Bellinzonese
13.02.2020 - 18:180
Aggiornamento : 15.02.2020 - 10:59

Morobbia: il Tram stronca l'antenna Swisscom sul campanile

Secondo il Tribunale amministrativo cantonale l'impianto sarebbe in contrasto col carattere monumentale della chiesa di Sant'Antonio. Ricorso al Tf

Niente da fare per l’antenna di telefonia mobile che Swisscom intende posare sul campanile della chiesa di Sant’Antonio, in Val Morobbia. Valle, ricordiamo, notoriamente mal servita in questo ambito. Il Tribunale amministrativo cantonale ha infatti accolto il ricorso interposto da alcuni vicini annullando così la licenza edilizia rilasciata a suo tempo dal Municipio di Bellinzona. Il Tram ribalta insomma la decisione del Consiglio di Stato che nel marzo 2018 aveva respinto un primo ricorso contrario alla posa di un ripetitore (in realtà si tratterebbe di due scatolette, appena visibili nelle aperture del campanile, e non di una classica antenna). In precedenza un preavviso favorevole alla posa era giunto da Consiglio parrocchiale e Assemblea che avevano accettato la convenzione proposta dalla compagnia di telecomunicazioni. Un accoglimento motivato allora con la volontà di fare un buon servizio a beneficio di tutta la popolazione della valle.

Vincolo di conservazione del bene culturale protetto

Ma ora è il Tram a frenare, ritenendo l’impianto in contrasto con il carattere monumentale e con il vincolo di conservazione della chiesa parrocchiale dedicata ai santi Antonio e Abbondio, bene culturale protetto. Avendo Swisscom nel frattempo inoltrato ricorso al Tribunale federale – informa il Municipio di Bellinzona rispondendo a un’interpellanza del consigliere comunale Fabio Briccola – l’esecutivo cittadino afferma di non avere margine per intervenire oltre quanto già fatto, e meglio aver concesso la licenza (ora annullata) e aver già caldeggiato l’implementazione però osteggiata dai ricorrenti. Quanto all’intero territorio cittadino – annota ancora l'esecutivo – una variante di Piano regolatore che disciplini la posa delle antenne di telefonia mobile in tutti i quartieri sul modello già introdotto nell’ex Comune di Bellinzona prima dell’aggregazione “è già stato deciso e attualmente è al vaglio per esame preliminare dai servizi cantonali. Una volta ottenuto il preavviso verrà svolta la procedura d’informazione e partecipazione ai sensi della Legge sullo sviluppo territoriale e licenziato il messaggio di variante da sottoporre al legislativo”.

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