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Bellinzonese
27.05.2020 - 12:180
Aggiornamento : 19:44

Incendio in via Pometta: officina senza licenza edilizia

Il Municipio di Bellinzona risponde ai vicini che chiedevano interventi. Ordinato il ripristino generale del fondo

Il Municipio di Bellinzona ha emanato un nuovo ordine di ripristino generale del fondo in via Pometta, dove lo scorso 26 aprile è divampato un incendio che ha devastato uno stabile adibito a magazzino di un'azienda di piastrelle. La decisione di “intervenire in modo ancora più incisivo” è stata comunicata anche in una lettera inviata al vicinato, in risposta alla richiesta di circa 30 residenti che chiedevano l'intervento dell'autorità comunale. “Siamo sempre stati determinati - e a maggior ragione lo siamo tutt’ora - a sfruttare ogni facoltà concessa dalle norme di diritto pubblico per ripristinare la sicurezza e il decoro dell’area", scrive il Municipio. Area che è vasta oltre 3'800 mq e ospita in totale sette edifici, il deposito dov’è divampato il rogo, un gommista, uno stabile amministrativo e due blocchi di appartamenti.

Una lunga serie di ricorsi e solleciti

La vicenda è stata affrontata anche in occasione della seduta di Consiglio comunale martedì sera. Il capodicastero Territorio e mobilità Simone Gianini ha risposto a nome del Municipio all’interpellanza presentata da Henrik Bang (Unità di Sinistra) precisando l’iter degli ultimi anni. Le verifiche effettuate nel 2016, ha spiegato Gianini, hanno permesso di constatare l’insediamento dell’officina per il cambio di gomme senza licenza edilizia, "né al beneficio di eventuali diritti acquisiti com’era invece il caso per altre attività su quel sedime, in alcuni casi esistenti da prima degli anni 50”, che ne impediscono la demolizione.

A quel punto il Municipio ha ordinato nei confronti della proprietaria l’inoltro di una domanda di costruzione a posteriori per verificare la conformità o meno con le norme materiali e in particolare con quelle ambientali (di competenza cantonale). Contro questa decisione è stato inoltrato un primo ricorso al Consiglio di Stato, il quale con sentenza del 29 novembre 2017 ha confermato quanto deciso dal Municipio. Dopo alcuni solleciti, il 2 luglio 2018 è stata formalmente intimata una prima diffida. Nel febbraio di quell’anno, dopo l’intervento della Polizia comunale a causa del cedimento del tetto all’edificio dietro l’officina, l’Esecutivo ha intimato un ordine di immediata messa in sicurezza di quello stabile e il rilascio di una licenza preliminare informativa per gli interventi di manutenzione delle strutture, in vista di un intervento di demolizione e/o di nuova edificazione, previo inoltro di una domanda di costruzione ordinaria.

Dopo diversi richiami (comprese due diffide formali), a settembre 2018 la proprietaria ha informato il Municipio dell’avvenuta disdetta del contratto d’affitto con il gommista, poi prorogato dall’Ufficio di conciliazione in materia di locazione. Ma non è finita qui: la stessa proprietaria ad aprile 2019 ha ricevuto il diniego della licenza preliminare informativa per la costruzione di una nuova edificazione residenziale con diverse richieste di deroga non conformi al Pr, confermata con sentenza del 16 maggio 2019 del Consiglio di Stato (lei aveva infatti inoltrato ricorso). E sempre ad aprile 2019 il Municipio ha intimato un primo ordine a ripristinare la situazione, rilasciando poi a settembre una licenza edilizia per la ricostruzione dei muri e del tetto crollato, nonché il tinteggio degli altri immobili. Questi ultimi lavori sarebbero dovuti iniziare a maggio 2020. Anche alla luce dell'incendio, il Municipio ha infine emanato un nuovo ordine di ripristino generale del fondo, accompagnato da misure cautelative e coercitive, dove necessario anche d'ufficio con spese a carico della proprietaria.

Intervenuti gli esperti del Cantone

Riguardo la preoccupazione del vicinato di aver respirato sostanze potenzialmente tossiche durante l’incendio, l’Esecutivo ha sottolineato che oltre allo spegnimento del fuoco e alla messa in sicurezza dell’area, sono intervenuti i servizi preposti, tra cui l’Ufficio cantonale della gestione dei rischi ambientali e del suolo (Ugras) che fa parte della Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo (Spaas). Lo smaltimento dei materiali residui è attualmente in corso.

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