvisati montatori di filmati, di lezioni interattive online, registi, animatori di piattaforme. Si sono creati proficui scambi tra docenti più esperti che hanno dato una mano a quelli meno pratici di informatica. La maggior parte ha dato anima e corpo per fare il meglio che poteva. È stato tutto perfetto? No! Io stesso, che ho una certa dimestichezza con i mezzi informatici, ho avuto qua e là qualche problema tecnico, e mi sono pure scusato con gli studenti: a volte si prepara tutto per bene, e poi quando ci si trova con la classe gli ascolti non partono, la condivisione dello schermo dà problemi, e così via. Ma noi docenti abbiamo imparato molte cose nuove e abbiamo investito molte ore aggiuntive per garantire agli studenti una formazione adeguata e diversificata in questa situazione d’emergenza».

Reinventare da zero le lezioni

Più nel dettaglio, l’insegnante d’inglese Monica Pronzini descrive passo passo il proprio approccio: «Il giorno dopo la chiusura delle scuole – attacca – mi sono messa a tavolino per poter utilizzare tutte le modalità che la piattaforma Moodle (quella indicata dall’autorità scolastica come mezzo da utilizzare in questo periodo) poteva offrire: non mi vergogno a dire che ho impiegato una settimana a prendere una buona familiarità con il mezzo e le varie modalità provando e riprovando fino al successo. Già durante questo periodo ho dovuto creare un ‘ponte’ tra le lezioni rimaste a metà, concepite per essere svolte in presenza, e quelle online, più personali e private, senza la possibilità di un’interazione diretta». Dopo questo periodo – prosegue Monica Pronzini – si è trattato di reinventare le modalità ‘lezione’ da zero: «Come creare del materiale chiaro, che lo studente potesse ricevere, risolvere e controllare con una minore presenza di compagni e docente? Come implementare la parte orale e uditiva della lingua nonostante non ci sia una lezione frontale? Come creare del materiale più interessante che potesse spronare lo studente a lavorare anche senza il docente alle spalle?». La docente risponde ai propri interrogativi evidenziando la complessità nel preparare lezioni, correggere temi e lavori in modalità elettronica, creare da zero attività interattive su Moodle, cercare video adeguati e condividerli. Il tutto impiegando più ore di quelle retribuite.

Oltre alle videolezioni altre valide modalità

Monica Pronzini aggiunge poi di essere fra quei docenti che non hanno proposto lezioni video, «primariamente per il fatto che al momento della chiusura della scuola mi sono trovata con un computer senza videocamera e i negozi di tali prodotti chiusi». Tuttavia, evidenzia, «oltre alla videolezione esistono altre modalità di contatto con gli studenti, primariamente i ‘forum’ su Moodle che permettono sia una discussione di temi legati alla lezione, sia di messaggi e domande dirette al docente». Al termine dell’anno scolastico ha quindi proposto una piccola inchiesta ai suoi studenti: alla domanda ‘Ti sono mancate le lezioni su Teams?’ la risposta è stata sì 25%, un po’ 43%, no 32%. E quando il questionario chiedeva il perché della risposta, «idee ricorrenti, a sfavore, erano “gli orari fissi delle lezioni online interrompevano la mia nuova routine”, “a volte lavorando da solo mi sono accorto che in poco tempo riuscivo ad apprendere di più che con un’ora di video lezione”; e, a favore, “ho apprezzato le lezioni online più per motivi sociali e di contatto umano che per necessità didattica in quel momento”. Non sono mancate certo le risposte più critiche, ma erano in numero minore». E ancora: alla domanda ‘La comunicazione docente-allievo è stata efficace?’ le risposte sono state sì nel 100% dei casi. «Nel mio confronto con altri colleghi – annota poi Monica Pronzini – ho ‘invidiato’ chi è riuscito persino ad aprire un canale YouTube per gli allievi, chi ha creato presentazioni PowerPoint integrando spiegazioni, o ha svolto attività di una creatività che ha solo potuto aumentare la mia ammirazione e fiducia nelle risorse del corpo docenti: insomma, non credo di rappresentare l’eccezione, ma piuttosto la norma tra i docenti del Liceo di Bellinzona». In definitiva, conclude Monica Pronzini, «non mancherà sicuramente il genitore o l’allievo arrabbiato, o un collega più assente, e sicuramente non sono mancati allievi molto assenti o delusi. Ma questo accade ogni anno, con o senza Covid-19. Purtroppo spesso quando lo studente riesce bene è convinto che il merito sia tutto suo, quando invece ottiene risultati scarsi la colpa è del docente».

'Non si confonda vocazione con professione'


L’insegnante di italiano Simone Bionda si sofferma sulle critiche mosse dai genitori intervistati dalla ‘Regione’: «Mi sembra ingenerosa verso i numerosi insegnanti che in questo difficile periodo hanno lavorato in condizioni precarie, in contesti familiari spesso complicati (anche i docenti possono essere genitori), senza adeguate strutture logistiche e tecniche (si è pensato giustamente agli allievi, ma chi ha pensato ai docenti? Taluni hanno quasi duecento allievi). Inoltre anche gli insegnanti a volte si ammalano di Covid-19. E di Covid-19 si può morire». Simone Bionda si chiede quindi perché ai docente, da parte della società tutta, non venga riconosciuto il ruolo di lavoratori alla stessa stregua degli scalpellini, avvocati, medici, giornalisti: «Troppo spesso, anche da parte del datore, si fatica a concepire il lavoro di un docente come una professione, sostituendolo con il concetto vago e fuorviante di vocazione. Anche insegnare è un mestiere. Che poi alcuni di noi, pochi, non abbiano fatto quel che andava fatto, o che il Decs ha chiesto di fare, benché obiettivamente criticabile rientra nella debolezza della natura umana: sarà successo anche in altri settori professionali». Quanto alle piattaforme Moodle e Teams, annota Simone Bionda, «funzionano bene o male a seconda delle materie, che non sono tutte uguali: la video-lezione non è sempre il modo migliore per insegnare a distanza e ci sono allievi i quali mi hanno confidato che non avrebbero retto se tutti avessero fatto capo in modo sistematico alle video-lezioni. Inoltre, se mancano gli apparecchi adeguati (oltre al computer anche telecamere, scanner, stampanti, programmi ad hoc, ecc...) queste piattaforme non servono a nulla. Peraltro non è scontato e finora neppure obbligatorio che tutti i docenti dispongano, a casa, di questo armamentario». Infatti spesso utilizzano le apparecchiature in dotazione negli istituti, poiché lavorano per lo più in sede, «e non è improbabile che i docenti, fra le mura domestiche, li debbano condividere con moglie e figli. Da questo punto di vista il settore privato (alludo a lavori d'ufficio, ma anche alle Università) è nettamente più avanti e anche qui c'è margine di miglioramento».

Strumenti inadeguati e proposte alternative inascoltate

Danilo Boggini, insegnante di letteratura italiana, esordisce con una riflessione che ci proietta nel fulcro della questione: «Essendo una delle condizioni più importanti quella del dialogo con la classe, c’è da chiedersi se la tecnologia messaci a disposizione sia stata all’altezza. Non credo. Teams a lungo ha consentito di vedere contemporaneamente soltanto quattro degli allievi collegati (quando generalmente il loro numero per classe supera la ventina) e la qualità video e audio a tratti lasciava a desiderare. Inoltre, proprio a causa di questi limiti, spesso mi è capitato di dovermi confrontare con una classe quasi silente e con videocamere che il sistema stesso aveva scollegato per evitare un sovraccarico di rete. Uno strumento quindi inadeguato per la scuola. Quale alternativa ho proposto Zoom, ma sono rimasto inascoltato. Senza contare poi che Teams è risultato operativo solo dopo alcune settimane. Ciò può spiegare l’impressione di immobilismo avuta dall’esterno». Anche la disponibilità privata di computer ha creato qualche grattacapo: «Adeguata in periodi normali, ma non durante l’emergenza. A casa ci siamo ritrovati con due computer - di cui uno sprovvisto di videocamera - a disposizione per me, per mia moglie che lavora e per i tre figli che frequentano la scuola. Il mio negoziante di fiducia non aveva più videocamere a disposizione, idem il grande distributore cui mi sono rivolto in seconda battuta. In analoghe situazioni si sono trovati altri colleghi che hanno dal canto loro preferito recarsi in sede per garantire le riunioni scolastiche ordinarie». Quale alternativa «ho comprato a mie spese un programma di editore testi con cui ho registrato delle lezioni corredate di testi e immagini; ciò che nel bilancio finale degli allievi è stato apprezzato, poiché in tal modo essi potevano seguire le mie lezioni in qualsiasi momento della giornata, potendo riascoltare ciò che in prima battuta non avevano capito perfettamente. A ogni video seguiva una lezione che aveva lo scopo di illustrarlo ulteriormente». Oltre a questo, «sin nei primi giorni di chiusura ho caricato sulla piattaforma tutto il programma valido fino a giugno, con l’indicazione di leggere di volta in volta un certo numero di testi: in tal modo credo di essere riuscito a garantire lo svolgimento del programma scolastico, con qualche doveroso sacrificio d’ordine quantitativo». Più in generale, aggiunge Danilo Boggini, criticabili sono la decisione adottata in aprile dal Decs, nonché la modalità di comunicazione, relativa alle note di fine anno, che non sarebbero state peggiorate ma semmai solo migliorate: «Questo può in effetti aver disincentivato qualche studente e qualche insegnante». Pure lacunoso il confronto, cammin facendo, fra docenti: «Non avendo il Decs e la Direzione d’istituto creato occasioni per esporre le rispettive esperienze avviate nell’insegnamento a distanza, solo a metà giugno ho potuto prendere atto di iniziative lodevoli di colleghi che io stesso avrei potuto seguire, se ne fossi stato a conoscenza».

All'incontro finale la presenza era facoltativa

Quasi tutti i nostri interlocutori correggono infine il tiro laddove i genitori hanno lamentato la presenza di pochissimi docenti, accanto a quello di classe, nell’ultimo incontro in presenza a scuola verso metà giugno: la presenza era in realtà facoltativa (compatibilmente con altri impegni concomitanti) e competente a raccogliere le impressioni della classe era appunto il docente responsabile.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved