Bellinzonese
19.09.2019 - 12:500
Aggiornamento : 18:10

Radar a Camorino, Bersani scettico. Non il comandante

Il vicesindaco critica la scelta fatta dalla Polcom. Beltraminelli invece la motiva: 'Zona sensibile e velocità presa a 50-60 metri dal cartello'

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«Non ho alcuna difficoltà a dire che dal mio punto di vista quella posizione era infelice. Sì può insomma discutere sull’opportunità di posare il radar in quel punto, ancorché non vi sia nulla da discutere dal profilo del rispetto delle regole per le distanze dal cartello segnaletico». Interpellato dalla ‘Regione’, il vicesindaco di Bellinzona Andrea Bersani, capodicastero Sicurezza e Servizi industriali, si esprime sul controllo della velocità effettuato nei giorni scorsi dalla Polizia comunale a Camorino posando l’apparecchio rilevatore pochi metri prima dal cartello segnaletico che in direzione dello svincolo autostradale indica la fine del limite di 50 km/h. Scelta che sui social media ha immediatamente suscitato una valanga di critiche (poche quelle in difesa), compresa quella pubblicata dal ministro delle Istituzioni Norman Gobbi che ha messo in dubbio la reale volontà di fare prevenzione a vantaggio del cosiddetto ‘fare cassetta’. Su questo punto Bersani afferma di non gradire il modo di comunicare del consigliere di Stato: «Credo sia opportuno che a livello istituzionale si collabori e si discuta laddove vi siano divergenze. Farlo utilizzando i social media e cavalcando l’emotività del momento non mi sembra una via particolarmente indicata». In effetti Gobbi ha anche auspicato un approfondimento politico sul tema. Ma per quanto riguarda la repressione/prevenzione? «A livello personale – risponde Bersani – ripeto che fatico a capire la scelta fatta dalla Polcom. Semmai avrei posato il radar nella direzione opposta, ossia dopo l’entrata nel tratto con limite a 50 km/h». Municipio e Polcom faranno autocritica? «Sicuramente ci chineremo sull’accaduto per approfondire gli obiettivi che s’intendono raggiungere effettuando i controlli della velocità nei vari contesti stradali, dagli abitati alle zone più esterne. Non da ultimo ritengo che ancora una volta partendo dal caso di Camorino occorra adottare una linea coerente che valga per tutte le postazioni».

'Tratto sensibile da monitorare'

Quanto deciso e fatto lunedì dagli agenti della Polcom responsabili dei controlli di velocità viene difeso dal comandante Ivano Beltraminelli: «Va fatto notare – premette rispondendo alla 'Regione' – che chi è incappato nel radar è perché ha commesso un'infrazione». Già, gli contestiamo, ma in un punto molto vicino al cartello di fine 50 e dove non sembrano esserci zone sensibili per la circolazione e nemmeno pedoni. «Sbagliato», replica il comandante: «Fino a pochi anni fa il passaggio dai 50 agli 80 km/h era situato addirittura prima della rotonda, sul ponte della Morobbia, perché da lì in avanti c'erano pochi insediamenti. Col passare degli anni sono poi arrivate diverse attività commerciali, due stazioni di servizio con tanto di bar e farmacia, garage, qualche abitazione e il negozio Aldi. Perciò il passaggio 50-80 è stato spostato dopo il ponte sotto la ferrovia. A differenza di quanto molti possono credere, quel tratto conosce dunque delle situazioni sensibili che dobbiamo monitorare». Piazzare il radar in prossimità del cartello non è forse esagerato? «La scatola nera contenente il radar – risponde il comandante – era in realtà situata 20-30 metri prima del cartello e captava la velocità dei veicoli 30 metri prima. Ossia 50-60 metri prima del cartello. Tutto regolare dunque. Faccio inoltre notare che un terzo dei veicoli transitati superava il limite di 50 km/h. In tutto ben 160 le contravvenzioni registrate nell'arco di in un'ora».

Interpellato il Municipio di Bellinzona

"Impossibile intravedere un’attività di prevenzione, soprattutto se si considera il luogo in cui è stato posizionato il radar, ovvero una strada d’avvicinamento agli svincoli autostradali fuori dall'abitato e senza la presenza di pedoni". Con questa premessa il consigliere comunale leghista Manuel Donati interpella il Municipio di Bellinzona a proposito del radar che sta facendo discutere, ricordando che "in passato, sempre la Polcom, si era distinta per la facilità con cui approfittava delle manifestazioni per distribuire multe a raffica, mettendo a volte in difficoltà e in cattiva luce pure gli organizzatori". Donati pone pertanto all'Esecutivo una decine di domande chiedendo tra le altre cose quali problematiche siano state riscontrate in tempi recenti lungo quel tratto di strada per giustificare la posa del rilevatore di velocità. E sottolinea: "Il radar sembra posizionato troppo vicino al cartello stradale che indica la fine della riduzione di velocità. La legge che cosa dice? A quanti metri dalla fine della riduzione di velocità si può iniziare ad accelerare?"

Radar a Camorino from laRegione on Vimeo.

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