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Bellinzonese
10.05.2019 - 16:480
Aggiornamento : 18:38

Teatro sociale in crisi: la Città deve sborsare 838mila franchi

Tra le misure urgenti per la stagione in corso, vengono fatti saltare il Festival Territori e altri appuntamenti in calendario

“Il Teatro sociale di Bellinzona si trova dinanzi a un bivio”. Inizia così il messaggio municipale che accompagna il Consuntivo 2018 dell’Ente autonomo Bellinzona Teatro: come preannunciato durante la presentazione del Consuntivo 2018 dei conti comunali, la Città è chiamata a mettere una pezza finanziaria per risollevare le sorti dello storico ritrovo culturale. Per riassumere, l’esecutivo propone di conferire all’Ente Teatro un mandato di prestazione (inizialmente di un solo anno) con un contributo di 520mila franchi – 140mila in più di quello precedente – e di concedere un contributo straordinario a fondo perso di quasi 318mila franchi per coprire i disavanzi registrati nel corso degli anni e ripristinare il capitale proprio a quota 101mila franchi.

Di fronte al bivio, il Municipio ha dunque deciso di prendere la strada dell’aumento del budget allo scopo di risollevare la situazione finanziaria “rivelatasi negli anni fragile e non adeguata” e in queste condizioni “non sostenibile in prospettiva”; l’alternativa sarebbe quella di un “progressivo declino dettato dal ridimensionamento della qualità e della varietà della programmazione” con conseguente perdita di prestigio sia per il Teatro sociale che per la città. Il ‘buco’ di 318mila franchi accumulato negli ultimi sei anni è “sostanzialmente legato a fattori straordinari relativi alla gestione antecedente la nascita dell’ente autonomo”, scrive il Municipio citando in particolare la problematica dell’imposta alla fonte e quella della gestione di alcune rassegne.

L’esecutivo precisa che la gestione ordinaria ha portato a disavanzi annui tra 10 e 30mila franchi. Di 65mila franchi è invece il disavanzo complesso dell’esercizio 2017-18, di cui circa la metà è dovuta a eventi non prevedibili, ovvero l’aumento del cambio franco-euro per l’ingaggio di compagnie non svizzere, lo stipendio del nuovo direttore tecnico, l’adeguamento dei premi a seguito del cambio di istituto di previdenza da parte della Città e un guasto all’impianto di raffreddamento. Se qualcuno pensasse che il Lac di Lugano abbia messo i bastoni tra le ruote al teatro bellinzonese, il Municipio è chiaro: “in Ticino il Lac ha assunto una posizione dominante, mentre il Teatro Sociale è diventato il polo alternativo al Lac e viene percepito sia in Ticino che nel resto della Svizzera come necessario e non subalterno ad esso”.

Al di là dell’aiuto finanziario, la Città elenca una serie di misure da mettere in atto per “mantenere e se possibile migliorare la qualità e la varietà della programmazione”, senza però aumentare il numero di proposte in cartellone: rafforzare la capacità produttiva di Bellinzona Teatro anche grazie alla disponibilità della nuova sala di Giubiasco in modo da creare spettacoli propri con più regolarità, ipotizzare nuovi progetti rivolti in particolare ai giovani, ad esempio con la creazione di un laboratorio teatrale per adolescenti e giovani adulti; consolidare le strutture operative per far fronte in maniera professionale al mandato ricevuto ed eventualmente assumere nuovi compiti organizzativi; migliorare l’attrattività del Teatro Sociale quale luogo per manifestazioni di terzi (in affitto).

Previste anche una serie di misure urgenti per cercare di chiudere in pareggio la stagione 2018-19 (era previsto un ulteriore di 60mila franchi), ovvero la cancellazione di due eventi già programmati questa primavera, la rinuncia all’organizzazione dell’edizione 2019 del festival Territori e un contenimento dei costi sulla produzione di “Tell”. Per razionalizzare e professionalizzare la gestione amministrativa e contabile, questa verrà effettuata dal Settore finanze e promozione economica della Città. Per contro all’organigramma verrà aggiunta mezza unità lavorativa nel settore tecnico per far fronte alle esigenze dell’attività di Bellinzona Teatro, e per poter assumere la gestione della nuova sala di Giubiasco, il cui cantiere è quasi concluso.

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