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Bellinzonese
22.07.2019 - 06:000
Aggiornamento : 09:06

Manca la licenza per l’antenna 5G di Pasquerio

Domanda di costruzione rimandata al mittente poiché incompleta. Il Municipio si è nel frattempo attivato per modificare il Piano regolatore

La domanda di costruzione è stata rimandata indietro dal Comune di Pollegio all’istante a causa di alcuni errori di forma e si attende ora che i documenti per la procedura di pubblicazione vengano nuovamente depositati in cancelleria. Ci riferiamo all’impianto Swisscom che ha fatto parlare di sé negli scorsi giorni a causa del malumore venutosi a creare nel nucleo di Pasquerio, dov’è apparsa la modina all’interno di un giardino privato: un’ubicazione che la compagnia telefonica è disposta a pagare caro. Come anticipato da tio.ch, per l’affitto dello spazio avrebbe offerto al proprietario del sedime 100mila franchi.

Se da una parte alcuni abitanti stanno valutando quali possibili passi intraprendere per opporsi alla posa dell’antenna tra le loro abitazioni, dall’altra – come sottolinea il sindaco John Mercoli da noi contattato – come in altri Comuni ticinesi anche il Municipio di Pollegio si sta muovendo con l’obiettivo di tutelare i cittadini dai possibili rischi di questa nuova tecnologia. «Abbiamo avviato l’iter per introdurre una modifica nel Piano regolatore per fare in modo di evitare l’installazione selvaggia e senza criteri sul territorio», spiega il sindaco. In pratica, una volta che sarà effettuato questo aggiornamento per ottenere la licenza l’istante che intende installare un impianto di telefonia dovrà dimostrare che la soluzione individuata sia l’unica plausibile. «Se l’antenna fosse prevista in mezzo alla campagna – continua Mercoli – non ci sarebbe stata questa sollevazione popolare, anche perché architettonicamente non sarebbe antiestetica come nel bel mezzo del nucleo, in una posizione che definirei infelice». Ma al di là dell’estetica, il sindaco ci confida di essere preoccupato per le possibili conseguenze dell’antenna sulla salute delle persone. Molti cittadini nel corso degli ultimi tempi hanno infatti espresso questo timore. Se non esiste uno studio che dimostri gli effetti dannosi di questa nuova tecnologia, «non ne esistono nemmeno che escludono possibili problemi per la popolazione. Visto che nessuno si prende la responsabilità, è mio dovere di sindaco tutelare le persone», sottolinea. Oltre alla modifica del Pr, il Municipio si è pure attivato contattando un legale per ottenere un parere sul da farsi, anche se essendo la posa di competenza federale appare per ora chiaro che il Comune abbia le mani legate.

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