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Ti-Press
05.03.2020 - 15:33

Il milite positivo lavora al Centro pacchi di Cadenazzo

Coronavirus: la Posta e le autorità sanitarie non hanno adottato misure per i 120 collaboratori, visto che i sintomi si sono presentati in caserma

C’è anche un collaboratore della Posta fra i 18 ticinesi risultati positivi al nuovo coronavirus Covid-19. Si tratta del milite dell’esercito impegnato nei giorni scorsi in un corso di ripetizione nella caserma bernese di Wangen an der Aare. Essendo le sue condizioni di salute abbastanza buone, ha nel frattempo potuto rientrare al proprio domicilio nel Bellinzonese. L’uomo è professionalmente impiegato al Centro smistamento pacchi di Cadenazzo e le verifiche svolte sui suoi contatti avuti nelle ultime settimane hanno potuto stabilire che il contagio sarebbe avvenuto durante una battuta di caccia bassa in Lombardia. Informata della situazione, la Posta non è rimasta con le mani in mano. «Il giovane – spiega alla ‘Regione’ il portavoce del gigante giallo Marco Scossa – si trovava a prestare servizio militare a Wangen nel momento in cui è risultato positivo al test. Siamo sollevati nell’apprendere che il suo stato di salute è stabile. In accordo col medico cantonale il collaboratore attualmente è a casa in isolamento. Deve attenersi alle disposizioni emanate dalle autorità sanitarie competenti e non può al momento riprendere a lavorare». Quanto al Centro pacchi di Cadenazzo, dove si contano circa 120 collaboratori distribuiti su tre turni giornalieri, «valutata la situazione, e accertato che il nostro collaboratore non ha lavorato dopo aver riscontrato i sintomi a Wangen, le autorità sanitarie non hanno adottato alcuna ulteriore misura». Nessuna quarantena quindi.

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